Paola Palmieri 20/11/2020

Lead generation: definizione e proposte utili

Letteralmente generazione di contatti: la Lead generation è quell’insieme di azioni di marketing che, attirando potenziali clienti a sé, ha come obiettivo l’acquisizione degli stessi. Nel marketing è diventato essenziale portare avanti delle buone strategie per incrementare il business e la Lead generation è una di queste. Approfondiamola insieme. 

Cos’è la Lead Generation

Acquisire nuovi clienti con la Lead Generation equivale a intessere relazioni e far crescere la fiducia di nuovi clienti, passo dopo passo, per far sì che questi scelgano la tua azienda per la prima volta e poi seguitino a farlo sempre preferendo il tuo prodotto-servizio. Se prima quest’acquisizione avveniva vis a vis ora il web ha stravolto i piani. Ad oggi strumenti come i siti web, i social network o l’e-mail marketing hanno cambiato volto al modo di fare Lead generation.

Il Lead altro non è che un cliente potenzialmente interessato al tuo prodotto-servizio e che, in qualche modo, è entrato in contatto con la tua azienda lasciando i suoi dati. Stilare una lista di contatti diviene fondamentale in questa fase per portare avanti correttamente la tua strategia e per farlo occorre utilizzare più strumenti insieme: sia offline che online.

Strategie offline: ricorre al passaparola, alle chiamate, all’acquisto di passaggi pubblicitari in televisione e in radio, alla partecipazione a fiere o ad eventi di settore. 

Strategie online: ad oggi rappresenta uno dei più autorevoli mezzi di Lead generation e di conversione. Va infatti impostato un percorso ben preciso per poter trasformare i lead in clienti fidelizzati e che darà i suoi frutti nel medio/lungo periodo facendo crescere il fatturato. 

Lead generation: gli strumenti

Per ottenere i risultati sperati dalle campagne di Lead generation è necessario adoperare gli strumenti più opportuni. Nel mondo digital parliamo di:

SEO

SEM

Content Marketing

Social Media Marketing

Email Marketing.

Uno degli strumenti più gettonati è rappresentato poi dalle "Squeeze Page", in cui viene fornito agli utenti un contenuto di valore (ad esempio un video-tutorial) in cambio dei propri dati personali, per iniziare a creare così un database profilato di potenziali clienti.

Inizia ad entrare in sintonia con loro: questa è la base da cui partire per comprendere al meglio i loro desideri. 

Lead Nurturing ovvero come ti coccolo i clienti

Le aziende spesso fanno un errore: una volta ottenuti i contatti li abbandonano. Qui ci torna utile il concetto di Lead nurturing ovvero tutte quelle attività che consentono alle aziende di instaurare una relazione con i propri lead attraverso canali atti a “convertirli” in potenziali clienti. Questo è il compito più difficile e il Lead nurturing è parte di una più ampia strategia di marketing, che ha inizio dall’acquisizione del contatto fino all'acquisizione finale. 

Perché la Lead Generation è importante per il business

Fondamentale, in questa fase, capire quanti potrebbero essere i tuoi clienti, quanto fatturato ne può derivare mettendo in campo le strategie più opportune e quale il costo finale. Il vantaggio è quello di partire da una lista di contatti interessati all’azienda: sviluppa il tuo business a partire da questo strutturando un percorso chiaro.

Il principio base? Quello di un funnel di vendita in cui si guida il cliente fino alla fase finale di acquisto. Come? In 5 fasi

1. acquisizione traffico

2. attrazione

3. conversione

4. fidelizzazione

5. vendita

Ogni strategia va cucita su misura dell'azienda in questione e nell'ottica di soddisfare i bisogni del cliente. Una buona campagna online consente di acquisire clienti riducendone anche i costi di acquisizione. Come? Attraverso un lead magnet: dal Facebook advertising agli articoli sul blog scegli quello più adatto a te.

Prova a incrementare il tuo business e a convertire i lead in clienti con questa strategia: approfondisci altre tematiche connesse su marketing e non solo! 

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Tiziana Troisi 19/11/2020

Local marketing sui social, come farlo

Anche se i social ti permettono di raggiungere chiunque in qualsiasi parte del globo, esiste anche la possibilità di utilizzarli per fare local marketing, ovvero per attrarre persone della zona presso il punto vendita.

Più del 50% dei consumatori utilizza il proprio smartphone per cercare un’attività in zona. Seleziona informazioni utili, recensioni e pareri in modo da poter scegliere in tempo reale dove recarsi.

Le parole chiave del mercato di riferimento e la città in cui si trova l’attività sono i criteri di ricerca più utilizzati. Il local marketing aumenta quindi la visibilità del negozio ed aumenta la possibilità di intercettare un target che si trova soprattutto nelle vicinanze.

Abbiamo già parlato delle differenze con il proximity marketing, oggi parliamo di quali strumenti offrano i social per promuovere le attività locali.

Attività locali e Facebook

Facebook ha da sempre un’attenzione particolare alle piccole e medie imprese, incluse le piccole attività locali. Uno dei primi strumenti forniti a questo settore è stata la realizzazione delle Pagine Facebook dell’attività con la vetrina virtuale, dove poter pubblicizzare prodotti e servizi.

Con la nascita del social advertising, Facebook fornisce ulteriori strumenti a pagamento per le attività locali, tra questi, le campagne pubblicitarie.

Tra gli obiettivi di una campagna, infatti, c’è anche quella di raggiungere le persone che potrebbero visitare la tua azienda usando l'obiettivo “Traffico nel punto vendita”.

Questo obiettivo ha lo scopo proprio di raggiungere le persone nelle vicinanze di uno o più dei tuoi punti vendita. Vediamo come funziona.

