Tiziana Troisi 10/06/2021

Professione Marketing: quali sono i ruoli più ricercati

È un vero e proprio colpo di fulmine: quando vedi uno spot fatto bene te ne innamori subito e vorresti entrarci dentro, capire chi lo ha fatto, come è stato pensato, come è stato u. La stessa cosa ti capita con i post sui social: segui tantissimi brand, anche quelli di solito non compri, per capire quali saranno le prossime mosse sui social.

Ecco, i social: quelli ti piacciono tantissimo, ci passeresti ore intere. Guardi i contenuti degli altri per prendere ispirazione, ma vorresti creare qualcosa di tuo per esprimere finalmente a pieno la tua creatività.

Se ti ritrovi almeno un po’ in questa descrizione, abbiamo una notizia per te: dovresti lavorare nel marketing. È quello il luogo dove tutto si trasforma, dove le idee diventano finalmente realtà (se sono buone)

 

Marketing: viaggio tra numeri ed emozioni

Il marketing è una disciplina molto particolare per tantissimi motivi:

è in continuo mutamento: non basta studiare una volta la teoria per sentirsi preparati. Soprattutto con l’avvento dei social, le meccaniche del marketing possono cambiare da un momento all’altro, basta un aggiornamento a cambiare tutto.

è più umanistico di quanto tu possa pensare: è vero, il marketing online è fatto di metriche e dati, per lo più. Ma non bisogna dimenticare una cosa: il marketing fatto bene si basa soprattutto sulle emozioni. In una buona campagna non deve mancare mai quel lato emotional che conquisti subito l’attenzione del cliente.

Se vuoi davvero fare marketing, dovrai capire come funziona la mente umana e come suscitare in chi guarda le campagne pubblicitarie determinate emozioni. Ci sono colori che suscitano emozioni positive, altri invece che fanno sentire a disagio. E la stessa cosa vale per i font.

Insomma a questo punto dovresti aver capito che in questa disciplina nulla è come sembra. Se sei ancora più convinto di voler lavorare nel marketing, c’è solo una cosa che ti resta da fare: capire come funziona dall’interno.

 

Lavorare nel marketing: ecco le figure più ricercate

Cercando un po’ in rete hai trovato annunci di lavoro che non hanno fatto altro che confonderti le idee. Cercano una sola persona che debba ricoprire mille ruoli contemporaneamente. Te lo diciamo subito: non fidarti. Il marketing è, come abbiamo detto, un campo multidisciplinare che richiede un continuo lavoro di squadra tra varie figure. Non sai quali sono? Tranquillo, siamo qui apposta.

Ecco quali sono le figure più richieste nel campo del marketing (riferendoci principalmente al marketing digitale):

Sales e key account manager: due figure legate per lo più al marketing tradizionale, si occupano rispettivamente di gestire e monitorare le vendite e gestire i rapporti con i potenziali clienti

Brand/ product manager: è quello che ha in mano la cosa più importante in ogni campagna: il prodotto e il brand. Decide quale deve essere il volto di un’azienda all’esterno. È lui a decidere cosa vedranno i clienti.

E- commerce manager: una figura decisamente nuova, soprattutto nel nostro Paese, che con la pandemia ha visto la sua diffusione capillare. Le vendite online sono diventate l’unico modo per mandare avanti determinate attività. Ecco perché si è sentito il bisogno di una figura che aiutasse i meno esperti a gestire il proprio e-commerce: carico prodotti, descrizione dei prodotti stessi e gestione degli ordini online.

Digital strategist: se ti piacciono davvero i social, questo è il ruolo giusto per te. Informatissimo sulle ultime tendenze in ambito digitale, il digital strategist decide e coordina l’identità del brand in rete. Decide il tono di voce del brand, decide come gestire la presenza del brand sui social.

Copywriter: è il mago delle parole. Aiuta a descrivere alla perfezione un  brand senza mai essere banale, catturando l’attenzione del cliente. Se ti piace scrivere e suscitare emozioni, è il ruolo che fa per te.

Web content manager: Ti sveliamo un segreto: oggi, se un brand non esiste sui social, non esiste. Ecco perché è necessario che ci sia qualcuno che gestisca i contenuti da postare sui social che parlano del brand e del prodotto. Se ti è sempre piaciuto raccontare storie, potrebbe essere il ruolo giusto

Seo Specialist: per far si che un sito venga visualizzato durante una ricerca su google, bisogna battere il suo algoritmo. Come fare? Lo sa solo lui, il seo specialist. Se hai una mente più strategica che fantasiosa, è il ruolo giusto.

Per altri consigli, continua a seguire il blog!

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Gabriella Avallone 31/05/2021

Amazon marketing strategy: come vendere i tuoi prodotti

Ogni anno che passa Amazon consolida il proprio dominio nel regno dell’ecommerce. Le poche persone che ancora non acquistavano online dopo la pandemia, quindi per necessità, si sono aperti al mondo degli e-commerce. Il grafico sottostante dimostra quanto fossero già in crescita le vendite su Amazon dello scorso bilancio.

 

 

 

 

La strategia marketing per vendere prodotti su Amazon

 

Per capire quale strategia viene utilizzata tra i metodi di promozione marketing di Amazon per quanto riguarda le vendite, bisogna prima osservare i suggerimenti reali della tipica pagina Amazon.

 

I componenti della scheda prodotto Amazon

 

La pagina prodotto Amazon è strutturata sempre allo stesso modo, ovvero si possono notare sempre i 4 componenti chiave:

 

1) Titolo

2) Immagini

3) Prezzo

4) Descrizione e bullet point (caratteristiche ed attributi)

 

Tra gli elementi non possiamo fare a meno di notare a fondo pagina le recensioni dei clienti, che possono anche fare domande/risposte.

 

Per promuovere quindi il proprio articolo su Amazon è necessario ottimizzare il post attraverso una ricerca approfondita delle parole chiavi in relazione a quel determinato prodotto. Solo dopo aver ricercato i giusti attributi è possibile dare al prodotto in questione un titolo ed una descrizione che lo aiuterà nel processo di indicizzazione.

 

Difatti c’è una bella differenza tra il posizionamento dei prodotti Amazon in prima pagina rispetto alla seconda. Per far sì che il tuo prodotto si classifichi tra i migliori prodotti organicamente c’è bisogno di un po' di impegno e ricerca delle parole chiave sopracitate.

