Acquisto Like, legalità e utilità

Quanto è utile veramente l'acquisto di like per una pagina business.

Valentina Viglione 28/07/2020 0

Oggigiorno, con l’aumento della considerazione dei social a livello globale, il like per una pagina è diventata una vanity metric molto ricercata dai gestori e proprietari di pagine business.  Tanto da favorirne un mercato florido di vendita per i social più popolari, Instagram, Facebook e Twitter.

Avere tanti follower è una riprova sociale da mostrare a chi visita la pagina per la prima volta, per invogliare a lasciare un like “autentico”, ma acquistare like fasulli  SARA’ LEGALE?

ACQUISTARE LIKE E’ LEGALE?

In Italia (ed in Europa) è ancora legale, tant’è che molte agenzie di comunicazione ne pubblicizzano la vendita apertamente, tra l’altro non sono neanche molto costosi, per questo, molte attività ne approfittano facendo crescere questo mercato.

Però  c’è differenza se ad acquistare i like “fasulli” sia una pagina business di qualsiasi genere oppure un account di un'influencer, infatti, nel caso di quest’ultimo,  può essere  pericoloso ed al limite della legalità.

Molte attività, infatti, si affidano agli influencer del proprio settore pagando per la citazione del loro  account oppure per la promozione di un prodotto, in base ai follower che seguono il personaggio. Di fatto il costo cambia  in base alla popolarità dell’influencer. Appunto.

Immaginate se la metà dei follower dell’ influencer fossero stati acquistati, il risultato di una campagna non avrebbe lo stesso esito di chi ha follower reali, quindi diciamo che prima di affidarsi ad un profilo , apparentemente molto seguito, va analizzato l’account .

Esistono molti tool on line che facilitano il lavoro, ma volendo fare un’analisi veloce, basta vedere la proporzione tra like e commenti sotto un determinato post.

Esempio: se un post ha prodotto 10k like e nessun commento, qualcosa di strano c’è…o no?

Ma al di là degli influencer e della legalità di questa pratica, quanto è utile realmente l’acquisto di like “fasulli “per una pagina business?

QUANTO E’ UTILIE ACQUISTARE LIKE PER UNA PAGINA BUSINESS?

Direi che l’utilità è pari a ZERO!

Infatti i like acquistati non sono di fatto di profili  in target, quindi le interazioni della pagina saranno basse riducendo la portata organica dell’account.

E’ vero che se una pagina ha molti follower,  Facebook favorisce la portata organica. Ma se i follower non sono reali, si verifica l'esatto contrario.

In realtà quando si prende in gestione una pagina social, la verifica dell'autenticità dei follower è il primo controllo da fare .

 Il social media manager può anche decidere di fare pulizia ed eliminare i profili fasulli che seguono la pagina, per cercare di aumentare la portata organica,  semplicemente perché  i  follower sarebbero proporzionali alle interazioni.

Poi c’è da dire una cosa ancora più importante: l’intento di chi apre una pagina business, è quello di vendere o divulgare il proprio prodotto o servizio, fare informazione , promuovere la propria azienda a chi ne è realmente interessato.

Quindi, se una buona percentuale dei miei follower non è in target , a cosa mi serve postare contenuti?

Facebook  mostra i post organici  al 10% circa dei nostri follower, tra l’altro se l’interazione cala, la percentuale diminuisce, ecco perché è importante avere follower in target .

Tutto il discorso vale anche per la pratica, diffusissima,  di invitare al “mi piace” gli amici ed i parenti (se non sono in target) quando si apre una pagina business. Tanti follower, poche interazioni , crollo della portata organica.

QUINDI COME FARE PER ACQUISIRE FOLLOWER DI QUALITA'?

Bisogna lavorare con contenuti coinvolgenti, temi interessanti e fare campagne di interazione, invitando poi al “mi piace”.

Chi lascerà il pollice in su sulla pagina, sarà qualcuno che avrà trovato interessanti i nostri contenuti e continuerà a seguire la pagina interagendo con essa.

Il lavoro è lungo, naturalmente dipende dalla natura della pagina,  ma alla fine darà tante soddisfazioni.

ACQUISTO DI LIKE SI O NO

Sei d'accordo con questa analisi? Dacci la tua opinione in merito, lascia il tuo commento.

 

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Gabriella Avallone 17/03/2021

Guida sui Social: quali usare e perchè

Di social ne abbiamo spesso di nuovi, che vengono per categoria accomunati con i più tradizionali anche se spesso non hanno in comune proprio niente.