Campagna “Traffico nel punto vendita”

Attraverso la localizzazione dinamica potrai mostrare automaticamente alle persone inserzioni, mappe e inviti all’azione (CTA) personalizzate in base alla loro posizione rispetto al tuo punto vendita.

Inoltre, attraverso lo strumento di localizzazione dei punti vendita nativo, l’utente che trova la tua inserzione riesce a raggiungere il negozio senza dover uscire dall’inserzione stessa.

L'obiettivo “Traffico nel punto vendita” funziona anche su Instagram. Facebook Business consiglia di scegliere sempre i “Posizionamenti automatici” per le inserzioni in modo da aumentare il traffico nel punto vendita.

L’inserzione avrà in basso un bottone che fornirà le “indicazioni stradali” necessarie a raggiungerti. Comodo vero?

L’aspetto più importante è quello della definizione del pubblico. Oltre alla loro geolocalizzazione, fattore fondamentale per questo tipo di campagne, potrai inserire tutta una serie di aspetti demografici e legati ad interessi ed abitudini di consumo.

“Il pubblico personalizzato ti aiuta a raggiungere le persone con le inserzioni in base ai comportamenti, ad esempio persone che fanno acquisti nel punto vendita o persone che si sono iscritte alle newsletter tramite e-mail.” Come specifica Facebook stesso.

Fai local marketing sui social

Oltre ad attrarre clienti nel negozio fisico i social sono utilissimi strumenti di brand awareness. È molto importante, quindi, iniziare a costruire la tua presenza attraverso le Pagine Facebook, i profili Instagram aziendali o i profili WhatsApp aziendali.

Su tutte queste piattaforme, infatti, potrai specificare l'indirizzo del tuo punto vendita, i suoi orari e i modi migliori per raggiungerlo.

Non solo, ti consigliamo di creare offerte che possano incoraggiare le persone a visitare il tuo punto vendita. Facebook ti offre la possibilità di attirare nuovi clienti nella tua azienda attraverso le offerte. Puoi creare delle offerte gratuite ma potrai anche metterle in evidenza, successivamente, per raggiungere più persone.

Altro aspetto importante è l’uso della giusta call to action da selezionare per post o per il profilo aziendale, i pulsanti di call to action sulla tua Pagina, infatti, possono generare azioni molto diverse tra loro a seconda delle necessità:

·         puoi invitare ad installare la tua app di shopping,

·         invitare le persone a prenotare un servizio,

·         aprire una conversazione su Messenger o Whatsapp,

·         attivare il GPS in modo da fornire indicazioni stradali per raggiungere il tuo punto vendita con un semplice tap.

Social commerce

Non limitarti a vendere in negozio, cerca anche di ampliare le possibilità di chi ti segue. Offri ai tuoi clienti un modo semplice per visualizzare e acquistare direttamente da smartphone. Come? Attraverso gli shop di Facebook e Instagram. Se vuoi saperne di più ti consigliamo la lettura dei nostri precedenti post:

Facebook e Instagram shops

Le potenzialità di Whatsapp Business

I social possono aiutare molto la tua impresa locale, cosa aspetti ad ampliare i tuoi orizzonti ed anche…la tua clientela?

 

 

 

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Paola Palmieri 13/11/2020

Marketing politico: cos’è e come pianificare la giusta strategia

Facciamo un salto indietro nel tempo. Come veniva gestita agli inizi la comunicazione politica? Essa avveniva solo ed esclusivamente nelle piazze cittadine. Era proprio questo lo spazio che accoglieva i politici con i loro colori, banchetti e bandiere per attrarre gli elettori e portare avanti le campagne elettorali. Poi, con il passare del tempo, si è aggiunto qualche elemento o meglio qualche strumento in più: prima la radio, poi la tv e, infine, l’era di internet. Ai giorni nostri, tanti i canali social che hanno iniziato lentamente a svuotare le piazze e a far entrare direttamente nelle case degli elettori i politici.

Chi si occupa di politica deve essere prima di tutto un buon comunicatore: ricco di valori sì ma soprattutto in grado di trasmetterli. In secondo luogo, un buon marketer potremmo aggiungere. Come fa un leader politico a fare leva sulla visibilità e sulla pubblicità presente nel web per vincere le elezioni? Scopriamolo insieme. 

Cos’è il marketing politico?

Negli anni recenti la politica ha cambiato volto divenendo un’esperienza emozionale. L’elettore deve sentirsi complice di un processo e parte fondante di esso. Questo il motivo per cui i politici devono conoscere i propri elettori e rispondere ai loro bisogni per avere poi un riscontro positivo in termini di voti.

Il marketing politico, un po’ come il marketing tradizionale, ha proprio questa finalità: anticipare i bisogni e i desideri delle persone ma il vero segreto sta nel sedurre l’elettore per poi trattenerlo, mantenendo le promesse elettorali.

La costruzione di un’immagine politica valida non va mai improvvisata ma costruita giorno dopo giorno, mattone dopo mattone. Vediamo come.

Come funzionano le campagne elettorali

Oggi è il web la nuova piazza su cui confrontarsi, una piazza dalla risonanza altissima e nella quale bisogna muoversi consapevolmente. Il web marketing è e deve essere il canale da privilegiare per la comunicazione politica. Il che si traduce in:

• utilizzare social network

• inviare e-mail

• creare campagne sponsorizzate

Vediamo insieme come costruire strategicamente un buon piano di marketing politico: cosa non deve mancare? Scopriamolo insieme.

Le strategie di web marketing 

1. Utilizzo di un linguaggio semplice

 • Non usare frasi troppo lunghe

• Non inserire troppi numeri

• Aiutarsi con le immagini

• Usare parole di uso comune.

 2. Creazione di una mailing list per mantenere una linea diretta e costante con gli elettori.

Suddividi i destinatari in: 

 • elettori

• influenzatori

• attivisti.  

