Tiziana Troisi 16/09/2020 0

Campagne Facebook, come pianificarle

 

Nei post precedenti abbiamo parlato di advertising on line ed in questo vogliamo approfondire una delle tipologie di pubblicità che ti abbiamo illustrato. Si tratta del social advertising che entra di diritto tra le tecniche di Social Media Marketing. L’adv social prevede messaggi pubblicitari di tipo display, mostrati negli aggiornamenti degli utenti dei social network. 

Come abbiamo accennato fare pubblicità sui social è tutt’altro che semplice, vanno rispettati formati di immagini e durate specifiche per i video. Il messaggio stesso dovrà avere una lunghezza ed una CTA efficace.

Come farsi strada in tutto questo? Partiamo dall’inizio ovvero da come pianificare una campagna Facebook

Scegli l’obiettivo della campagna Facebook

Appena ti approccerai allo strumento Gestione campagne di Facebook e ti troverai a pianificarne una dovrai scegliere l’obiettivo della tua comunicazione. A seconda del prodotto o servizio che offri, il tuo obiettivo potrà essere differente: vendita di prodotti, visite al sito web, iscrizione alla newsletter oppure il download di una app o di un infoprodotto.

Ecco quali obiettivi ti mette a disposizione il social network:

  1. Notorietà
  2. Considerazione
  3. Conversione

Nel primo caso si sceglie questo obiettivo per far conoscere il brand o aumentare la copertura, ovvero le visualizzazioni.

Per il secondo obiettivo Facebook presenta un lungo elenco di opzioni:

  • Traffico
  • Interazione
  • Installazioni dell’app
  • Visualizzazioni del video
  • Generazione di contatti
  • Messaggi

Il terzo grande obiettivo che la piattaforma mette a tua disposizione è la Conversione. Leggerai testualmente: “Fai in modo che le persone eseguano azioni importanti sul tuo sito web, nella tua app o su Messenger, ad esempio aggiungere informazioni di pagamento o effettuare un acquisto.” Questa campagna avrà come obiettivo, per esempio, la vendita di prodotti on line o l’aumento del traffico nel punto vendita.

Realizza la creatività della campagna

È arrivato il momento di realizzare il post video o immagine con testo per la tua campagna. Il formato della creatività determina il costo dell’inserzione. Un video verticale o quadrato, un banner grafico orizzontale o verticale performano in maniera completamente diversa. Non solo, Facebook stabilisce alcuni parametri, come la densità di parole scritte all’interno dell’immagine, che vanno assolutamente rispettati per non essere penalizzati nelle visualizzazioni. Il consiglio è quello di restare sempre aggiornati su questi formati poiché cambiano periodicamente.

Definisci il tuo pubblico

La targetizzazione è uno degli aspetti più importanti di una campagna. Grazie a questo strumento, infatti, potrai raggiungere un pubblico più vasto di quello che hai creato organicamente. Si tratterà di un pubblico profilato ovvero una utenza potenzialmente interessata al tuo prodotto o servizio.

Geolocalizzazione, genere ed età, interessi e lavoro svolto sono solo alcuni dei parametri che è possibile impostare per individuare il pubblico destinatario della tua campagna.

Facebook ti offre strumenti avanzati per la segmentazione del pubblico, più saprai utilizzarla e maggiori saranno le possibilità della tua campagna di essere vista.

Stabilisci il budget della campagna Facebook

Siamo arrivati alla “nota dolente” impostare un budget giornaliero. A stabilirlo è il digital advertiser che conosce il sistema delle aste di facebook e gli obiettivi delle campagne.

L’unità di misura, in questo caso, è la copertura. Quante persone voglio raggiungere e in quanto tempo? Facebook ti aiuta in questo permettendoti di inserire un importo e vedere la potenziale copertura che otterresti.

Per avere una idea del costo da sostenere per una campagna Facebook dovrai moltiplicare il costo medio per il numero di persone che vuoi raggiungere o per il numero di visite al sito che vuoi ottenere.

Il sistema di aste di Facebook

La pubblicità su Facebook viene mostrata agli utenti esattamente come avviene per le notizie. Le inserzioni vengono ordinate da un algoritmo che tiene conto di diverse variabili.

Il cosiddetto sistema delle aste ha lo scopo di garantire un flusso costante di inserzioni da mostrare su Facebook. Il sistema seleziona le inserzioni migliori, assegna loro un prezzo e le invia nei vari posizionamenti (sezione notizie su computer, sezione notizie su dispositivi mobili, colonna destra su computer etc.).

Facebook massimizza il valore delle sue scelte sia per l’utenteche vedrà l’inserzione sia per l’inserzionista che dovrà raggiungere il suo target al più basso prezzo possibile.

 

 

 

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Paola Palmieri 16/09/2020

Marketing sociale: cos'è e come riesce ad influenzare un target

Oggi ti parliamo di Marketing sociale da non confondere con il social marketing. Chi ce ne ha parlato per la prima volta è stato Philip Kotler nel 1971 e lo definisce come “l’utilizzo dei principi e delle tecniche del marketing per influenzare un gruppo target ad accettare, rifiutare, modificare o abbandonare un comportamento in modo volontario, allo scopo di ottenere un vantaggio per i singoli, i gruppi o la società nel suo complesso”. 

A differenza del marketing tradizionale e commerciale, dunque, non cerca di spingere all’acquisto di qualcosa ma di proporre un cambiamento. Del marketing tradizionale, tuttavia, ne sfrutta principi e tecniche. Vediamo come.