 

Immersi nella tecnologia dei nostri giorni non possiamo far altro che seguire il trend del momento, spostandoci da una stanza ad un’altra, da una live ad un’altra per ascoltare una persona in particolare o per vederne semplicemente dei video esilaranti, tutto in un semplice click. Tutto sommato c’è chi passa intere giornate a scrollare tra le home di social, anche differenti, senza scrutarne le reali potenzialità.

 

Usare i social come passatempo è un conto ma qualora si volesse fare business, come si dovrebbe agire?

 

Innanzitutto come qualsiasi mercato, va analizzato nel suo specifico senza lasciarsi intimorire dalla miriade di persone che lo navigano. Il bello dei social è che in realtà sono molto diversi tra di loro e più se ne creano e più è possibile avere a disposizione diversi strumenti per colpire nel segno. I social si stanno definendo in modo tale da ospitare target di persone differenti. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

 

Qualora tu intenda realizzare una campagna marketing o semplicemente fare personal branding, dovrai sapere quale social usare e perché.

 

Quale social usare e perchè

 

Facebook:

 

Non sarà sicuramente il social più cool del momento ma resta di fatto la piattaforma più grande mai avuta in termini di utenti attivi al mese che oggi sono più di 2 miliardi.

È un’app che hanno letteralmente tutti e se non la utilizzano in modo frequente quanto meno rappresenta un “documento digitale” che consente l’accesso anche ad altre applicazioni con il frequente avviso “accedi tramite Facebook”.

Più del 51% degli utenti ha meno di 45 anni.

È una delle più complete per varietà di contenuti, da video, dirette, post, foto e chat live.

 

Instagram:

 

Instagram è il must have dei nostri giorni, impossibile pensare ad una vita senza story, post e igtv. Forse perché appartiene a Facebook ma anche questo social registra ben un miliardo di utenti.

Ad utilizzarlo principalmente sono i Millennials, vale a dire che ben oltre il 70% di utenti sono persone che hanno tra i 24 ed i 40 anni.

Come in molti sapranno l’app si concentra sui contenuti visivi e poco testo, qualora si avesse molto da raccontare è possibile farlo attraverso le live e i lunghi video (igtv).

 

Linkedin:

 

Questo social era partito con tutte le buone intenzioni per diventare una piattaforma creata per agevolare gli utenti nella ricerca di lavoro. È diventato poi con il tempo un social media basato sul business e avrebbe spostato la ricerca del lavoro su altre app collegate al medesimo sistema.

Infatti ad utilizzarlo sono per lo più le attività stesse per fare B2B.

A dimostrarlo sono le medesime campagne marketing: il 92% di chi fa marketing su Linkedin, lo fa per promuovere prodotti creati per le stesse aziende e non per i consumatori.

 

Twitter:

 

Anche se capito da pochi, Twitter è considerata una delle migliori piattaforme social al mondo. Con i suoi 330 milioni di utenti o forse più, attivi da ogni parte del globo. Ad usarlo il 65% delle persone con meno di 40 anni. In Italia pare che ad usarlo siano per di più gli uomini che superano la percentuale femminile con circa il 61% in più.

Dopo l’estensione a 280 caratteri continua ad essere utilizzata per comunicazioni flash o frasi d’effetto, pare che solo il 6% della popolazione globale superi i 140 caratteri per tweet e che appena il 3% va oltre i 190 caratteri.

 

Tik Tok:

 

Il social cinese, sebbene tra i più recenti, vanta già oltre 800 Milioni di utenti. Ad adorarlo sono gli adolescenti ovvero la Generazione Z, per cui si intendono tutti coloro nati tra 1996 ed il 2010.

Il punto di forza di questo social sono i video con i diversi effetti sonori, filtri e chi più ne ha ne metta per realizzare video d’impatto per la durata massima di un minuto.

 

Pinterest:

 

Questa piattaforma di social media viene utilizzata di frequente grazie alla sua funzionalità da “motore di ricerca”. Sono in molti infatti ad utilizzare il social per trovare spunti, contenuti utili o stimoli creativi.

A quanto pare ha un pubblico più femminile che maschile, che vede uno scarso 13%.

A popolare il social 300 milioni di utenti.

 

Clubhouse:

 

Forse tra tutti è il social più recente in assoluto, nato dai fondatori di Pinterest, sta dilagando velocemente in tutta Europa. È basato esclusivamente sull’audio, non esiste una chat, non c’è la possibilità di salvare alcun messaggio. Si struttura in diverse stanze dove avvengono dei talk con dei moderatori e naturalmente gli speaker. Simile ad un podcast in versione live, tra l’altro l’ingresso su invito lo rende d’elite, ecco perché forse affascina molto anche il mondo degli influencer e delle celebrità. Ormai vicino ai 2 milioni di iscritti.