 

Si tenga conto che gli utenti cercano un prodotto prima su Amazon (46%) che su Google (34,6%) ormai, quindi a maggior ragione meglio farsi trovare!

 

Titolo SEO per il prodotto

 

Ormai è chiaro che i motori di ricerca analizzano i tuoi contenuti in base al titolo. Detto questo ecco le cose che non potranno mai mancare nel tuo titolo:

 

-       Marchio

-       Nome del prodotto

-       Funzionalità specifica riguardo all’utilizzo o dimensioni, colori etc.

 

Come già detto, quando si decide il titolo del prodotto bisogna assolutamente tenere in considerazione le parole chiavi più importanti. Il titolo potrebbe anche non sembrare “invitante” ma è fondamentale che consenta ai motori di ricerca di fornire informazioni sufficienti ai potenziali acquirenti.

 

Descrizione prodotto

 

Indubbiamente non è su pagine del genere che è possibile mettere in mostra il proprio talento letterario o creativo. L’importante è che la il prodotto si classifichi tra i primi risultati anche se non è “troppo interessante”. Per comporre una descrizione adatta al tuo prodotto devi inserire:

 

-       Tutte le informazioni utili per supportare l’acquirente nella fase decisionale e spingerlo all’acquisto;

-       Indicarne i vantaggi, funzioni speciali ed i punti di forza di quel prodotto che lo differenziano da tutti gli altri;

-       Utilizzare una struttura chiara ed organica e informazioni di facile comprensione adatte a tutti i potenziali lettori.

 

Un buon posizionamento lo si ottiene anche se i prodotti sono ottimizzati per dispositivi mobile. Altro indispensabile consiglio è tenere traccia delle domande e risposte dei clienti, per non lasciare che più utenti abbiano preoccupazioni simili. Rispondendo a tutte le domande è possibile rassicurare i clienti ed informarli sui punti che evidentemente mancano all’interno della descrizione e che quindi vanno rivisiti.

 

Immagini di alta qualità

 

Amazon da molto spazio alle immagini, quindi a prima vista sono proprio le immagini che fanno la differenza. Bisogna pertanto assicurarsi che siano uniche, che abbiano una buona risoluzione. Un’immagine deve essere accattivante perché è l’unica cosa che consente di valutare il prodotto come se lo si vedesse dal vivo. Deve pertanto includere tutti i dettagli fisici, caratteristiche positive e negative, per essere sempre chiari con il compratore.

 

Tra i consigli: utilizza il massimo delle immagini per ogni scheda (9) ed utilizza immagini ad alta risoluzione come (2000x2000 pixel).

 

Recensioni

 

Ci sarà sempre la recensione negativa o forse anche più di una, la miglior cosa da fare in questo caso è rispondere ed affrontare la faccenda con cura e dignità. Un’attenta gestione delle recensioni può portare una recensione negativa ad essere vista come positiva, per la chiarezza e l’esaustività della risposta.

 

Pubblicità Amazon

 

Fare pubblicità a pagamento su Amazon potrebbe essere un’idea a breve termine. Grazie agli annunci è possibile raggiungere più clienti, anche mentre cercano altri prodotti simili a quello che offri. Naturalmente la sponsorizzazione consente ai tuoi prodotti di essere notati in cima tra i risultati di ricerca Amazon, nonché sulle pagine pertinenti. Per farlo è necessario:

 

-       Scegliere il prodotto che vuoi pubblicizzare;

-       Indicarne il costo;

-       Selezionare la categoria target di destinazione, inserire le parole chiave e le info del prodotto in questione.

 

Se la pubblicità sponsorizzata non ti porta risultati, potresti provare la promozione esterna. Scegliendo terzi che lo fanno per te come la pubblicità pay-per-click tramite annunci social. Puoi sfruttare a tuo vantaggio Facebook, Google Adwords e tanti altri. Oppure tramite le mail marketing, il content marketing, quindi tramite blog, vlog o magazine online. Potresti pensare perché no di contattare qualche influencer.

La condivisione sui social di un coupon sconto, visibile anche su lo stesso Amazon, oppure servirsi dei quiz online, un modo coinvolgente per generare lead di vendite.

 

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Tiziana Troisi 27/05/2021

Marketing E IA: la tecnologia che migliora le campagne

 

Se hai uno smartphone, sicuramente saprai cos’è l’intelligenza artificiale. Come dici? Non sai di cosa parlo? Eppure l’intelligenza artificiale ti è più vicina di quanto tu possa pensare. Quante volte hai chiesto a Google o Siri di fare una telefonata una ricerca in rete? Ecco, quella è intelligenza artificiale.

Si definisce intelligenza artificiale, la capacità che le macchine hanno di capire e prevedere i comportamenti e il linguaggio umano. Dietro una semplice risposta di Siri ci sono infiniti tentativi per prove ed errori, c’è tutta la potenza della tecnologia.

L’intelligenza artificiale è sempre stata e sarà sempre un modo per aiutare la vita umana e migliorare le nostre piccole attività quotidiane. Un assistente virtuale può aiutarci a capire che tempo fa fuori prima di vestirci, ci può dire se c’è traffico sulla strada per andare al lavoro. Non solo: oggi anche gli elettrodomestici sono dotati di intelligenza artificiale. Ormai il frigo può dirci cosa sta per finire o scadere, aiutandoci a fare la lista della spesa.

Le cose che negli anni  90 credevi possibili solo in film come ritorno al futuro, oggi esistono (anche se non  puoi ancora viaggiare nel tempo) e ti aiutano a vivere meglio. Ovunque, anche dove non ti aspetti, c’è lo zanpino dell’ AI.

Come L’Intelligenza artificiale aiuta il marketing

Come abbiamo detto, l’intelligenza artificiale ha di fatto semplificato la vita di tutti. Ma questa nuova veste della tecnologia intelligente, non ti aiuta solo nella vita quotidiana: sono tanti gli ambiti della ricerca e del lavoro a servirsi dell’intelligenza artificiale. Finalmente, anche l’ambito del marketing ha iniziato a capire quanto un buon utilizzo dell’ IA possa rendere tutto più  semplice.

Molte aziende hanno già cominciato da tempo ad utilizzare delle utility basate sull’intelligenza artificiale che di fatto, migliorano l’impatto di una campagna.