Ambiti di intervento

Il marketing sociale suscita un interesse crescente, guardiamolo da vicino a partire dagli ambiti di intervento: 

  1. Promozione e tutela della salute: punta a promuovere stili di vita sani, prevenzione e riduzione di comportamenti definiti a rischio.
  2. Promozione di comportamenti sociali: punta alla tutela dell’ambiente, per esempio tramite la raccolta differenziata, consumi e mobilità sostenibili.

In sostanza il marketing sociale si propone, coerentemente con quanto indicato nella Carta di Ottawa, di consentire ai cittadini di acquisire abilità e competenze per scegliere liberamente e con i giusti strumenti ciò che è meglio per sé e per la propria salute. 

Obiettivi

Gli obiettivi che il marketing sociale si propone di raggiungere sono:

  1. Cambiamento cognitivo: favorire, attraverso una maggiore conoscenza del problema e delle sue possibili soluzioni, l’adozione di un determinato comportamento. Qualche esempio? Informare sugli effetti negativi dell'alcol sulla guida e così via.
  2. Cambiamento d’azione: indurre a compiere un’azione concreta, entro un periodo di tempo determinato, incentivando determinate scelte a scapito di altre. Quale esempio più attuale di una campagna di vaccinazione o screening?
  3. Cambiamento di comportamento: abbandonare o modificare stili di vita nocivi a favore di abitudini più salutari. Uno su tutti? Smettere di fumare.
  4. Cambiamento di valori: modificare opinioni radicate rispetto ad alcuni temi o situazioni come eliminare i pregiudizi di razza, di religione o di sesso e così via. 

Piano di marketing sociale

Vediamo ora come gli obiettivi si traducono in azioni, seguendo una vera e propria strategia: 4 le fasi principali.

1. Marketing analitico

Si raccolgono informazioni necessarie per sviluppare il Piano considerando la letteratura scientifica e il contesto (ambientale, socio-culturale, economico) in cui si intende agire.

2. Marketing strategico 

Obiettivi: scelta del comportamento o stile di vita su cui si intende favorire un cambiamento. 

Segmentazione: individua le diverse esigenze dei potenziali destinatari, suddivisi in segmenti con caratteristiche omogenee (variabili geografiche, demografiche, fisiche-sanitarie, comportamentali) e realizza un diverso “marketing mix” per ogni segmento.

Posizionamento: rende evidenti i vantaggi che si possono ottenere aderendo a quanto viene proposto rispetto alla concorrenza che non è tanto rappresentata da prodotti o soggetti, quanto da alcune idee e comportamenti che si vogliono modificare offrendo idee e comportamenti alternativi. 

3. Marketing operativo

Prodotto: comportamento che si intende favorire con i relativi benefici.

Prezzo: l’insieme dei costi economici e non solo (perdita di tempo, di energia, disagio, ecc.) che i destinatari devono sostenere per attuare il cambiamento richiesto.

Promozione: l’insieme delle attività di comunicazione (pubblicità, eventi, opuscoli) utili alla diffusione della conoscenza dei vantaggi e dei benefici derivanti dall’adozione del comportamento proposto.

Luogo: nei quali il prodotto – comportamento, idea o servizio – raggiunge i destinatari e viene offerto ad essi.

4. Valutazione

Le attività di valutazione sono necessarie durante tutte le fasi del piano (prima-durante-dopo) per valutarne l’efficienza, calcolo costi-benefici, e l’efficacia, raggiungimento degli obiettivi.

 

Se la lettura di quest’articolo ti ha appassionato ma vuoi approfondirne alcuni aspetti chiedicelo pure nei commenti. Non perderti i prossimi articoli sul mondo del marketing… e non solo!

 

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Gabriella Avallone 16/09/2020

Perché Philip Kotler viene citato in tutti i libri di marketing?

Philip Kotler è stato definito il padre del marketing moderno e ancora il guru del management dal Financial Times, dopo Jack Welch, Bill Gates e Peter Drucker.

È riconosciuto come l’esperto al mondo delle strategie di marketing ed è impossibile non averne sentito parlare. Le teorie di Kotler sono infatti onnipresenti sui libri di marketing proprio perché egli ha dato un importante contributo alla strutturazione del marketing in quanto disciplina scientifica.

 

La sua opera più conosciuta è Marketing Management, di cui la prima edizione risale al 1967. Questo testo è riconosciuto tra i più autorevoli in questo ambito ed è difatti ancora diffuso nelle università di Business di tutto il mondo.

Kotler sostiene la necessità di fondare l’idea di marketing su una base scientifica, dal punto di vista manageriale, anziché puramente merceologico, come avveniva prima di lui.

 

Il Marketing da prima conosciuto come funzione d’impresa diventa dopo di lui il processo di gestione dell’intera impresa.

 

Vediamo alcuni dei più importanti studi di Kotler sul marketing:

 

Orientamento al mercato:

Con le sue idee Kotler ha rivoluzionato quello che era considerato Marketing prima di lui, infatti si può dire che egli ne ha ribaltato la direzione tradizionale che prima avveniva dall’interno all’esterno dell’impresa e che ora cambia rotta.

 

Il passaggio Production Oriented per organizzare la produzione in modo che il prodotto finale sia efficace e di qualità dovrà per forza comprendere le leggi di mercato. Individuare il mercato o ancor meglio il cliente è fondamentale per comprendere i bisogni insoddisfatti e rispondere con un’offerta di qualità che potrà essere apprezzata maggiormente a chi la stiamo proponendo.