 3. Uso dei social network con professionalità e competenza. I più usati? Facebook e Twitter che, nell’ambito della comunicazione politica, ti consentono di:

 • organizzare eventi pubblici in poco tempo e con una spesa minima

• produrre video 

• fare dirette

• creare gruppi 

• diffondere idee con il giusto hashtag!

 4. Creazione di campagne sponsorizzate che, con una pubblicità mirata e un budget ben definito, può puntare a raggiungere più persone possibile. 

 • Un pubblico già acquisito: la propria mailing list

• Un pubblico determinato sulla base di dati demografici

• Amici o conoscenti 

• Un pubblico identificato in base agli interessi: quello tendenzialmente più interessante.

Un esempio concreto: Trump vs. Biden

Stiamo parlando di due campagne elettorali condotte in maniera diametralmente opposta ed ora, ad elezioni concluse, sappiamo chi è il vincitore e possiamo guardare con occhio attento alle strategie messe in campo. Trump ha puntato tutto sullo scontro, il suo sfidante no. Il risultato? Gli elettori hanno premiato quest’ultima linea. 

Ma partiamo con Trump uscito vincitore dalle presidenziali del 2016 proprio grazie alle sue strategie di marketing. A curarle anche questa volta Brad Parscale sostituito da Bill Stepien poi. Grossi gli investimenti (si parla di più di 170 milioni di dollari) su Facebook, Google e Youtube su cui sono apparsi diversi spot. Twitter il canale privilegiato di comunicazione dal presidente.

Diversamente dalla campagna dei repubblicani, quella democratica di Joe Biden invece si è rivelata essere ben più dinamica e originale. 60 i milioni di dollari investiti e che ha visto la presenza del candidato non solo su Facebook e Twitter ma anche su Instagram Reels, Twitch e Animal Crossing. Il digitale si è rivelato il suo punto di forza: il team di Biden ha addirittura creato un’app “VoteJoe” per ricordare agli utenti chi tra i contatti non è elettore abituale e invitarlo al voto. 

Continua a seguire il nostro blog per altre informazioni di marketing… e non solo!

 

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Gabriella Avallone 12/11/2020

Chi è il Buyer Persona e perchè è così importante

Al momento della stesura di un Business Plan, di un Piano Di Comunicazione o una Campagna Pubblicitaria, tra i punti da definire c’è sempre il Target. È impossibile studiare una strategia di marketing su un gruppo di persone non definite o peggio ancora alla massa. Anche perché quell’insieme di utenti, di potenziali clienti e innanzitutto di persone, hanno i loro personali gusti, le loro esigenze e molto altro ancora.

 

Per costruire tecniche di vendita accattivanti e competitive è risaputo che dobbiamo anche conoscere l’offerta e la domanda, per non portarla sulle lunghe, dobbiamo conoscere alla perfezione le esigenze dei nostri clienti.

E come facciamo a saperlo?

 

Per farlo bisognerà letteralmente calarsi nei panni del cliente tipo.

Per Buyer Persona si intende il ritratto di un utente che incarna un determinato pubblico di riferimento.

Questa modalità serve a trovare più facilmente potenziali clienti.

 

Una volta trovata la Buyer Persona si procederà sia a rendere più agevoli i lavori in corso per l’ideazione di una nuova campagna ad esempio, che potrà mettere in risalto ciò che il nostro cliente tipo potrebbe letteralmente adorare.

 

La creazione delle Buyer Personas è senza dubbio la cosa più divertente e a tratti ricorda il famoso videogioco The Sims.

Non è per niente difficile, innanzitutto vanno gettate le basi e poi si procederà con la sua creazione step by step.

 Vediamo quali sono:

-       Età;

-       Occupazione;

-       Stato Sociale;

-       Indirizzo;

-       Aspetto;

-       Tipo di persona;

-       Descriverne l’immagine;

-       Frase tipo o pensiero;

-       Motivazioni;

-       Punti di forza;

-       Punti di debolezza;

-       Personalità;

-       Livello di Tecnologia;

-       Hobbies

 

Naturalmente non esiste solo questo modo. Chi non riesce a descrivere una persona tipo in tutto e per tutto, può dare un’occhiata a Eurisko per comprendere gli stili di vita. Questo può aiutare a capire le diverse definizioni di target ma attenzione! Lì si parla di “Target Group” non del Buyer Personas.

 Per scendere nel dettaglio si può sempre fare affidamento ad altri tipi di strumenti come:

 

-       Interviste aperti a tutti, in particolar modo ai clienti più affezionati così da capire qual è il punto di forza dell’azienda che più l’invoglia ad acquistare. Parlare con più persone possibile aiuterà a capire il punto di vista del cliente finale.

 

-       Per chi non ha la possibilità di parlare apertamente con i propri clienti è possibile creare un questionario online e spedirlo via mail ai clienti attuali, mentre per quelli che ancora sconosciuti anche un sondaggio Instagram potrebbe aiutare a conoscere meglio i nostri follower.

 

-       Anche all’interno dell’azienda stessa è possibile avere più informazioni sui clienti, basta rivolgersi all’ufficio commerciale, essendo loro quelli a più stretto contatto con il pubblico, saranno sicuramente in grado di buttar giù qualche percentuale.

 

-       Se invece ci si vuole affidare agli infallibili metodi di Analytics e Social Media Insights sicuramente non ci si può sbagliare. Questi strumenti danno a disposizione molti dati tra cui la posizione geografica, gli interessi, il punto di vista demografico e molto altro.

 

Ma quando si parla di pubblicità cosa c’è di meglio della creatività. Per identificare la personalità di qualcuno si può partire dal nome, che nome gli dareste?

Che tipo è? Che aspetto ha? Cosa fa nella vita? Ha passioni? Così facendo sarà molto più facile identificare una particolare persona.