Come viene utilizzata l’intelligenza artificiale nel marketing? Ecco qualche esempio:

Analisi dei dati

Anche se sembra scontato per chi già vive questo mondo da vicino, alla fine è sempre bene ribadirlo: il marketing vive letteralmente di analisi dei dati: è attraverso i dati di costumer journey che l’azienda riesce a capire gusti e preferenze del cliente. E chi può analizzare i dati meglio di un pc intelligente? Con un buon training un software basato su intelligenza artificiale può addirittura prevedere le scelte di visita di un cliente e mostrargli la pubblicità giusta al momento giusto.

Email Marketing

Un altro campo dove il supporto dell’ IA si è rivelato decisamente fondamentale è sicuramente quello dell’email marketing: alcuni software permettono di inviare migliaia di email in pochissimi secondi riuscendo addirittura a cambiare il nome all’inizio della mail, in base all’intestatario.

Inoltre, si possono cambiare altre piccole parti di testo, in base agli interessi specifici del cliente. Pensaci, quanto sarebbe stato faticoso e noioso mettersi a scrivere ogni volta tutte quelle mail?

Custumer Care e ChatBot

Chi si occupa di assistenza clienti lo sa meglio di chiunque altro. La gente è pigra fino all’inverosimile. Quando si tratta di ricercare informazioni, per cui basterebbe una telefonata o una ricerca più approfondita, si scoraggia subito. Un po’ sarà colpa anche della rete che ha abituato al tutto e subito, un po’ delle vite sempre più frenetiche, ma la verità è questa: non c’è più pazienza.

Quante volte i clienti scrivono alle chat di assistenza per chiedere info che potrebbero benissimo trovare altrove? Grazie all’IA, chi si occupa di costumer care può alleggerire leggermente il carico di lavoro. Come? Ricorrendo all’aiuto dei chatbot. Si tratta di piccoli programmi che vengono istruiti da chi li crea a rispondere a domande piuttosto semplici, aiutando il cliente a trovare quello che cerca.

Gli svantaggi: automatismo e creatività 

Dopo aver illustrato alcuni dei vantaggi relativi all’utilizzo dell’IA come supporto alle camoagne di marketing ci sembra doveroso soffermarci sugli svantaggi che il troppo utilizzo dell’ IA può causare. È vero, automatizzare certi processi aiuta sicuramente a snellirli, ma il risultato non è sempre ottimale.

Nel caso di utilizzo del chatbot, può capitare che le risposte non siano soddisfacenti e che il cliente molli la chat perché troppo frustrato.

C’è poi chi si accorge delle mail frutto di un invio multiplo, rimanendo deluso e decidendo di annullare l’iscrizione alla newsletter. Insomma, per quanto possa essere utile e innovativa, c’è qualcosa che l’IA non  potrà mai sostituire: l’interazione umana e la creatività della nostra mente.

Se vuoi continuare ad esercitare la tu creatività, segui il nostro blog.

 

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Paola Palmieri 25/05/2021

Marketing agroalimentare: la giusta strategia di comunicazione

Il mercato in generale e quello agroalimentare in particolare che indagheremo oggi più a fondo, complice un anno di grandi cambiamenti dovuti alla pandemia, si è trasformato. Come? Andando incontro a nuovi bisogni ed esigenze da parte del cliente. Le abitudini d’acquisto, infatti, sono profondamente cambiate e i clienti oltre a incrementare i loro acquisti on-line – rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – cercano prodotti di qualità a km 0. 

Oggi si ha più tempo per stare in casa, ai fornelli e assaporare i gusti della tradizione per questo è molto importante mettere a punto la strategia ideale per migliorare il tuo business, non restare indietro con i tempi e cogliere tutte le opportunità che il settore offre. Proviamo insieme a dare uno sguardo più da vicino al settore agroalimentare: di cosa si occupa nello specifico?

Cos’è il settore agroalimentare

Se in passato il settore agroalimentare era associato sostanzialmente a quello agricolo, con il tempo questo concetto si è ampliato notevolmente e in esso rientrano tutte le attività di produzione, trasformazione, distribuzione e consumo che riguardano i prodotti alimentari, bevande incluse. 

Quindi non solo agricoltura ma anche pesca, allevamento e industria alimentare. Il trend di quest’ultimo anno, come abbiamo anticipato, ha cambiato volto alle aziende ridefinendone i confini e trasferendole da un piano fisico e territoriale ad uno più ampio: il digitale. Numerosi gli e-commerce che sono spuntati e che gestiscono distribuzione e vendita non solo a livello locale ma anche nazionale e internazionale. Numeri alla mano vediamo quanto vale il settore.

I numeri degli e-commerce del settore

Se nel 2019 – prestando fede ad una ricerca del Politecnico di Milano - gli acquisti hanno sfiorato circa i 32 miliardi di euro e il settore agroalimentare valeva circa 2 miliardi di euro. Questo vuol dire che l’agroalimentare aveva una fetta piuttosto golosa della torta: circa il 5% dell’intera domanda dell’e-commerce.

Il fiore all’occhiello del Made in Italy sta proprio qui, ecco perché è necessario puntare in alto e investire in precise strategie di marketing. Quali? Vediamole insieme.

Perché investire nel marketing agroalimentare

Una comunicazione efficace è il segreto del successo, anche in questo settore dove il marketing è a fare la differenza. Bisogna saper promuovere il prodotto e sfruttare le giuste leve con una strategia ben pianificata che punta a conquistare il cuore del consumatore finale. 

Di lui interessa il livello di soddisfazione e diversi gli strumenti di cui è possibile avvalersi: siti, blog, social network e chat. Come muoversi in questo campo? Con un’analisi attenta del settore, dei numeri e della concorrenza valorizzando l’unicità del tuo prodotto e presentandolo al giusto prezzo. 

Come aumentare visibilità dei prodotti

Prima di partire con la pianificazione della tua strategia di marketing devi avere chiaro in mente alcuni elementi:

• il budget a disposizione

• la tipologia di prodotto che offri

• il consumatore a cui intendi rivolgerti. 

La risposta del consumatore, e gli acquisti che ne derivano, sarà la bussola che ci indicherà se e come proseguire su questa strada. Cerca di attirarlo con il packaging perfetto: anche l’occhio vuole la sua parte e può esaltare la bellezza di un prodotto facendocelo preferire ad un altro. 