Kotler spiega che il Marketing non è un processo lineare ma circolare e che per entrare in un’ottica competitiva necessita di individuare le opportunità, i punti di forza che agiscono sul mercato.

 

Il concetto di marketing ampliato:

 

Kotler estende il campo d’azione del marketing, conferendogli una definizione molto più ampia ovvero: “strumento per comprendere, creare, comunicare e distribuire valore”.

 

Modello delle quattro P:

 

Impossibile non averne sentito parlare prima del noto modello delle quattro P e del marketing mix secondo Philip Kotler. Questo concetto era stato già introdotto da Jerome McCarthy ma la diffusione si deve a Kotler. Il modello racchiude e organizza le attività di marketing operativo in 4 passaggi:

-       Product;

-       Price;

-       Placement;

-       Promotion.

 

In seguito sono state aggiunte altre voci a questo modello come ad esempio la sesta P di Packaging.

 

Modello delle quattro C:

 

Successivamente Kotler ampia il modello precedente ed associa alle P il modello delle quattro C, che stanno per:

 

-       Customer value, ovvero il valore per il cliente;

-       Costo per il cliente;

-       Convenienza;

-       Comunicazione

 

Questo modello evidenzia l’importanza del valore del cliente che viene prima di ogni altra cosa. Con le sue intuizioni si iniziò a focalizzarsi sul cliente, target o prospect. Un aspetto fondamentale che getta le basi anche per le conoscenze in campo di digital marketing.

 

Questo articolo ti è stato d'aiuto? Se desideri approfondire qualche aspetto del marketing che ancora ti è poco chiaro scrivici nei commenti! 

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Gabriella Avallone 11/09/2020

Quali saranno le innovazioni tecnologiche del 2021?

Tra le tecnologie più interessanti non possiamo non citare la realtà aumentata. Si tratta dell’intelligenza artificiale generata dalla voce di dispositivi intelligenti, come quelli domestici ma non solo. Avremo a che fare anche con una rete molto più veloce come quella 5G, basata su un cloud che aiuterà ad agevolare sempre più i processi informatici all’interno delle aziende.

 

La Realtà Aumentata:

 

Negli anni sono state numerose le ricerche in campo di realtà virtuale che riuscisse ad offrire una visione a 360° completamente realistica e totalmente immersiva. Si pensi ad esempio al mondo dei videogiochi, come sarebbe giocare avendo a disposizione una visuale che va oltre lo schermo televisivo, che finalmente farà vivere l’avventura in prima persona. Ma oltre al mondo dell’intrattenimento accademico si pensi anche al campo pubblicitario e delle innovazioni che porterà quest’invenzione nel campo del branding e del marketing.

Dai numerosi esperimenti che sono stati avviati in questo campo, finalmente ora inizia a concretizzarsi qualcosa nelle AR (realtà aumentate) e su VR (realtà virtuali).

 

Ora grazie alla Realtà Aumentata, molti brand hanno consentito ai clienti di visualizzare in anteprima i prodotti prima dell’acquisto online, come ad esempio ha fatto il colosso IKEA per quanto riguarda il “testare” i mobili nelle proprie case prima ancora di comprarli. Questa è una linea guida che ha gettato le basi per molte aziende dotate di e-commerce per garantire una migliore custumer experience.

 

Intelligenza artificiale:

 

L’intelligenza artificiale è già diffusa, talmente tanto che molti di noi la usano costantemente senza nemmeno rendersene conto. Si parla ad esempio di quella utilizzata nelle industrie, che hanno implementato il fatturato e registrato crescite notevoli in campo produttivo. Più nel quotidiano del riconoscimento facciale, che ognuno adopera con il proprio smartphone o le chatbot anche su Facebook Messanger.

Una stima del Gartner dimostra che circa l’80% delle tecnologie emergenti coinvolgerà l’intelligenza artificiale entro il prossimo anno. L’intelligenza artificiale coinvolgerà inoltre l’apprendimento automatico e la scienza dei dati per le strategie future.

 

Uno degli aspetti più accattivanti dell’intelligenze artificiali sono inoltre le riduzioni dei costi. Ma oltre ai costi c’è il comfort, si pensi ad un frigorifero intelligente, ad una casa ingegnata con un sistema di domotica, alle automobili connesse tra di loro in tempo reale per informare sul traffico durante un viaggio, insomma questo 2021 ci riserverà belle sorprese!

 

Assistenti vocali:

 

Gli altoparlanti intelligenti e gli assistenti vocali sono stati migliorati nel corso del tempo e ora rappresentano un grande esempio nel campo dell’intelligenza artificiale. Hanno spopolato nel campo dei media e dei dispositivi elettronici che utilizziamo ogni giorno.

Talmente migliorati nel corso degli anni che si stima che oltre il 99% delle domande tra gli assistenti vocali di Amazon, Google ed Apple sono state capite senza alcun problema. Naturalmente è stato registrato che il più intelligente di tutti è Google.

 

Se credi di non averne fatto un uso così frequente pensa a Siri sul tuo Iphone o all’assistente Amazon Alexa.

 

Qual è per te l’innovazione tecnologica di cui non riusciresti a fare a meno tra quelle elencate? Se hai pensato a qualcos’altro condividilo con noi nei commenti!

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Tiziana Troisi 03/09/2020

Cos’è e come funziona il content marketing

In questo articolo analizzeremo nello specifico un tipo di marketing particolarmente in auge negli ultimi anni.

Si tratta di una strategia di vendita che si basa sulla produzione di contenuti utili per la propria audience. Questa tecnica si contrappone assolutamente a quelle di push marketing. Nessuna spinta ad acquistare il prodotto bensì voglia di interessare, informare e incuriosire il proprio target. Vediamo come.