Poi si passa ad analizzare la sua età, localizzazione geografica, stato sociale, tipo di lavoro, carattere e tutti i punti fissati anche sopra in modo più schematico.

 

Poniamo il caso che il tipo di cui stiamo parlando, la nostra persona, si chiami Marco.

Marco è un business man, ha l’agenda piena di impegni e sempre meno tempo. Viaggia per lavoro, per lo più in treno pertanto con sé porta dietro tutto il necessario per lavorare anche in  movimento con clienti nazionali e non. Sicuramente fa uso di prodotti tecnologici, pratici e tendenza. È un bell’uomo sulla 40ina, curato nell’aspetto e nello stile: capello un po' lungo, occhiali e rigorosamente in abito, con dettagli dandy. Il suo lavoro non gli lascia tempo per formare una famiglia ma con la sua compagna spesso si regala weekend da sogno nelle zone termali tra le colline toscane.

 

Secondo voi Marco sarebbe il cliente perfetto per quale brand? Scrivetelo nei commenti.

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Paola Palmieri 06/11/2020

Tik Tok For Business: app tagliata per il successo

Tik Tok nasce in Cina nel settembre del 2016 con il nome di Douyin (letteralmente “shaking sound”) e, a distanza di quattro anni, eccoci qua: ha fatto il giro del mondo in un click! Se hai meno di 20 anni è una tra le prime applicazioni che avrai scaricato sul tuo smartphone e, se ne hai più di 20, di sicuro ne avrai sentito parlare o ti sarai già divertito con qualche conoscente a girare video creativi. Perché allora non sfruttarla per il tuo business? 

Vediamo insieme come nasce Tik Tok For Business e come può favorire i tuoi affari in rete. Sei pronto a partire per questo viaggio attraverso la musica e molto altro ancora? Andiamo! 

I numeri 

Tanto per cominciare leggiamo insieme i numeri da capogiro che lo caratterizzano:

1. + 1 miliardo di utenti presenti sulla piattaforma

2. + 2 miliardi di download nel mondo

3. Presente in oltre 150 paesi

4. Tradotto in 75 lingue

5. 52 minuti al giorno: il tempo medio di permanenza per utente!

A settembre 2020, nasce così una piattaforma tutta nuova dedicata alle imprese. 

La mission 

"Le soluzioni di TikTok For Business sono pensate per offrire ai brand e alle loro direzioni marketing gli strumenti per creare storytelling creativi, in grado di ingaggiare la community di TikTok con il loro messaggio", questo quanto si legge nel loro comunicato di presentazione sul blog.

“I brand di successo su TikTok non fanno pubblicità ma connettono, inspirano, co-creano e soprattutto intrattengono le persone. Le aziende, dunque, devono ripensare al concetto di creatività, coniugandolo con l’essere autentici e reali. Il nostro consiglio? Non fare annunci. Fai TikTok!” 

Gli strumenti

Trattandosi di una piattaforma aperta ed inclusiva, incoraggia a mettere al centro della strategia il contenuto. L’interazione tra utenti avviene tramite:

#Hashtag: argomenti di tendenza

Challenge: sfide interattive.

Gli obiettivi

Crescita oltre la creatività: per il marketing, TikTok è una piattaforma con un interessante potenziale di crescita. 

Vista, suono, movimento: per il marketing l’opportunità di sfruttare l’ambito dei dispositivi mobili sono diverse: musica, effetti sonori, playback, reaction e molto altro. 

Community: il senso di TikTok è quello di “stare insieme”. Un’opportunità in più per gli esperti di marketing, infatti, su TikTok, gli utenti possono lasciarsi coinvolgere e ispirare così tanto da una campagna di marketing da crearne una tutta loro. E i brand hanno un riscontro immediato dell’impatto della loro campagna sulle persone. 

Conoscenza e cultura per tutti: su TikTok si conoscono cose nuove ogni giorno, in modo aperto e inclusivo. 

Soluzioni semplici e senza intoppi: i nostri prodotti portano risultati su tutti i marketing touchpoints e consentono uno storytelling ricco e immersivo. Approfondiamo quest’aspetto insieme. 

Tik Tok For Business: 6 soluzioni per aiutare il brand

TopView: ha una durata di 24 ore ed è l’opzione video a tutto schermo che riesce, nel momento in cui gli utenti accedono alla piattaforma, ad attirare l’attenzione su di sé.  

TopView Lite: presenta le stesse caratteristiche di TopView ma è l’unico format sprovvisto di suono da 3 a 5  secondi

In-Feed ADS: pensato “Per Te”, il format video si inserisce in modo naturale tra i contenuti generati dall’utente

Branded Hashtag Challenge: la soluzione forse più conosciuta, dalla durata di sei giorni e multi-market. 

Branded Hashtag Challenge PLUS: unisce la visibilità di un’Hashtag Challenge sponsorizzata con l’esperienza d’acquisto in-app, sostenendo le vendite. 

Branded Effect: effetti in 2D, 3D e AR cuciti su misura e brandizzati per generare brand awareness e engagement a livello internazionale. 

 

E tu cosa aspetti ad entrare nella community? 

Grow your audience

Grow your brand

Make graphs go up.

Maximize ROI by ensuring your most important audiences see your ads and track your performance in real-time.

Se vuoi approfondire alcuni aspetti o hai altre curiosità a riguardo, non esitare a scrivercelo nei commenti. Resta connesso con noi per molte altre notizie sul mondo del marketing e non solo!

 

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Tiziana Troisi 05/11/2020

Proximity marketing vs local marketing

In questo post affrontiamo un argomento molto interessante, il marketing di vicinanza che ha a che vedere con l’azienda sotto il suo aspetto fisico e non virtuale.

Abbiamo abbondantemente parlato di come vendere on line ma poco di come attrarre i clienti in negozio o di come “farli rimanere”. In questo articolo proveremo a farlo mettendo a confronto due tecniche diverse e spesso accostate.