Cerca di promuovere il prodotto con tutti gli strumenti che hai a disposizione e in questo il web fa davvero la differenza. Gli acquisti si fanno soprattutto con lo smartphone, snellisci il processo di acquisto e invoglia a concludere un ordine con foto accattivanti e raccontando storie che descrivano il prodotto, esaltandone i punti di forza. 

Se hai trovato interessante la lettura del nostro articolo, continua a seguirci e a scriverci su marketing e non solo. Non perderti il prossimo appuntamento: tante novità ti aspettano. 

 

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Gabriella Avallone 22/05/2021

Dove c’è marketing c’è casa: la storia di IKEA

Se pensi all’arredo di casa è difficile non fare prima un giro da IKEA, una della più grandi realtà mondiali dell’arredamento. Il pensiero sorge spontaneo ed immediato perché oltre ad avere una vastissima scelta di arredi, Ikea è pratica. Puoi comprare il mobile che vuoi, montarlo tu stesso. Inoltre la scelta degli interni è vastissima, ha molti stili differenti e sicuramente anche il tuo. Per non parlare poi dei prezzi vantaggiosi rispetti ai suoi competitor.

 

Ma la maggior parte di questo successo non sono i prodotti IKEA bensì la strategia di comunicazione e marketing che c’è dietro.

 

Vediamo la storia di IKEA

 

Ikea nasce in Svezia nel 1945 ad Älmhult, grazie a Ingvar Kamprad, suo fondatore. La sigla è l’acronimo di Ingvar Kamprad Elmtaryd Agunnaryd, ovvero il nome e cognome del fondatore, più il nome della fattoria di famiglia (Elmtaryd) e persino del paese in cui egli è cresciuto (Agunnaryd).

 

La società ha sempre avuto un grande legame con il paese d’origine e lo mantiene ancora oggi attraverso i colori del blu e del giallo della bandiera svedese, nello stile e nella filosofia di vita: non sprecare nulla. È proprio grazie all’attenzione ai costi superflui, ai prezzi bassi e l’essere così accessibile che Ikea oggi è uno dei brand più conosciuti dell’interno pianeta.

 

La strategia marketing Ikea

 

A far classificare Ikea tra i Love Brand la strategia integrata che nel tempo ha saputo sfruttare tutti gli strumenti tradizionali di comunicazione sia online che offline.

Se Ikea non viene vista solo con un fornitore di arredi ed accessori ma come un vero e proprio fornitore di contenuti è la strategia di content marketing.

 

In primis è stata la prima tra le aziende a promuovere contenuti che rispecchiassero la mission aziendale, dai valori al design, i servizi ed i rapporti interni del team di lavoro. Life Improvement Store è infatti, da sempre, il motto aziendale.

 

Lo storytelling

 

Il catalogo di Ikea non è mai stato un raccoglitore di prodotti presenti in store ma bensì anche il modo tramite il quale il brand si raccontava ed entrava nelle case della gente. Lo storytelling è una delle ragioni di successo delle sue campagne.

Basti pensare che le copie stampate ogni anno sono oltre 200 milioni, diverse centinaia di pagine, in oltre 38 edizioni in almeno 17 lingue differenti. Tutto questo non fa del catalogo Ikea una semplice brochure ma bensì la storia di un brand a portata di mano.

 

 

Il Catalogo Ikea è stato considerato uno degli oggetti di comunicazione più potenti che ci sia mai stato, ancora oggi studiato per via del suo geniale modo di raccontare storie e momenti di vita di tutti i giorni. Un’invenzione che va ben oltre un semplice raccoglitore di prodotti e prezzi.

 

L’innovazione

 

Il brand è legato alla tradizione e alla voglia di raccontarsi ma si mette ogni anno in gioco per crescere in ambito di innovazione. Questo è alla vista di tutti attraverso il Catalogo Ikea ora interattivo, attraverso l’app IKEA Place che permette di provare gli arredamenti nelle stanze della propria casa in 3D sfruttando la tecnologia AI, intelligenza artificiale per la realtà aumentata.

 

Campagne Marketing

 

Tra le campagne più rinomate, il video lanciato nel 2015, in concomitanza con l’ultima invenzione Apple. Il video divenuto ben presto virale, mostrava la poesia dello sfogliare con le mani la carta del catalogo, sentendola tra le dita, una pubblicità in netto contrasto con gli eBook. Oppure milioni di pubblicità cartacee e cartelloni pubblicitari sempre con tono scherzosi e pungenti, come quella relativa allo sconto sulle culle per i nuovi nati.

 

 

Ambient Marketing ed il Guerilla Marketing

 

Uno dei mezzi più potenti sfruttati al meglio dalla multinazionale è l’ambient marketing. Le installazioni presenti sia all’interno dello store, che consente quindi di vivere determinati ambienti e anche fuori dallo shop.

 

Nella metro parigina di Medeleine fu arredata con mobili ed accessori brandizzati. Questo è successo anche in altri luoghi ovviamente, come alle fermate dei bus in centro città. Una strategia che trasforma un catalogo in qualcosa di fisico che si può provare e vedere. Ha di sicuro un impatto molto più forte rispetto ad un cartellone pubblicitario.

 

 

Social

 

“Ikea è casa e quotidianità” un ideale che risuona in ogni canale social che è appositamente studiato per promuovere questo messaggio al cliente. La strategia perseguita è quella di dedicare una pagina per ogni Paese, piuttosto che un’unica globale. Questa scelta offre una comunicazione diversificata a seconda della lingua, contenuti ed abitudini.

 

Originalità

 

Emblematico fu il caso in cui per sbaglio su Facebook ci fu un post Ikea di sei lettere casuali “hhsdjh” che divenne in pochi secondi uno dei contenuti più virali di sempre. Per sfruttare a proprio vantaggio l’occasione, Ikea ha coinvolto i suoi utenti ad utilizzare l’hashtag #hhsdjh per condividere riflessioni sul tema dell’errore e per promuovere un’edizione super iconica della shopper blu da regalare ai fan con su scritto proprio quelle lettere.

 

 

La campagna eclatante con l’aggiunta di “Ops” per sottolineare ancora una volta l’errore che si è saputo tramutare in un vantaggio inaspettato.

 

Seguici per altre curiosità nel mondo del marketing!