Cos’è il content marketing

Joe Pulizzi nel 2008 scrive per la prima volta di content marketing: “come utilizzare il content marketing per fornire informazioni pertinenti, preziose e convincenti che trasformano i potenziali clienti in acquirenti”. È lui a dare una nuova definizione e a fondare il Content Marketing Institute. La pervasività della digitalizzazione e l’arrivo dei social ha dato grande impulso a questo tipo di tecnica. Sfruttando, infatti, i diversi canali a disposizione, veicolare il proprio messaggio diventava più semplice. Di contro evolveva anche la modalità con la quale venivano scelti e acquistati prodotti e servizi, una selezione sempre più complessa ed articolata. Le aziende hanno quindi cercato di ottenere l’interesse dei clienti grazie alle informazioni e ai consigli che loro stessi stanno cercando. I dati dimostrano che i consumatori apprezzano i brand che forniscono contenuti coinvolgenti e di valore che rispondono ai loro bisogni informazionali e di intrattenimento. “È necessario creare contenuti che il pubblico desidera e di cui ha bisogno. Spesso quel contenuto avrà poco a che fare con i prodotti che vendi e più con il pubblico che stai cercando di attirare” diceva Andrew Davis. Il content diventa, quindi, un elemento chiave delle tecniche di inbound marketing, una strategia di marketing che si oppone all’outbound marketing, ovvero alla richiesta diretta di acquisto.

Come fare content marketing

Fare content marketing significa innanzitutto conoscere il proprio target e capirne alcuni aspetti:

Di cosa si preoccupa il tuo pubblico?

·         Dove si informa?

·         Che cosa gli piace leggere?

·         Cosa lo diverte?

·         Quali sono le sue abitudini?

Dopo aver messo nero su bianco queste informazioni è necessario realizzare un piano editoriale. Questo documento consente di creare un calendario dei contenuti da pubblicare. Si darà così anche regolarità e continuità alle pubblicazioni. Una volta definiti il piano e l’audience è il momento della storia.

Lo storytelling è fondamentale per creare un legame di coinvolgimento con l’audience di riferimento. Elaborare un racconto capace di raccontare l’identità di un’azienda significa avere la base giusta per un piano editoriale efficace.

Nel pianificare i tuoi contenuti potrai scegliere tra diverse opzioni:

·         Video

·         Immagini

·         Testi

·         Podcast

Questi formati possono essere utilizzati, a seconda degli scopi, per convincere, informare o intrattenere. Un buon piano editoriale contiene un mix di queste tre intenzioni.

Il contenuto al centro della strategia di marketing

Nel content marketing, lo dice la parola stessa, il contenuto è il re indiscusso. Perno centrale di tutta la strategia. Seppure la vendita resti l’obiettivo finale di ogni strategia, il content marketing fidelizza il cliente offrendo qualcosa di veramente prezioso: informazioni, intrattenimento e supporto, gratis. Questa gratificazione avvierà un processo di fidelizzazione che lega il consumatore all’azienda è che è destinato a durare nel tempo.

Come tutte le tecniche di inbound marketing anche questa strategia non garantisce risultati rapidi. L’inbound marketing richiede lavoro e costanza ma gli effetti ottenuti si vedranno nel lungo periodo. Se vuoi accelerare questo processo naturale ed organico, dovrai fare riferimento all’adv on line. E noi te abbiamo già parlato!

 

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Gabriella Avallone 02/09/2020

Come si crea un Business Plan

Iniziamo col dire che questo particolare documento è fondamentale per intraprendere un progetto. È utile se si vuole illustrare l’iniziativa per intero, mostrandone pregi, difetti e strategie di vendita per riuscire a riscuotere, laddove fosse possibile anche dei finanziamenti. 

Il business plan è un documento analitico che ha diverse finalità: 

- Illustrare la strategia: mostrare tutti i passi di come si intende procedere, tenendo ben presente la mission e gli obiettivi che si intendono raggiungere a breve e medio termine, cercando di puntare a mete sempre più ambiziose. 

- Identificare punti di forza e debolezza: attraverso un’analisi di mercato chiamata SWOT ANALYSIS è possibile individuare quelli che sono i punti di critici del progetto e quali invece le sue potenzialità così da riuscire a sfondare in quel segmento di mercato. 

- Budget: stilare un dettagliato piano che comprenda anche tutti i costi di creazione e mantenimento del progetto, ovviamente reali ed attinenti a seconda di quello che necessita la realizzazione dello stesso. 

- Reperire finanziamenti: lo scopo di illustrare l’intero piano potrebbe essere quello di reperire finanziamenti per il progetto, che naturalmente potranno essere di vario tipo come prestiti, mutui o finanziamenti a fondo perduto (senza un business e plan che si rispetti sarebbe impossibile pensare di chiederli).

- Trovare sponsor e partner: il business plan potrà aiutarci a trovare partner attinenti al nostro settore con possibili joint venture, clienti, fornitori e distributori interessati al progetto in questione. 

- Il business plan è decisamente un documento necessario per la gestione e lo sviluppo di tutte le imprese è fondamentale per una buona redazione del piano che tenga conto di tutti gli aspetti necessari per la sua realizzazione.

Altro aspetto particolare di questo documento è che non è statico ma si modifica nel tempo. Segue infatti l’impresa stessa nella fase di start up, sviluppo e maturità.