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Tiziana Troisi 30/01/2021

Real time marketing: la pubblicità che diverte

I frequentatori dei social lo sanno bene: ci sono volte in cui determinati brand riescono a catturare l’attenzione del pubblico in modo strepitoso. Basta un’immagine, una frase, un meme fatto bene per diventare famosi sui social.

Dietro quello che può sembrare semplice divertimento, c’è molto di più. Il real time marketing è una strategia di comunicazione basata sull’azione repentina, in tempo reale, appunto. 

Fare real time marketing significa conoscere i trend topic del momento ed essere capaci di costruirci sopra qualcosa di ironico che possa valorizzare il brand stesso.

Si può trattare di notizie di gossip, di cronaca o di politica. Va bene tutto, a patto che sia un avvenimento di forte impatto.

Ad aiutare molto i social media manager a corto di idee vincenti c’è sempre il calendario: nelle giornate internazionali fioccano i post a tema. La chiave di un real time marketing che funzioni sta tutta nell’affinità: oltre a cogliere al volo l’opportunità di un commento a caldo, è fondamentale che la notizia di cui si parla sia in un certo senso vicina ai valori comunicati dal brand e agli interessi del target di riferimento. Conoscere e farsi riconoscere, significa vincere.

Con una buona strategia di real time marketing si aumenta facilmente la brand awareness: tutti quelli che non ti conoscevano, condividono i tuoi post e ridono insieme a te.

Sono tanti i brand che hanno fatto real time marketing la loro fortuna. Vediamo qualche esempio.

Real time marketing tra morte e ironia: Taffo

Se parliamo di real-time marketing non possiamo non citare una delle operazioni più riuscite degli ultimi anni: Taffo Funeral Service. Pur trattandosi di una categoria merceologica non troppo felice, questo brand è diventato famosissimo.

La forza di Taffo è stata proprio quella di giocare con un argomento tabù come la morte, sdoganandolo. Se prima questo argomento era sempre trattato con una certa formalità e riverenza, Taffo ci ha insegnato a giocarci, ammettendolo come parte della vita.

Il real time marketing di Taffo prende in giro negazionisti e no vax, si mette in competizione coi i brand concorrenti scatenando veri e propri dissing.

Riccardo Pirrone, SMM di Taffo, riesce a far sorridere e a riflettere insieme. L’esempio più calzante è sicuramente il post pubblicato durante le feste natalizie: “Natale con chi vuoi, Pasqua chissà se puoi”.  Un’intelligente esortazione al rispetto delle regole anti- contagio.

Durex: quando il marketing è prevenzione

Come Taffo anche altre aziende hanno fatto di questo tipo di marketing la loro forza. Un esempio positivo è rappresentato sicuramente da Durex: anche in questo caso quello che aiuta a vincere è lo sdoganamento di un argomento tabù come il sesso. Durex fa ironia intelligente, che fa divertire, ma contemporaneamente educa i8 suoi followers alla prevenzione e al sesso sicuro.

Perché non parlare, con un po’ di ironia, di qualcosa di cosi naturale? Durex lo fa e ci riesce bene, agganciandosi spesso, in maniera irriverente all’utilizzo dei dispositivi di protezione. Ecco qualche esempio:

Unieuro: vita di un social media manager

Quante volte guardando un post di un brand vi siete chiesti cosa ci sia dietro? Il real time marketing di Unieuro ha cercato di dare una risposta a questa domanda. Niente di troppo serio, sia chiaro. Ci è stato mostrato, attraverso una sfilza di commenti ad un post, tutto quello che passa nella testa di chi crea contenuti sui social.

Tanti piccoli momenti verità capaci di fare breccia anche nel cuore di chi non conosceva bene il franchising. Ammettetelo: vi è venuta voglia di cercare la pagina di Unieuro per capire di cosa stiamo parlando?

Dietro questo desiderio si nasconde il successo di una buona campagna di real time marketing.

Unieuro vs Taffo: il social media dissing

Spesso, le migliori campagne di marketing sono quelle di tipo comparativo: valorizzare i propri punti di forza rispetto a quelli della concorrenza aiuta i clienti a fare una scelta consapevole.

Solitamente campagne di questo tipo erano affidate al mezzo televisivo. Ora, proprio come i migliori dissing tra rapper, la discussione si è spostata sui social.

Il botta e risposta tra Taffo e Unieuro è un esempio di queste pratiche ed è riuscito in pieno nel suo intento.

“Facile vendere una lavatrice, provate a vendere una lapide”

Stiamo ancora ridendo.

Continuate a seguire Maketing e non solo per scoprire i segreti del marketing, quello fatto bene.