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Tiziana Troisi 20/05/2021

Gadget: perché regalarli funziona

Da uno a dieci, voi quanto siete contenti di ricevere un regalo? Ricevere un oggetto gratis è sempre motivo di gratificazione e gioia. Se poi si tratta di oggetti utili è ancora meglio. Proprio partendo dall’idea di gratificazione del cliente, sempre più brand adottano l’idea dei gadget aziendali.

Spediti con un tot di spesa da un e-commerce oppure contenuti nelle famose mistery box a sorpresa, i gadget e gli omaggi ricordano la potenza del concetto di dono, che nel mondo del marketing si rivela un  concetto fondamentale: ricevere un regalo, per il ricevente, equivale alla creazione di un legame: quel regalo si trasformerà in uno scambio pregno poi di reciproche aspettative.

Chi regala, infatti, lo fa quasi sempre aspettandosi qualcosa in cambio: alla prossima occasione, chi riceve non potrà di certo farsi trovare a mani vuote.

Anche con il marketing funziona in questo modo: se l’azienda regala un gadget non  lo fa certo per generosità. Di fatto, l’utilizzo di gadget aziendali è parte integrante della programmazione di un piano marketing annuale: la voce gadget deve essere inserita nel marketing mix, per capire come e quando utilizzare i gadget scelti.

Gadget: perché regalarli funziona

Per quale motivo le aziende puntano così tanto sui gadget aziendali? Vediamolo insieme

Senso di appartenenza

Ammettiamo: in questi tempi di continua separazione e distanza sentirsi parte di qualcosa, di una comunità, è quello che tutti vorrebbero. Ed è questo che di fatto i gadget regalano a chi li riceve: l’appartenenza alla community del brand, e soprattutto la condivisione dei valori che quel brand vuole esprimere.

Loyalty

Se volete che i vostri clienti rimangano fedeli alla vostra azienda il più possibile, fategli dei regali. Una chiavetta un calendario, un portachiavi. Cercate un oggetto che possa essere utile e allo stesso tempo personalizzabile senza troppa invadenza. In questo modo, chi lo riceverà, lo utilizzerà con frequenza, e non si ricorderà così difficilmente di voi.

Coltivare i rapporti con i manager

Se pensavate ai gadget aziendali come qualcosa di disponibile solo per i clienti, vi sbagliate di grosso: spesso, per mantenere buoni rapporti con aziende partner e fornitori, i gadget si regalano anche ai manager. Nel caso di regali a partner o personale aziendale, i gadget cambiano drasticamente. Per i regali ad impiegati e manager il budget aumenta: si può trattare di agende annuali da regalare agli impiegati, del classico cesto di cibo da regalare durante le festività o addirittura di un viaggio gratis, finanziato dagli sponsor. Un lavoratore coccolato sarà di certo più stimolato a fare meglio.

Creare engagement durante le fiere

In tempi molto lontani, quando era ancora possibile organizzarle, le fiere erano i momenti migliori per entrare in contatto con nuovi partner e potenziali clienti. A farla da padrone in queste occasione erano, manco a dirlo, i gadget. Spesso, gli stand offrivano ad ogni visitatore un piccolo gadget, con il quale chiedevano magari di scattarsi una foto da postare poi sui social, utilizzando un certo hashtag: un modo furbo e divertente per creare engagement sui social.

I gadget, poi, possono essere un fortissimo strumento di brand awareness. Vi spieghiamo perché: immaginate di vedere tra le mani di un vostro amico una bellissima powerbank: la prima domanda che farete sarà: dove l’hai presa? In quel momento il vostro amico vi dirà sicuramente il nome del brand che gliel’ha regalata, e voi, incuriositi, cercherete info in rete.

La brand awareness è proprio questo: dare la possibilità a più persone possibile di riconoscere e conoscere il marchio.

Realizzare gadget: consigli utili per non sbagliare

Come abbiamo dimostrato in questo articolo, investire sui gadget è fondamentale per far crescere il vostro brand e il vostro pubblico. Allo stesso modo però, risulta fondamentale fare scelte intelligenti. Prima di creare i vostri gadget, eccovi qualche consiglio utile per non sbagliare:

Scegliete sempre prodotti in linea con il vostro brand: se vi occupate di tecnologia, per esempio, non potete certo regalare ai clienti uno specchietto da borsetta. Il gadget deve essere un oggetto utile che sappia parlare di voi. Perché non una (sempre utilissima) chiavetta usb?

Non mostrate troppo il logo: è vero, i prodotti che regalate devono sponsorizzarvi, ma non deve mai essere troppo chiaro: niente loghi grandissimi in bella vista. Bastano anche le scelte cromatiche a ricordare un’azienda.

Se volete altri consigli su come viziare clienti e collaboratori, seguite blog di Marketing e non solo.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

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Paola Palmieri 15/05/2021

La favola di Biancaneve: una strategia al bacio

Alzi la mano chi in questi ultimi giorni non si è imbattuto in qualche immagine che ritraeva la protagonista di una delle favole più dolci che ci siano. Biancaneve, nata dalla penna dei fratelli Grimm e resa celebre dal cartoon della Disney, è tornata in auge per una polemica venuta fuori dalla penna di due giornaliste della carta stampata: il San Francisco Gate. Ti sei chiesto quale e soprattutto contro chi puntavano il dito le due donne? 

Ma contro il principe azzurro! Reo – a detta loro - di aver baciato senza consenso la sua dolce principessa che, caduta in un sonno profondo, non poteva decidere se accettare o meno il bacio di vero amore. Il tam tam sui social non si è fatto attendere così come i diversi meme che sono spuntati come funghi e con essi una polemica infinita che ha chiesto alla Disney addirittura di rivedere l’happy ending della fiaba. Questi i fatti ma siamo sicuri che sia andata proprio così? Vediamoli più da vicino. 

Disneyland: la ripresa dopo 400 giorni

Siamo in California, precisamente ad Anaheim, e tutto nasce da una visita al parco a tema della Disneyland che, dopo più di un anno di chiusura forzata causa covid, ha presentato alla stampa uno spettacolo tutto nuovo e cioè alcune giostre del tutto rinnovate. Al centro della polemica, però, ne finisce una in particolare quella che con nuovi effetti, luci e suoni all’avanguardia ed un’atmosfera sognante riproduce il celebre bacio dato a Biancaneve dal principe. 