Le parti fondamentali del business plan:

- Executive Summer che indicherà le parti principali e le più rilevanti del piano. Si espone in poche pagine ed in modo chiaro e conciso. 

- Grafica di qualità: bisogna attirare per ottenere consensi positivi. Attirare non vuol dire essere troppo appariscente, si rischia altrimenti di essere controproducenti e deviare l’attenzione dei nostri spettatori. Un layout chiaro e pulito potrebbe essere la mossa vincente, la prima impressione è quella che conta, non dimentichiamolo! 

- Definizione degli obiettivi, mission, fattori critici e di successo.

- Analisi di mercato: con l’analisi SWOT indicare punti di forza e debolezze. Inclusi i i successi già raggiunti e quelli a cui si vuole puntare. 

- Descrizione e illustrazione del prodotto/servizio/impresa in questione, incluse le caratteristiche fisiche, le finalità, i punti attrattivi e le possibili evoluzioni. 

- Distribuzione, tempi e listino prezzi.

- Concessioni e permessi legali per metterlo in atto rapportandolo alla concorrenza e comprendendone vantaggi competitivi per attirare il cliente. 

- Target: scegliere la categoria di persona alla quale è indirizzato il progetto.

- Finanze: l’attuale portafoglio clienti, costi e margini di profitto. 

- Indicare la catena del valore offerto: modelli di produzione, somministrazione ecc.

- Prodotti/servizi futuri: indicare se sono in programma innovazioni in quali tempi previsti 

- Strategie di marketing e comunicazione per la promozione del prodotto/servizio in questione, seguendo le leve del Marketing Mix. 

- La struttura del management interno

- Analizzare le funzioni aziendali: produzione, approvvigionamento, marketing, vendita, ricerca e sviluppo. 

- Piano operativo, assistenza post-vendita, fattori di influenza esterni.

Se sei interessato ad approfondire uno o più di questi argomenti, lascia un commento! Cercheremo di rispondere a qualsiasi tuo dubbio o perplessità.

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Tiziana Troisi 27/08/2020

Vendere sui social: Instagram e Facebook shops

Da tempo Facebook si interessa alle piccole realtà aziendali sul territorio. Sono tante e hanno bisogno di vendere e di farsi notare. L’Azienda di Menlo Park ha perciò messo a disposizione sempre più strumenti gratuiti di promozione locale per permettere anche alle piccole realtà l’accesso a mezzi che altrimenti sarebbero inaccessibili. L’emergenza Covid ha ulteriormente provato le piccole aziende che fronteggiano la sfida delle vendite on line. Sull’onda proprio dell’emergenza, e dell’esigenza di vendere on line data dal lockdown, Facebook Inc. ha rilasciato Facebook shops.

Instagram shops

 

In principio era Instagram shops. La modalità shopping consisteva nel “taggare” un prodotto presente in una foto così che l’utente potesse acquistare quel prodotto direttamente sulla piattaforma. Una volta taggato il prodotto era possibile visualizzare l’icona di una borsa e, cliccandoci, trovare informazioni come nome, prezzo e descrizione. Per fare ciò era necessario disporre di un catalogo prodotti:

  • Da vetrina presente sulla pagina collegata al profilo su Instagram;
  •  Da un file con le informazioni necessarie disponibile su Facebook

Per semplificare le cose alle persone che amano fare shopping, nel 2018 Instagram ha introdotto una serie di aggiornamenti tra cui gli adesivi dei prodotti nelle storie e una destinazione per lo shopping in Esplora. Continuando a investire nello shopping, ha reso possibile salvare un prodotto per un secondo momento, condividerlo con un amico per un feedback o acquistarlo immediatamente. Un passaggio che non necessitava più dell’accesso al browser.

Il nuovo Instagram shops

Più recentemente è stata introdotta una nuova release. Shops diventa una vetrina immersiva, a schermo intero, che consente alle aziende di raccontare la storia del proprio brand e promuovere la scoperta dei propri prodotti. Attraverso “un'esperienza di shopping nativa.” Le persone possono visitare uno shop da un profilo Instagram aziendale o attraverso il feed e le storie. Durante la visita, possono visualizzare i prodotti, esplorare le raccolte e fare acquisti in tutta facilità attraverso il browser nell'app oppure, senza dover uscire, direttamente dagli shop con possibilità di acquisto. Grazie alle informazioni di pagamento protette in un unico posto, infatti, gli utenti possono acquistare dai brand che preferiscono senza dover effettuare l'accesso e inserire le informazioni più volte. “Con gli shop vogliamo dare alle persone la possibilità di sperimentare il piacere dello shopping, senza che gli acquisti vengano percepiti come noiose incombenze. “ Ha dichiarato l’azienda.

Facebook shops

Nel maggio del 2020, in pieno post lockdown italiano, arriva la notizia che tutti aspettavano. La nuova funzionalità del primo vero social network di tutti i tempi. Facebook shops fa sì che tutte le aziende abilitate possano aprire facilmente il proprio shop on line. La creazione del negozio è gratuita e soprattutto personalizzabile. Sarà infatti possibile scegliere, non solo i prodotti che andranno nel catalogo, ma anche l’aspetto del negozio virtuale impostando un’immagine di copertina e usando colori in linea con il brand. Cosa si può fare con questa nuova feature? 

  • Il cliente può sfogliare l’intera collezione, salvare i prodotti e fare un ordine
  • Potrà contattare l’azienda attraverso WhatsApp, Messenger o Instagram Direct.
  • L’azienda potrà accedere a Live Shopping per taggare i prodotti all’interno di una Diretta. Il tag apparirà nella parte inferiore del video e gli utenti avranno la possibilità con un semplice tap!
  • Si prospetta anche l’integrazione della realtà aumentata per provare virtualmente i prodotti.
  • Si potranno collegare programmi fedeltà, consultare e controllare i propri punti e i premi.