Sponsorizzare la tua attività localmente è la stessa cosa di fare marketing di prossimità? Assolutamente no.

I due termini Local marketing e Proximity marketing sono spesso erroneamente confusi. Vediamo come si differenziano fra loro e perché non possono essere sinonimi.

Cos’è il proximity marketing

Il proximity marketing è così definito poiché si rivolge a individui che si trovano in una determinata area. Non si tratta, quindi, di una attività mirata a un target ben definito con aspetti legati all’età o agli interessi, bensi a chi condivide una stessa posizione geografica. Questa area di solito è ben definita ed è quella di uno store fisico.

Come si rileva la presenza di queste persone e come viene veicolato il messaggio? Attraverso dei dispositivi elettronici. RFID, NFC, audio di prossimità, motion capture, eye tracking, iBeacon sono solo alcune delle tecnologie che solo alla base del PM.

Perfetto per comunicare programmazione, trailer e messaggi pubblicitari nei cinema, buoni sconto e promo nei negozi, è l’ideale nei punti informazione per dare, appunto, notizie in tempo reale.

Proximity marketing e tecnologie

Il proximity marketing si avvale quindi di diverse tecnologie che sfruttano l'interazione con il movimento delle persone in una determinata area o attivano un messaggio audio al passaggio di una persona.

Anche la tecnologia touch screen attraverso schermi posizionati accanto ai prodotti, può essere utilizzata. Lo scopo è quello di permettere all’utente di interagire a più livelli espandendo le informazioni sui prodotti e servizi direttamente sugli scaffali.

Possiamo sicuramente dire che i dispositivi di prossimità, appunto, sono fondamentali perché questa strategia possa essere attuata.

Local marketing, perché è diverso

Il local marketing, invece, è l’insieme di tutte quelle strategie di vendita che hanno lo scopo di attrarre in store gli abitanti del quartiere o città in cui si trova.

In questo caso, quindi, parliamo di un’area più vasta e ci troviamo comunque in un'altra parte del funnel. Se nel proximity marketing agiamo su un pubblico già interessato che deve solo essere convertito, in questo secondo caso dobbiamo attrarre i potenziali clienti.

Non solo, se il proximity marketing è attuabile solo attraverso le tecnologie , il local marketing può integrare i mezzi del marketing tradizionale con le strategie, gli strumenti e la velocità del web marketing.

Spesso, infatti, per attrarre persone in store si utilizzano i social o gli annunci web. Si tratta quindi di una strategia complessa che ha anche l’obiettivo di far aumentare la notorietà del business nella propria area di riferimento.

Local marketing o proximity marketing, cosa scegliere?

Come abbiamo visto in questa breve rassegna, si tratta di due strategie completamente diverse.

Ecco perché non possiamo scegliere tra l’una e l’altra, dipende dalle esigenze che bisogna soddisfare. Se hai un’attività nuova della zona, fare local marketing è assolutamente fondamentale.

Se, invece, la tua presenza è già ben strutturata pensare a strategie di proximity marketing può offrirti un aiuto maggiore nella conversione del cliente.

Si può, infine, immaginare anche di farle entrambe. Costruiresti così un percorso di vendita ben definito. Immagina di pubblicizzare la tua azienda locale sui social e di poter individuare attraverso sistemi di proximity marketing la presenza del tuo cliente in una determinata area del negozio.

Queste due attività sinergiche ti consentirebbero di capire quale area del negozio è di maggiore interesse e di personalizzare la comunicazione con il cliente in base ai suoi gusti e alle cose che ha visto.

Interessante vero? Continua a seguire il nostro blog per avere maggiori informazioni su come costruire una campagna di local marketing ad hoc!

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Gabriella Avallone 04/11/2020

Il business e il marketing del Take Away durante il lockdown

Il mercato del Delivery è diventato caldissimo negli ultimi tempi, sicuramente agevolato anche dal lockdown, che ne ha favorito l’ingresso di molti ristoranti. Attualmente il business del Take Away sta vivendo un vero e proprio boom, a dimostrarlo 18,9 milioni di italiani che ormai si rivolgono all’asporto. Il mercato del Take Away è un’opportunità di Business che prima molti sottovalutavano. Difatti i dati diffusi da Gfk Eurisko, il 1° Osservatorio Nazionale sul mercato del Take Away, emergono aspetti importanti come:

 

- Secondo la Camera di Commercio di Milano circa 18,9 milioni di italiani si rivolgono all’asporto;

- Il valore complessivo che si aggira intorno questo business è di oltre 5,5 miliardi di euro.

- anche la Fipe (federazione Italiana Pubblici Esercizi) promuove l’asporto come una modalità emergente per servire la propria clientela.

 

Negli ultimi tempi la società frenetica, i ritmi sempre più incalzanti delle metropoli e gli orari lavorativi hanno portato sempre più a scegliere di ordinare cibo Take Away durante la settimana, negli spacchi o a fine giornata piuttosto che mangiare al ristorante.

 

Con un servizio sempre più completo, rapido e veloce il cibo da asporto viene consumato non solo a casa ma anche in ufficio o ovunque lo si voglia.

In questo modo i ristoratori cercano di offrire un servizio che possa rispondere anche ai gusti di chi ha voglia di sperimentare qualcosa di diverso e sempre nuovo.

 

Qual è il fattore vincente del Take Away: sicuramente anche il costo. Il vantaggio economico dell’ordinare da asporto è uno degli aspetti che determinano il suo successo in Italia.

 

Per avere ancora più successo c’è chi è riuscito a sfruttare a suo favore anche la quarantena con un’arguta mossa di marketing:

Girava o forse gira ancora, da qualche giorno su tutti i social un appello che avrebbe lanciato Burger King, una delle più celebri catene del fast food mondiale.