Un trenino accompagna i visitatori attraverso i luoghi di questa fiaba e mentre i 7 nani fanno capolino tra i turisti per il saluto finale, a dimostrare che il bene vince sempre sul male ecco che appare lui, il Principe azzurro, che si accinge a baciare sulle labbra la dolce Biancaneve. E se lei non volesse? Si interroga la stampa. Suggerendo alla Disney di rivedere la fiaba. 

Ma proviamo insieme ad analizzare la situazione con uno sguardo attento e critico e da tutta una nuova prospettiva: quella del marketing.

Biancaneve: una fiaba da acchiappaclic

Si tratta infatti di un’audace mossa messa in atto per richiamare l’attenzione sull’evento. Nessuna levata di scudi dunque. Parliamo di un piccolo quotidiano che ha lanciato un titolo sensazionalistico per attirare l’attenzione su di sé e ci è riuscito molto bene. La notizia a suoni di like è rimbalzata su diversi quotidiani online (anche più prestigiosi e non solo americani) e la storia così ha fatto il giro del mondo. 

Si tratta di un caso da manuale di click bait e qui scende in campo il marketing. Vediamo di cosa si tratta nello specifico e di quanto abili siano state le giornaliste di SFGate. Definizione vuole che il click bait parta proprio da un titolo esagerato e una notizia-non notizia il cui scopo è attirare più persone possibili, indurle al clic e quindi portare a casa un traffico maggiore e con esso un interessante rendimento pubblicitario. E qui di clic ce ne sono stati davvero tanti. Il web si è acceso e, sull’onda emozionale, ha condiviso a più non posso la notizia e su tutti i social network, nessuno escluso. 

E tu su quale social hai visto palesarsi l’immagine iconica del finale della fiaba di Biancaneve? Sei stato anche tu tra quelli a condividerlo con i tuoi amici e a scherzarci su? Se ti va condividi quest’articolo darai una nuova versione dei fatti. Ma soprattutto continua a seguire il nostro blog e non perderti i prossimi appuntamenti di marketing e non solo. Tante le novità!

 

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Tiziana Troisi 14/05/2021

Marketing operativo: cos’è e come è cambiato nel tempo

 

Sicuramente ti sarai chiesto, almeno una volta, cosa c’è dietro tutte quelle pubblicità e quei post social che ti fanno sempre morire dal ridere. Si, è vero, il marketing è un lavoro divertente, per certi versi, ma quello che il cliente finale vede è soltanto la punta dell’iceberg.

Ti spiego meglio: dietro i post divertenti sui social e le pubblicità con le canzoncine che restano in testa in modo inesorabile, ci sono decisioni tattiche e strategiche molto complicate da prendere, che influenzano in modo decisivo la riuscita o il fallimento di una campagna di marketing.

Le fasi di una campagna di marketing

Ogni campagna di marketing è fatta di due fasi precise:

Fase strategica: teorizza tutti gli aspetti di una campagna di marketing: quali bisogni soddisfa il prodotto, quali sono i potenziali clienti, cosa li appassiona, cosa amano fare. Nella fase strategica si cerca di delineare in linea teorica le caratteristiche di un determinato prodotto e dei potenziali acquirenti.

Fase operativa: è la parte più divertente e più difficile di un piano marketing e riguarda la messa in pratica di quanto teorizzato nella fase strategica. Vediamo insieme in maniera più approfondita in cosa consiste il marketing operativo.

Marketing operativo: le leve del marketing pre- web

Come abbiamo già detto, rientra nel marketing operativo la fase in cui si mette in pratica quanto teorizzato nella fase strategica. Il marketing, però, è una disciplina abbastanza mutevole nel tempo che varia al variare dei luoghi e dei modi in cui le conversazioni riguardo i prodotti e le esperienze di acquisto si spostano.

Va da sé che anche le strategie di marketing operativo cambiano con il mutare del tempo e delle tecnologie. Quando ancora la rete non esisteva o non veniva utilizzata per strategie di marketing, la fase operativa era guidata dalle famose 4 P, le leve decisionali del marketing operativo, che sono:

Product: il tipo di prodotto da commercializzare, quali bisogni soddisfa, qual è il suo packaging e quali sono i prodotti concorrenti.

Place: dove vendere il prodotto, come distribuirlo, quali accordi stringere con la Gdo, se mettere in atto accordi di partnership per la distribuzione

Price: è forse la decisione più importante da prendere in fase operativa. A decidere il prezzo di un prodotto sono tante variabili, più di quante possiate pensare. Eccone alcune:

  1. costo e reperibilità della materia prima utilizzata per la realizzazione del prodotto stesso
  2. costi di distribuzione per finanziare gli accordi distributivi a cui abbiamo accennato poco sopra
  3. costo del lavoro dei dipendenti che, di fatto, aiutano l’azienda nella realizzazione del prodotto da vendere.

Questi costi sono ovviamente da recuperare attraverso il prezzo di vendita del prodotto, ma solo in parte. Quando si prendono decisioni di questo tipo bisogna ricordare quella che forse è la regola più importante del mondo del marketing: essere competitivi.

Promotion: lei, quella che vedi in tv. La pubblicità. Dove farla? Come farla? A chi parlare? Che linguaggio utilizzare? Sono proprio queste le domande che si pone chi realizza la promozione di un prodotto.

Leve e marketing digitale: quanto conta la conversazione

Il web, come dicevamo, ha decisamente cambiato le carte in tavola. Tutto il discorso sui prodotti e sugli acquisti si è di fatto spostato in rete. Niente più distribuzione, niente più vendite al dettaglio. Ci sono infatti prodotti che vengono venduti solo online.  Anche i modi e i tempi di fare pubblicità sono cambiati. Insomma, le leve del marketing operativo sono decisamente diverse rispetto a quelle di qualche anno fa.

Analizziamole insieme:

  • Co- creation: a differenza del passato, oggi, il cliente finale partecipa attivamente alla realizzazione del prodotto. Attraverso sondaggi, commenti e risposte, l’azienda sa già cosa il cliente vuole.
  • Currency: la moneta cambia, si può acquistare anche a distanza.
  • Comunity: è la forza più grande del marketing digitale. Creare una comunity sui social che sia interessata al prodotto che si intende lanciare. È importante servirsi anche di influencer e persone la cui opinione può plasmare o influenzare quella dei pubblici della rete. Oggi, sono le persone a fare la pubblicità.
  • Conversation: fare in modo che in rete si parli del prodotto. Di fatto, chi compra online la prima cosa che fa è cercare opinioni riguardo al prodotto. Cercare quindi, di scatenare un dibattito che investa i canali che si è scelto. Coinvolgere più persone possibili. Un prodotto chiacchierato è un prodotto venduto.