Come iniziare ad usarli?

Facebook ha annunciato che avrebbe iniziato dalle aziende idonee che usano gli shop del profilo Instagram per poi estendere l'accesso nei mesi successivi alle altre. Le aziende idonee riceveranno un'e-mail quando il loro shop sarà pronto per la personalizzazione. Sarà imprescindibile un requisito: quello di avere attivato il Business Manager. Tra i vantaggi e le nuove opportunità che Facebook Shops offre c’è sicuramente la profilazione dell’utente. Sarà più semplice attraverso le informazioni in possesso di questi social network avere un profilo del consumatore ideale. L’esperienza d’acquisto verrà maggiormente personalizzata. Non solo, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, Facebook potrà mostrare alle persone solo quello che interessa realmente aumentando il tasso di conversione.

Facebook Shops, inoltre, dialogherà con altre piattaforme come Shopify, BigCommerce e Woocommerce. Insomma non si può non usarlo!

 

 

 

 

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Gabriella Avallone 26/08/2020

Email markeing: ecco cosa c'è da sapere

L’email marketing è una forma di marketing diretto che integra tutte le strategie del marketing classico che conosciamo per distribuire comunicazione con l’obiettivo di consolidare relazioni tra brand e audience. Chi di noi non è mai trovato tra le mail promozioni, informazioni sulla scontistica o il nuovo catalogo di un brand?

Ma perché si usano così tanto?                   

Se per alcuni può rivelarsi una seccatura, di certo non lo è per le aziende, che grazie a questa tecnica riescono a misurare più facilmente i risultati in termini di ROI. L’email marketing rassicura dal punto di vista delle conversioni degli utenti rispetto ad altri canali di web marketing.

 

Gli utenti adorano ricevere newsletter del brand che più apprezzano per riceverne tutti gli aggiornamenti. Questo accade naturalmente solo quando la mail è ben programmata e tiene conto del senso di esclusività che ogni cliente vorrebbe.

Il cliente si sente speciale quando riceve un aggiornamento in tempo reale su un nuovo sconto inedito solo per lui sulle offerte di prodotti speciali.

 

Le email marketing si differenziano in Dem e Newsletter:

-       DEM è l’acronimo di Direct Email Marketing che si identificano in quelle email inviate da un’azienda ai fini promozionali e pubblicitari.

-       NEWSLETTER invece è un servizio dedicato agli iscritti di un sito web.

 

C’è differenza tra le due tipologie di mail soprattutto in base alla loro:

-       Periodicità: ovvero la frequenza di invio che se per la DEM risulta più saltuaria, per la newsletter segue invece un vero e proprio calendario, come se fosse un appuntamento fisso con i clienti in questione.

-       Modalità di invio: La DEM può essere inviata massivamente attraverso i database che utilizziamo, dove sono custoditi tutti i nostri contatti. Naturalmente il destinatario viene scelto in modo automatico dal sistema stesso, una volta indicati alcuni parametri utili alla ricerca, come dettagli sul budget, località e dettagli sulla tipologia di prodotto offerto. La Newsletter invece è legata unicamente alla consapevole iscrizione dell’utente al servizio presente sul sito web.

-       Grafica: la grafica ed il layout della DEM è studiata per ogni singolo invio ed ha un impatto grafico da call to action, mentre la newsletter ha un layout prestabilito con immagini e testo semplice di volta in volta differente.

 

Per creare una mailing list è utile per comunicare informazioni in multicast attraverso un unico mittente che coinvolge i contatti con interessi condivisi per informare e generare feedback. Fidelizzare è lo scopo principale della email marketing e per farlo ha bisogno di tips specifiche come la personalizzazione. Inviare comunicazioni precise e customizzate in base agli interessi di ogni singolo cliente è possibile. Indicarne inoltre la data e l’orario di invio e avere naturalmente precisi obiettivi di comunicazione potrebbero essere il giusto incentivo per aumentare il tasso di conversione.

 

Da non dimenticare di monitorare le metriche per capire se la strategia di email marketing sta riscuotendo il giusto successo. Parliamo ad esempio di click per email come il CTR (Click-Through-Rate) o il CTOR (Click-To-Open-Rate) che rappresenta il numero di utenti che hanno cliccato sul messaggio in rapporto al totale dei messaggi inviati.

 

Tra gli indici da analizzare con attenzione il Conversion Rate che indica la percentuale di destinatari che ha cliccato sul link contenuto all’interno della email ed anche il Bounce Rate per comprendere quali sono gli indirizzi ai quali la mail non è stata recapitata con successo. Insieme a tutti questi aspetti da non dimenticare è il tasso di Unsubscribe, quindi di utenti che hanno deciso di essere rimossi dalla newsletter, questo dovrà indurci a ragionare sulle probabili cause per poter migliorare sempre di più il nostro servizio di mail marketing.

 

Trovi che questo articolo ti sia stato d’aiuto? Scrivi nei commenti l’argomenti che ti piacerebbe approfondire.