Il messaggio è stato pubblicato dal profilo ufficiale Twitter e recitava così:

 

“Ordinate da McDonald's.

Non avremmo mai pensato di chiedervelo. Come non pensavamo mai che vi avremmo incoraggiato a ordinare da KFC, Subway, Domino's Pizza, Pizza Hut, Five Guys, Greggs, Taco Bell, Papa John's, Leon, o un altro food store, il cui elenco è troppo lungo da riportare qui. In breve, da qualunque delle nostre sorelle catene alimentari, (fast o non fast). Non avremmo mai pensato di chiedervelo, ma i ristoranti che danno un'occupazione a migliaia di lavoratori hanno bisogno del vostro supporto. Perciò, se volete aiutare continuate a coccolarvi con cibi deliziosi usando il delivery, il take away o il drive through”.

 

Un messaggio che potrebbe apparentemente mostrare un lato solidale verso gli altri esercizi di ristorazione, vista la drammatica situazione di restrizioni che dovrà ripetersi ancora, ma non è così. La frase scherzosamente buttata lì “Un Whopper è sempre la cosa migliore, ma anche ordinare un Big Mac non è così male", dedicata ad uno dei suoi più grandi rivali, McDonald’s, più che della generosità nasconde del puro marketing. Non a caso questo messaggio firmato Burger King ha fatto il giro dei social di milioni di persone.

 

E tu l’avevi notato? Scrivicelo nei commenti.

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Paola Palmieri 31/10/2020

Halloween marketing: come realizzare una strategia da paura

Siamo al 31 ottobre: il giorno più spaventoso dell’anno. Dopo tanta attesa, per grandi e piccini, è arrivato il momento in cui ci si dedica al ben più famoso: “dolcetto o scherzetto”? Partita dall’America e giunta fino in Europa, la notte di Halloween ha riscosso grande successo e rappresenta un po’ per tutti un’occasione in più per divertirsi e trasformare se stessi e le proprie case con travestimenti ed addobbi. 

Tema? Il peggiore dei tuoi incubi: fantasmi, zombie, pipistrelli, scheletri, streghe, vampiri e zucche stregate. Perché non renderli protagonisti del tuo marketing? Se sei a caccia di idee segui i nostri consigli ma prima alcune riflessioni. 

Halloween marketing: alcuni consigli

Per impostare la tua strategia social è fondamentale tener conto delle festività proprio per creare contenuti ad hoc e coinvolgere la tua community. Halloween ti offre la scusa perfetta per produrre contenuti e interazioni e questo lo sa bene chi, ad esempio, ha un e-commerce. Agisci per tempo e incuriosisci il tuo pubblico, stupisci con creatività e originalità.

I numeri

Prima di andare dritti al punto un’ultima riflessione a riguardo la meritano i numeri, attorno ai quali ruota il business di Halloween. Stando ad alcune ricerche di settore in America (fonte 2017), ma sempre più anche in Italia, si spende tanto in abiti, caramelle e trucchi:

  • 7 persone su 10 acquistano un travestimento anche per i loro animali da compagnia
  • il 95% acquista dolciumi a tema vari.

La spesa? Si aggira intorno agli 86 dollari a testa: occasione ghiotta per molti, non sprechiamola! Vediamo come fare centro in poche mosse. Sei pronto? Andiamo!

1. Un design spaventoso

Cominciamo con l’associare un’immagine al nostro Halloween: ottima idea è quella di creare grafiche e layout dedicati. Ognuna per ogni nostro canale di comunicazione. Aggiungi un mood stregato al tuo sito anche solo per una notte senza perdere però la tua brand identity!

Se, invece, vuoi fare promozione con materiale cartaceo come flyer, cartoline o volantini pubblicitari dovrai riproporre lo stesso mood anche su questo prezioso strumento di marketing. Parti dal tuo pubblico e arriverai a strutturare una strategia vincente e mai scontata!

2. Il tuo social Halloween

Ora passiamo ai social media: come creare una comunicazione efficace? Sostituisci la tua foto profilo con una dal look più oscuro, organizza contest, accendi l’attenzione dei tuoi follower con indovinelli e curiosità. Premia i migliori!

3. L’hashtag migliore 

Per avere la giusta eco sui tuoi social media non dimenticare di associare l’hashtag giusto: scegli tra quelli più popolari relativi alla festa di Halloween o al tuo settore. Questo ti renderà più visibile e popolare: scegli l’hashtag vincente!

4. I contenuti video

Per completare la tua comunicazione, indispensabile sarà l’apporto di contenuti video via via sempre più indispensabili in tal senso. Parti dal tuo brand e vestilo per quest’occasione di un fascino oscuro, gioca con la fluidità delle immagini e fai diventare virale il tuo Halloween.

Tanti i programmi che vengono in tuo aiuto e che ti supportano nella giusta sperimentazione. Che ne dici di osare? Ti aiuterà a conquistare una buona fetta di pubblico.

5. Le newsletter

Infine, veniamo alle newsletter: quale strumento migliore per incentivare le vendite? Passaggio fondamentale per la tua strategia di Halloween marketing. Come? Usare l’e-mail marketing in chiave dark ti aiuterà a veicolare le informazioni che riguardano il tuo brand, novità ed altro, sotto la giusta veste grafica.

Proponi una vantaggiosa ed interessante scontistica agli iscritti della tua mailing list: falli sentire parte di un gruppo ricco di privilegi. Ne sarai ampiamente ripagato, scommettiamo?

 

Con la lettura del nostro articolo hai finalmente trovato tante idee da urlo? Se hai delle curiosità a riguardo o un tema da proporci non esitare a contattarci, saremo ben lieti di rispondere a tutto ciò che ruota intorno al mondo del marketing e…  non solo! 

 

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Tiziana Troisi 29/10/2020

Whatsapp business potenzialità e prospettive future

Sicuramente avrai fatto ampio uso della app di messagistica più nota al mondo Whatsapp.