 

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Tiziana Troisi 16/09/2020

Campagne Facebook, come pianificarle

 

Nei post precedenti abbiamo parlato di advertising on line ed in questo vogliamo approfondire una delle tipologie di pubblicità che ti abbiamo illustrato. Si tratta del social advertising che entra di diritto tra le tecniche di Social Media Marketing. L’adv social prevede messaggi pubblicitari di tipo display, mostrati negli aggiornamenti degli utenti dei social network. 

Come abbiamo accennato fare pubblicità sui social è tutt’altro che semplice, vanno rispettati formati di immagini e durate specifiche per i video. Il messaggio stesso dovrà avere una lunghezza ed una CTA efficace.

Come farsi strada in tutto questo? Partiamo dall’inizio ovvero da come pianificare una campagna Facebook

Scegli l’obiettivo della campagna Facebook

Appena ti approccerai allo strumento Gestione campagne di Facebook e ti troverai a pianificarne una dovrai scegliere l’obiettivo della tua comunicazione. A seconda del prodotto o servizio che offri, il tuo obiettivo potrà essere differente: vendita di prodotti, visite al sito web, iscrizione alla newsletter oppure il download di una app o di un infoprodotto.

Ecco quali obiettivi ti mette a disposizione il social network:

  1. Notorietà
  2. Considerazione
  3. Conversione

Nel primo caso si sceglie questo obiettivo per far conoscere il brand o aumentare la copertura, ovvero le visualizzazioni.

Per il secondo obiettivo Facebook presenta un lungo elenco di opzioni:

  • Traffico
  • Interazione
  • Installazioni dell’app
  • Visualizzazioni del video
  • Generazione di contatti
  • Messaggi

Il terzo grande obiettivo che la piattaforma mette a tua disposizione è la Conversione. Leggerai testualmente: “Fai in modo che le persone eseguano azioni importanti sul tuo sito web, nella tua app o su Messenger, ad esempio aggiungere informazioni di pagamento o effettuare un acquisto.” Questa campagna avrà come obiettivo, per esempio, la vendita di prodotti on line o l’aumento del traffico nel punto vendita.

Realizza la creatività della campagna

È arrivato il momento di realizzare il post video o immagine con testo per la tua campagna. Il formato della creatività determina il costo dell’inserzione. Un video verticale o quadrato, un banner grafico orizzontale o verticale performano in maniera completamente diversa. Non solo, Facebook stabilisce alcuni parametri, come la densità di parole scritte all’interno dell’immagine, che vanno assolutamente rispettati per non essere penalizzati nelle visualizzazioni. Il consiglio è quello di restare sempre aggiornati su questi formati poiché cambiano periodicamente.

Definisci il tuo pubblico

La targetizzazione è uno degli aspetti più importanti di una campagna. Grazie a questo strumento, infatti, potrai raggiungere un pubblico più vasto di quello che hai creato organicamente. Si tratterà di un pubblico profilato ovvero una utenza potenzialmente interessata al tuo prodotto o servizio.

Geolocalizzazione, genere ed età, interessi e lavoro svolto sono solo alcuni dei parametri che è possibile impostare per individuare il pubblico destinatario della tua campagna.

Facebook ti offre strumenti avanzati per la segmentazione del pubblico, più saprai utilizzarla e maggiori saranno le possibilità della tua campagna di essere vista.

Stabilisci il budget della campagna Facebook

Siamo arrivati alla “nota dolente” impostare un budget giornaliero. A stabilirlo è il digital advertiser che conosce il sistema delle aste di facebook e gli obiettivi delle campagne.

L’unità di misura, in questo caso, è la copertura. Quante persone voglio raggiungere e in quanto tempo? Facebook ti aiuta in questo permettendoti di inserire un importo e vedere la potenziale copertura che otterresti.

Per avere una idea del costo da sostenere per una campagna Facebook dovrai moltiplicare il costo medio per il numero di persone che vuoi raggiungere o per il numero di visite al sito che vuoi ottenere.

Il sistema di aste di Facebook

La pubblicità su Facebook viene mostrata agli utenti esattamente come avviene per le notizie. Le inserzioni vengono ordinate da un algoritmo che tiene conto di diverse variabili.

Il cosiddetto sistema delle aste ha lo scopo di garantire un flusso costante di inserzioni da mostrare su Facebook. Il sistema seleziona le inserzioni migliori, assegna loro un prezzo e le invia nei vari posizionamenti (sezione notizie su computer, sezione notizie su dispositivi mobili, colonna destra su computer etc.).

Facebook massimizza il valore delle sue scelte sia per l’utenteche vedrà l’inserzione sia per l’inserzionista che dovrà raggiungere il suo target al più basso prezzo possibile.

 

 

 

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