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Tiziana Troisi 20/08/2020

Viral marketing, cos'è e come funziona

Quante volte in questi anni abbiamo sentito dire “quel video è diventato virale”, “quella foto è virale” e via discorrendo? Ma che cos’è veramente il viral marketing? Perché è una strategia utile e come creare campagne veramente virali? Rispondere a tutti questi quesiti non è facile ma proviamo a farlo in questo nuovo appuntamento con la rubrica “Inside marketing”. Approfondiamo un fenomeno del marketing nato con i social che permette in tempi rapidi di far conoscere un prodotto/servizio con una crescita esponenziale!

Cos’è il viral marketing

Il Viral marketing è una strategia di promozione di un prodotto o servizio, di un brand, di un evento che sfrutta il passaparola del web e la condivisione dei contenuti tra utenti. Esattamente come in un’epidemia nel marketing virale il contagio avviene da un individuo infetto che sia è già venuto a contatto con il contenuto di brand o il messaggio pubblicitario, a un individuo sano, secondo una curva di crescita esponenziale. Attenzione però a non confondere tutto quello che è di successo sul web per viral marketing. Appartiene a questa categoria solo la strategia di marketing che si basa sul fenomeno del buzz ovvero del passaparola. È solo il contenuto il vero “king” in questo caso, tutto l’investimento economico e creativo ruota intorno alla possibilità di creare una naturale shareability.

Quando un contenuto è virale

Quando si parla di contenuto virale si può fare riferimento a un messaggio che può avere le forme più diverse. I video, i meme, le GIF virali sono gli esempi più immediati di contenuti aziendali che diventano facilmente virali.  A renderli tali è soprattutto la loro immediatezza, la capacità delle immagini di suscitare emozioni e anche la facilità della condivisione di contenuti come questi. Volendo fare il punto sulle caratteristiche che un contenuto virale deve avere potremmo elencarne almeno tre:

·         Emozionante

·         Vicino

·         Visuale

La capacità di coinvolgimento richiesta da questo tipo di marketing è importante: non solo deve essere apprezzato ma anche condiviso e consigliato. Perché l’utente partecipi attivamente a questo processo deve sentirsi “toccato” nelle sue emozioni. Non solo, il contenuto è “vicino” quanto è più semplice immedesimarsi nell’immagine o nel video che verrà visualizzato.

Non solo immagini e video

Il viral marketing, però, non è solo foto e video. Possono essere virali anche installazioni fisiche e happening, tanto che una classificazione più rigida vede guerrilla marketing e ambient marketing come sottoinsiemi del viral marketing. Un esempio veloce? Le challenge lanciate dai personaggi famosi. Qui entra in gioco un altro fattore di cui parleremo più avanti, l’influencer marketing. Questa forma di vendita si basa sulla figura di un personaggio noto e sulle sue capacità di influenzare le scelte d’acquisto dei suoi follower. Il viral marketing può passare anche attraverso la spinta dell’influencer che può segnalare il contenuto al suo seguito e generale il buzz, di cui abbiamo detto prima, che permette poi la propagazione del “virus”.

Come funziona il viral marketing e perché usarlo?

Diverso dai soliti contenuti pubblicitari e più originale, il messaggio di una campagna virale si basa sull’effetto emotivo. Non si presenta come un messaggio smaccatamente commerciale e orientato alla vendita ma come un contenuto semplicemente godibile e gradevole. Si tratta, quindi, di una strategia che si sviluppa in due tempi. Solo successivamente, infatti, se si è raggiunto il target desiderato, il contenuto virale verrà condiviso spontaneamente e genererà un ricordo positivo. Sarà questo sentimento verso il brand a spingere all’acquisto di un prodotto/servizio o a generare brand awareness. Riuscire a realizzare un contenuto virale, però, non è semplice. È necessario conoscere il proprio pubblico e pensare per loro a qualcosa che li coinvolga a tal punto da volerlo condividere con la propria cerchia sociale!

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Gabriella Avallone 19/08/2020

I 5 trend più seguiti del web 2020

Il 2020 ha portato nel web una ventata di innovazione grazie ai nuovi strumenti da poter utilizzare sui social per portare traffico al sito ed incrementare il sell out.

 

Se sei curioso di scoprire quali sono dai un’occhiata ai più importanti web marketing trends del 2020:

 

1)    Shoppable post: questo strumento si riferisce al social commerce, nello specifico all’acquisto di prodotti direttamente dai post pubblicati sul profilo Instagram. Vi sarà capitato sicuramente di frequente di osservare una capo di vostro gradimento tra la Home di Instagram e faticato per cercare nella bio della pagina o su internet il sito ufficiale che ne mostrasse info e prezzi. Lo shoppable post ha reso possibile scoprire queste informazioni collegando la foto del prodotto in questione direttamente con la sua scheda dal sito web ufficiale.

 

Questo strumento di checkout non è propriamente una novità, infatti era già presente sull’app dal 2019 ma proprio nel 2020 ha raggiunto più seguito e interazione anche per via del lockdown, infatti il 54% delle persone presenti su Instagram cerca prodotti da acquistare.

 

Quale può essere il modo migliore di incrementare le vendite se non quello di agevolare l’user experience? Vendere direttamente dai social si è dimostrato uno strumento vincente che non permette ai clienti di abbandonare il carrello a che li guida verso un processo di vendita diretto.

 

2)    La tecnologia AR e VR: stiamo parlando della realtà aumentata, diventata una delle principali tendenze in campo di web marketing. L’AR è arrivata a superare la VR ed è diventata molto popolare proprio negli ultimi anni ed in particolare nel 2020. La realtà aumentata è uno strumento di cui usufruiscono grandi imprese e franchising, come ad esempio il colosso svedese IKEA. IKEA ha reso possibile attraverso l’AR capire come starebbe un mobile nel proprio salotto prima ancora di entrare in negozio.