L’applicazione consente di metterci in contatto con tutti i nostri amici attraverso messaggi istantanei e note vocali.

Tanto è stato il successo della app che la Facebook Inc proprietaria della App, ha ben pensato di crearne una dedicata alle attività commerciali. Stiamo parlando di Whatsapp business.

Simile a WhatsApp, con cui ne condivide alcune funzionalità pensate per le aziende, è sicuramente una novità molto interessante.

Che cos’è e come funziona WhatsApp Business

Una volta scaricato e installato whatsapp business potrai accedere alla schermata principale. La classica Chat identica a WhatsApp.

A livello di messaggistica istantanea, WhatsApp Business funziona esattamente come WhatsApp. La vera novità di WhatsApp Business è la presenza di alcune funzionalità aggiuntive che permettono di semplificare e migliorare l’interazione con i clienti.

Di cosa parliamo? Accedi alle impostazioni dell’applicazione e scoprilo! Tramite la schermata successiva, premi su Impostazioni attività. Potrai in questo modo personalizzare alcune impostazioni relative al tuo profilo su WhatsApp Business.

In particolare potrai configurare il tuo profilo in Impostazioni attività. È lì’ che potrai inserire i dati che fanno riferimento alla tua attività.

A questo punto, come se compilassi un form inserirai

·         indirizzo, che apparirà su Google maps

·         categoria della tua attività

·         orari di apertura,

·         l’indirizzo email

·         sito Internet

·         mappa

Non solo, ma la app ti offre la possibilità di inserire dei messaggi automatici come: messaggio d’assenza, messaggio di benvenuto e risposte rapide.

I messaggi automatici di Whatsapp Business

Premendo sul messaggio d’assenza, potrai impostare un messaggio automatico che verrà inviato alle persone che ti contatteranno tramite WhatsApp Business, quando non sei disponibile. Per personalizzarlo sarà sufficiente premere sul pulsante con il simbolo di una matita e scriverlo.

Premendo invece sulla dicitura Orario: potrai scegliere le modalità di invio del messaggio d’assenza. Potrai scegliere anche di inviarlo sempre, non appena le persone ti contatteranno quando non sei online. Con l’opzione Orario personalizzato potrai scegliere degli orari predefiniti in cui verrà inviato ai tuoi clienti un messaggio automatico.

Se, però, hai impostato gli orari di apertura della tua attività, potrai selezionare la dicitura Al di fuori degli orari di apertura. In questo modo il messaggio automatico di assenza sarà inviato soltanto al di fuori degli orari di apertura.

 

Premi poi su Salva, in alto a destra. E il gioco è fatto!

Per il Messaggio di benvenuto, basta spostare la levetta da OFF a ON in corrispondenza della dicitura Invia messaggio di benvenuto.

Ovviamente anche questo messaggio può essere personalizzato, facendo tap sul pulsante con il simbolo della matita, in corrispondenza della dicitura messaggio.

Le Risposte rapide, infine ti permettono di creare collegamenti veloci per inviare un testo personalizzato. Utilizzando le risposte rapide, potrai creare dei brevi testi che ti permetteranno di inviare velocemente un messaggio che scrivi di frequente.

Nel campo di testo messaggio dovrai digitare il messaggio che vuoi inviare, mentre nel campo di testo collegamento rapido dovrai scrivere la shortcut rapida, dopo il simbolo (/).

Le potenzialità del catalogo di Whatsapp Business

Uno degli aspetti più importanti di Whatsapp Business è la possibilità di creare un catalogo prodotti o servizi, collegato al nostro profilo professionale.

I cataloghi sono una vetrina mobile per le aziende per mostrare e condividere i loro prodotti in modo che le persone possano facilmente navigare e scoprire qualcosa che vorrebbero acquistare.

In precedenza, le aziende dovevano inviare le foto dei prodotti una alla volta e fornire ripetutamente informazioni, ora i clienti possono vedere il loro catalogo completo direttamente all’interno di WhatsApp.

Ciò rende gli imprenditori più professionali e mantiene i clienti coinvolti nella chat senza dover visitare un sito Web.

Le potenzialità di Whatsapp Business sono tutte qui, se non è ancora possibile acquistare direttamente sulla piattaforma, non è difficile pensare che a breve WhatsApp permetterà anche questo servizio senza la necessità di farli uscire dalla piattaforma.

Cosa aspetti quindi ad installarlo? Comincia ad impostare il tuo profilo e cogli al volo le opportunità che ha in serbo per te!

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Gabriella Avallone 28/10/2020

Che cos'è il Growth Hacking

 

Se ne sente stesso parlare ai meeting o alla convention legate al mondo del marketing ma che cos’è il Growth Hacking?

 

Partiamo dalla sua definizione che si concentra su alcune parole chiave come: processo, sperimentazione, efficienza e crescere. Il significato si aggira intorno ai 4 temi anche se la traduzione più fedele dall’inglese sarebbe “pirata della crescita” ma diciamo che in italiano suona molto male. Ad ogni modo il significato intrinseco sarebbe quello di crescere, ragionando fuori dagli schemi.

 

Il Growth Hacking nasce da un post di Sean Ellis il 26 luglio 2010, dove scriveva “Find Growth Hacker for your startup”. Ellis si occupava di marketing per le più importanti start up della Silicon Valley. Si, stiamo parlando dello stesso Sean Ellis che ha trasformato il referral program di Dropbox, facendolo passare da 100.000 utenti a 4 milioni in 15 mesi.

 

Egli si occupava di far crescere le aziende, veniva da chiamato da aziende dal calibro di Eventbrite, Kissmetrics e Dropbox e così via. Le aiutava a crescere nel giro di 6-12 mesi attraverso un metodo ben preciso. Tutto era basato step by step e tutto ciò era un nuovo modo di fare marketing.