Se siete più interessati alle conversazioni sul marketing, seguite il nostro blog!

 

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Gabriella Avallone 12/05/2021

La campagna marketing per Hotel che ha conquistato il web

Un’idea semplice ma originale, non dispendiosa ma ben presto diventata virale, questo è il marketing che funziona! Ecco quando si parla di marketing efficace, che in questo caso ha saputo dare pieno risalto alla struttura dell’Hotel Enzo.

 

La campagna marketing che ha conquistato il web

 

La campagna marketing è stata pensata per la riapertura dell’albergo in questione, ad opera della Gest Group che ha voluto sperimentare un’originale strategia per uno degli Hotel del suo stesso gruppo, posizionato nell’area centrale del comune di Porto Recanati.

 

Da un giorno all’altro sui balconi dell’Hotel Enzo sono apparsi tanti orsi di peluche. Dal primo fino all’ultimo piano dell’albergo un’invasione di orsi che sembravano salutare i passanti. Proprio a simboleggiare che dopo un così il lungo letargo a causa delle chiusure imposte per via del Covid 19, l’albergo si è risvegliato ed è aperto al pubblico.

 

 

Una gran bella promozione per l’albergo che comunica di offrire ben 23 camere, con colazione, area wellness con sauna e palestra. Naturalmente ad accogliere i clienti non solo lo staff questa volta ma anche gli orsacchiotti!

 

Marketing per la riapertura degli Hotel

 

Una strategia riuscita in vista dello scenario di ripartenza del Turismo Nazionale. “Un’iniziativa di comunicazione dal tono ironico – affermano i marketers di Gest Group – che è parsa l’ideale per simboleggiare le riaperture delle attività ricettive e del mercato nazionale”. Scelta non casuale dell’Hotel Enzo, perché tra i tanti della catena era quello più centrale, posizionato in un’area strategica.

 

La campagna ha previsto anche l’aiuto dei canali social ed uffici stampa ma in particolar modo è grazie agli stessi passanti curiosi se le immagini sono diventate virali.

Posti nelle più strampalate posizioni, i simpatici peluche hanno saputo conquistare i passanti che hanno prontamente immortalato lo scenario insolito. Video e foto hanno naturalmente fatto il giro del web e ben presto hanno conquistato tutti.

 

 

L’istallazione di tanti orsacchiotti sui balconi dell’albergo ha suscitato subito interesse e curiosità da cittadini ed organi di comunicazione, visibilità che ha portato buoni risultati anche a livello economico, come afferma la CEO di Gest Group, Eugenia Gallo.

 

Una mossa che ha segnato proprio la ripartenza da un anno di fermo, proprio come dice lo stesso slogan della campagna: “L’inverno è finito e gli orsi si sono svegliati dal letargo”.

 

L’Hotel Enzo ha dimostrato di aver sfruttato al meglio il tempo passato in lockdown, risvegliandosi con una simpatica iniziativa ed al contempo una grande strategia di marketing per attirare l’attenzione e sperare così in una struttura piena e messa in sicurezza per l’arrivo dei turisti.

 

E tu cosa ne pensi di questa iniziativa?

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Tiziana Troisi 10/05/2021

Social Epic Fail: i 5 sbagli peggiori di sempre sui social

Quante volte, da appassionati di marketing, vi siete fermati stupiti a guardare uno spot con gli occhi lucidi, meravigliandovi di quanto una semplice pubblicità possa emozionare?  Il marketing ha sempre fatto questo: giocare con le emozioni dello spettatore, aiutandolo ad associare al brand pubblicizzati solo emozioni positive.

I pregiudizi umani rovinano i brand

Spesso dimentichiamo però, un particolare importante: dietro quelle pubblicità, quelle idee, ci sono persone. Persone che spesso, purtroppo, sbaglia. Anche se non sembra, molte persone si lasciano influenzare da credenze e pregiudizi spesso assorbiti in  maniera non consapevole.  Quando queste persone creano spot pubblicitari o gestiscono i social di grandi aziende, spesso danno vita a veri e propri epic fails.

Pubblicità e post social i cui intenti sicuramente saranno stati positivi, si trasformano nella sagra del grottesco e del cattivo gusto. Con la diffusione dei social network, l’effetto epic fail si è poi clamorosamente amplificato. Basta un passo falso sui social per rovinare per sempre la reputazione di un brand.

Ecco perché è importante. Per un brand, restare ben immerso nel contesto che vive. Informarsi su determinati argomenti prima di toccarli. Una pubblicità fatta male può fare danni irreparabili. Gli esempi di epic fail da parte di brand famosi sono tantissimi. Vediamo quelli più chiacchierati degli ultimi tempi.

Sessismo, stereotipi di genere e razzismo: i peggiori fail di sempre

Carpisa e le mamme

Immaginate di essere richiamate dal vostro datore di lavoro che vi accusa di negligenze e mancanze nei vostri compiti. Voi, piuttosto contrariate, cercate subito di capire da dove provengono queste accuse piuttosto infamanti. Il responsabile, fa entrare in ufficio i vostri figli che cominciano a fare richieste, ovviamente, da bambini: più tempo per giocare insieme, cominciare a cucinare cibi che a loro piacciono di più, “uscire prima dal lavoro per andare a fare shopping con loro. È quello che è successo alle dipendenti di Carpisa, che si sono ritrovate parte di una candid, finita poi sui social per fare gli auguri alle mamme con il claim “Grazie per tutto quello che fate”

Può sembrare un modo carino per far capire quanto le donne oggi possano essere multitasking, ma non lo è. Perché ad una donna realizzata nel lavoro deve sempre corrispondere una madre in qualche modo manchevole nei confronti dei figli, o di sé stessa come donna?

Ve lo assicuriamo, cari pubblicitari di Carpisa: si può conciliare tutto. Ma forse voi non lo sapete..epic fail.