 

3)   I messaggi in DM: il modo più veloce di instaurare rapporti con possibili clienti, non solo per scopi informativi ma anche di assistenza e guida alle vendite. Il tutto al fine di migliorare il rapporto tra l’azienda ed il cliente, rendendo lo scambio di informazioni ancora più diretto e veloce.

 

 

Nei canali di vendita il direct message è diventato uno dei trend più benvoluti in digital marketing. I messaggi diretti diventano importanti per tutti i social come anche Facebook, Twitter e Viber per il loro modo di rendere lo scambio di informazioni più veloce rispetto all’assistenza telefonica, che toglie tempo agli stessi operatori.

 

4)    Contenuti interattivi: il fatto di poter partecipare ad un sondaggio, di scoprire i risultati di un quiz o del dire la propria opinione come se la produzione potesse cambiare in base ai gusti di un singolo utente, sono aneddoti che le persone adorano. Creare contenuti interattivi non è solo più creativo ma riscontra successo come dimostrano gli studi infatti la maggior parte degli utenti non solo lo adora ma rimane più tempo sulla pagina in questione. Un altro aspetto importantissimo è la condivisione: più il contenuto piace e più verrà condiviso contribuendo ad aumentare la brand awareness del sito in questione.

 

5)    Contenuti originali e pubblicità avvincente: se ci hai fatto caso le campagne pubblicitarie del 2020 sono state spinte in maniera differente rispetto agli scorsi anni. Ora che gli standard di vendite online sono così tanto alti, bisogna sapersi distinguere non solo per i prodotti o servizi offerti ma anche per originalità. Le persone cercano post e contenuti di qualità, le persone diventano più acculturate in materia e pretendono prima dell’acquisto un servizio di pubblicità personalizzato. A tal motivo le campagne social cercano di rispondere a tutte le ipotetiche domande di un utente e di essere avvincenti dal punto di vista visual e grafico.

 

 

Per non parlare delle e-mail personalizzate, un ottimo esempio di come si possa con poco creare una customer experince unica. Più dell’80% delle persone hanno dichiarato di avere maggiori possibilità di chiudere una compravendita dopo un’esperienza di pubblicità personalizzata. 

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Valentina Viglione 17/08/2020

Reels la risposta di Facebook a Tik Tok

Tik Tok, il social che spopola tra i giovani nato in Cina nel settembre del 2016, pare abbia ricevuto una dichiarazione di guerra dal colosso “bluFacebook.

Il social network cinese, deve la sua popolarità ai giovani, che attraverso gli strumenti creativi della piattaforma, creano video con effetti particolari producendo contenuti di vario tipo.

                Ma Zuckerberg non sta a guardare e per rispondere al successo di Tik Tok ha sfoderato REELLS ,una funzionalità creativa per Instagram che permette di fare video, con aggiunta di audio, effetti speciali, conto alla rovescia e tanto altro. Ma lo scopriremo più vanti.

Perché nasce Reels?

Ultimamente Tik Tok non sta avendo vita facile in diversi paesi del mondo, in India, ad esempio, è stato bandito e sarà presto escluso anche dagli Stati Uniti se la piattaforma cinese non decide di vendere ad una società americana, questo perché Trump teme il legame stretto tra il social network ed il governo cinese oltre che per la guerra commerciale che da anni combattono i due Governi. Per questo motivo Zuckerberg ha accelerato il rollout globale di Reels, tanto da essere disponibile anche in Italia da pochi giorni.

Come funziona Reels.

Reels si trova nella telecamera di Instagram e permette di realizzare clip di 15 sec (oppure multi clip), sui quali è possibile aggiungere, in post produzione, effetti audio, filtri e tanto altro.

Vediamo nello specifico cosa:

- Audio: E’ possibile scegliere un audio direttamente dalla libreria di Instagram oppure si può caricare un audio originale, permettendo anche ad altri di utilizzarlo.

- Effetti: Ci sono diversi effetti di realtà aumentata da poter utilizzare per rendere la clip unica e divertente.

- Conto alla rovescia: un timer che permette le riprese senza manovrare il dispositivo a mano.

- Allineamento: consente una funzione prima e dopo, oppure sparizione ed apparizione di oggetti, usato soprattutto per i cambi di abito.

- Velocità: per dare la velocità desiderata al video secondo l’effetto creativo che si vuol dare.

 

I Reels creati potranno essere condivisi nelle stories oppure nel feed ed avranno comunque una sezione a loro dedicata nel profilo utente.

Sarà dura contrastare il successo di Tik Tok, dove i giovani (e meno giovani) condividono video fantasiosi e divertenti. Dove le star già hanno i loro milioni di follower ed i brand che hanno un target molto giovane, già investono per la propria visibilità.

Ma Reels ci prova, puntando magari sulla novità, sulla trasversalità della piattaforma Instagram, che non si rivolge solo ad un pubblico giovanissimo, e sui creator che magari cercano altre piattaforme dove esibirsi.

Per giudicare il successo o meno di Reels vs Tik Tok si dovrà aspettare del tempo, molto inciderà anche l’epilogo della “guerra” con gli Stati Uniti, perché se Tik Tok verrà vietata negli USA, perderà una grossissima fetta di utenti.

Bisognerà vedere, poi, come le altre piattaforme si comporteranno e che certamente non resteranno a guardare, ma si sa, che contro il colosso “blu” sarà dura vincere.

Se hai già provato Reels, facci sapere il tuo parere su questa nuova funzionalità lasciando un commento.

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