Caramella al limone

Rimaniamo a tema donne per ricordare (purtroppo) la geniale idea di FSI che ha deciso di omaggiare, in occasione della festa della donna, tutte le sue passeggere con una caramella jelly al limone*

*(fino ad esaurimento scorte)

Si,  esatto, avete capito bene. Niente sconti, niente campagne pubblicitarie. La lotta al patriarcato per FSI passa attraverso una caramella al limone.

Vorremmo dire di più. Ma non serve.

Pandora e il ferro da stiro

Un ferro da stiro, un grembiule o un  bracciale Pandora. Cosa la renderebbe felice?” Questa enorme scritta campeggiava indisturbata sui cartelloni della metro di Milano.

Un suggerimento che avrebbe dovuto spingere i clienti a preferire Pandora. Avrebbe, appunto. Si tratta, di fatto, di una frase pregna di stereotipi di genere. Perché? È semplice: non tutte le donne fanno i lavori di casa. Ma soprattutto, non a tutte le donne piacciono i gioielli.

Ci sono donne che amano i videogame, i fumetti, le macchine. Cara Pandora, i gusti non hanno etichetta!

Dolce... il cannolo

Torniamo un po’ indietro nel tempo per raccontarvi di quando Dolce e Gabbana, per promuovere una partnership con la Cina, fece l’epic fail peggiore di sempre. Nello spot una ragazza cinese prova ad addentare un cannolo siciliano ma non ci riesce.

Nel frattempo una voce fuori campo le dice: “Scusa è troppo grande per te.” Un tentativo di conciliazione culturale che si è trasformato in un’offesa alla presunta poca dote del popolo cinese.

Pomi Made in Padania

Nel periodo di maggior scandalo per la questione Terra dei Fuochi, il famoso marchio di pelati Pomi, ci ha tenuto a ribadire che i loro prodotti vengono dalla Padania: “Solo da qui, solo Pomi”  diceva il claim.

Non ci sono commenti in  grado di far capire quanto il cattivo gusto e il campanilismo possano essere dannosi.
Gli epic fail non finiscono mai… se volete scoprirne altri, continuate a seguirci.

 

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Paola Palmieri 07/05/2021

Festa della Mamma: facciamo marketing insieme

Ogni occasione speciale porta con sé delle opportunità per il marketing da cogliere al volo. Questa domenica, in cui si festeggiano tutte le mamme del mondo, rappresenta un’occasione ghiotta per molti, e-commerce compresi! 

I numeri parlano chiaro: le vendite in occasione della Festa della Mamma raggiungono cifre da record e, anche se le mamme non chiedono nulla, un piccolo pensiero è sempre ben gradito. Sfrutta l’onda emozionale di questo momento e approfittane per puntare sui tuoi prodotti

Noi di marketing e non solo abbiamo raccolto per te qualche suggerimento. Leggiamoli insieme. 

1. Crea una sezione dedicata alla Festa della Mamma

Ciascun negozio fisico proporrà per le mamme alcuni regali pensati ad hoc: fa la stessa cosa per la tua vetrina online. L’ideale sarebbe quello di creare per tempo una sezione speciale dedicata a tutte le mamme. Rendi più snello il processo di scelta e sarà più semplice concludere l’acquisto.

2. Prepara una guida all’acquisto

Quali sono i regali più adatti ad una mamma? Pensa tu a proporre al cliente una lista per lo shopping, così farai loro risparmiare un bel po’ di tempo. Allora via con profumi, candele, accessori o abiti. La lista è davvero lunga punta su quel che tu hai da offrire: anche un bigliettino d’auguri per accompagnare un mazzo di fiori. 

3. Offri servizi aggiuntivi

Per invogliare all’acquisto ricordati di rendere speciale questo momento e far sentire unico il cliente. Diversi i servizi in più che puoi offrire: dalla consegna gratuita allo sconto ma, visto che anche l’occhio vuole la sua parte, anche una bella confezione regalo può fare la differenza: carta elegante, pratiche scatole, nastrini e fiocchetti a volontà.

4. Possibilità di consegna e resi gratuiti

Un fattore che senz’altro deporrà a tuo favore, invogliando all’acquisto online, è la possibilità di veder recapitato il regalo scelto fino a casa. Consegna entro la Festa della Mamma e non oltre con possibilità di reso: è tutto ciò che un cliente desidera!

5. Testa il sito

Prima di partire con offerte, guide e incentivi alla vendita fa un piccolo test al tuo sito. Ciò che proprio non ci vuole nel momento in cui c’è un traffico maggiore di utenti è il rischio che il sito vada in crash vanificando ogni sforzo. Non sottovalutare questo passaggio: acquista spazio in più e velocizza ogni operazione che possa portare a casa i frutti. Sei pronto alla prossima idea? 

6. Attenzione al cliente

Se ti aspetti grandi risultati, dovrai fare la tua parte e prestare grande attenzione ad ogni fase. Cerca allora di predisporre un team che si dedichi interamente, nei giorni prima e dopo questa festa, al cliente e che lo sappia indirizzare al meglio. Sentirsi coccolati invoglia all’acquisto, al contrario, non farlo danneggerà l’azienda.

7. Sms marketing

Un modo veloce e intelligente di comunicare al cliente le offerte che proponi è tramite un messaggino che arriva direttamente sul cellulare. Struttura bene il tuo messaggio o perderai un click

8. Promozioni e giochi a premi

Che ne dici di un gioco a premi? A tutti piace ricevere qualcosa gratis e allora studia bene come coinvolgere più persone possibile e convertire i click in acquisto.

9. E-mail marketing

Il modo ideale di informare i clienti che ci sono occasioni imperdibili sul sito è qualche settimana prima iniziare ad inoltrare mail informative. Predisporre una campagna del genere servirà a coinvolgere i clienti affezionati e qualche giorno prima a dar loro la sveglia giusta per avvertirli che il tempo sta per scadere! Corri ad acquistare e coinvolgili anche sui social. Come? Leggi il nostro ultimo consiglio. 

10. Usa la creatività!

Originali, divertenti e mai scontati! I social media sono ottimi alleati nel creare campagne coinvolgenti: realizza un concorso per l’occasione e invita i clienti a creare meme, a taggarsi e a condividere numerosi. 

Che ne dici di prendere in prestito qualche idea per aiutare il tuo business? La festa è vicina: facci sapere nei commenti come hai impostato la tua strategia e non lasciarti scappare altri consigli di marketing e non solo nei prossimi appuntamenti. 

 

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