 

Per molti è visto come una minaccia per il marketing inteso tradizionalmente ma in effetti ciò che è molto diverso è il tipo di approccio. Si può dire che è più vicino al digital marketing ma ad ogni modo in molte aziende le persone fanno Growth Hacking da una vita ma non sanno che si chiama così.

 

Il Growth Hacking è “Processo”:

Vuol dire che è un’attività che richiede del tempo, non è di sicuro un’azione che viene compiuta una tantum. Il tipo di processo è inteso per un Growth Hacker come una strategia rapida e continua basata su esperimenti volti a coinvolgere il marketing dell’azienda, brand o prodotto, fino a trovare quello vincente: il Growth Hack.

 

Il Growth Hacking è “Esperimento”:

I tipi di esperimenti utilizzati per agevolare questo processo, possono coinvolgere tutto il team o l’area business. Questi vengono scelti e cambiati ogni giorno e così di seguito vengono analizzati e monitorati, passo dopo passo attraverso i nuovi numeri, i nuovi click o le ultime conversioni. Tutto sarà appuntato in un file Excel, tutto sarà schematico e leggibile.

Naturalmente per essere definito tale, un esperimento deve essere:

-       Misurabile: per risalire alla causa-effetto che l’ha scatenato;

-       Ripetibile: deve essere possibile ricreare le stesse condizioni nel caso in cui fosse andato a buon fine;

-       Scalabile: la scalabilità è legata alla ripetitività citata sopra, difatti deve essere poter ripetuto su scala, quindi replicato da 1 a 100 o più.

 

Il Growth Hacking è “Efficienza”:

Tutti sono bravi a far crescere un loro progetto o a parlare di business con tanti soldi pronti da investire. L’obiettivo del Growth Haker è di ottimizzare al massimo questo processo fino a trovare la combinazione vincente per ogni business. Sicuramente ciò non vuol dire che sia un processo a costo zero ma che tende a fare un uso ponderato ed ottimizzato del budget a disposizione.

 

Il Groth Hacking è “Crescita”:

La crescita in questo caso va oltre l’aspetto del marketing ed invade proprio la sfera del business. Naturalmente un’azienda può essere già cresciuta, dipende dalla sua fase, ma ciò non vuol dire che non possa essere migliorata.

 

Le caratteristiche che più racchiudono questo processo sono: creatività, adattabilità, espandibilità, rapidità.

 

Se vuoi scoprire cosa si studia per diventare un Growth Hacker seguici nei prossimi articoli.

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Paola Palmieri 22/10/2020

Come scrivere un report marketing: 3 elementi + 1 per farlo funzionare

Se la tua azienda investe molto nel marketing, sia in termini di tempo che di denaro, dovresti anche avere gli strumenti giusti per valutare l’efficacia o meno delle tue campagne. Quale lo strumento perfetto? Ma il report marketing ovviamente! Se vuoi sapere non solo cosa metterci dentro ma anche come, accomodati pure e scopri di più. 

Report marketing: la definizione

Cominciamo dalla definizione di report marketing che altro non è che l’ultima fase di un’operazione di marketing in cui si tirano un po’ le somme del percorso compiuto con un’attenta analisi dei risultati ottenuti. È uno degli elementi più importanti perché, in concreto, ti fa capire se stai percorrendo la strada giusta e quanto sono efficaci le campagne su cui stai investendo le tue energie. 

Solitamente sono dati che si presentano con cadenza mensile, per mantenere un filo diretto con il cliente e avere un feedback continuo. Rientra in quel che si definisce l’inbound marketing e, per una realizzazione davvero efficace, non devono mancare alcuni elementi chiave. Vediamoli insieme. 

3 elementi che non possono mancare

Quando inizi a realizzare un report marketing struttura un modello chiaro su cui lavorare e che ti consenta di valutare punti di forza e di debolezza delle tue campagne marketing. Ma come procedere correttamente? Ecco 3 elementi + 1 che proprio non possono mancare. Vediamoli insieme.  

1. Definire gli obiettivi

Ogni campagna di marketing parte con uno scopo ben preciso e ha degli obiettivi che facilmente si possono quantificare. Essi sono:

• Le visite al sito web

• La lead generation o potenziale cliente

• Le vendite

Il successo o il fallimento di una campagna si misura sulla base di questi obiettivi. Tienili sempre presenti! Grazie ad essi sarà più facile individuare poi su quali KPI (in inglese key performance indicator ossia indici dell’andamento del processo aziendale) e altri parametri concentrarsi per essere in linea con gli interessi del cliente.

Sarebbe del tutto inutile proporre dati che risultino superflui o irrilevanti agli occhi del tuo cliente. Fondamentale quindi, a partire dai risultati, presentarli nel modo più chiaro possibile senza tanti giri di parole. 

 

2. Riportare la performance 

Tutti i dati raccolti nel corso della tua campagna marketing ed inseriti nel report devono essere analizzati rispetto ad alcuni parametri che ti suggeriranno se la campagna sia buona o meno, se proseguire o cambiare il tiro. In pratica delinei la tua performance con chiarezza e per fare ciò ti serviranno alcuni dati. Vediamo quali sono:

• Le fonti di traffico: capirai così quale canale funziona meglio

Tasso di conversione di utenti in contatti

Nuovi contatti in un dato tempo

• Tasso di conversione della Call to Action (invito all’azione), grazie ai click ricevuti e non solo. 

 

3. Selezionare le fonti

1. Landing page: Il numero di visite alla tua pagina, i nuovi subscriber, i tassi di conversione e nuovi contatti generati.

2. Blog: misurando chi legge i tuoi post potrai definirne meglio l’impatto e capire quale tipologia di articolo è più vicina ai tuoi lettori.

3. Social network: in questo caso è importante soffermarsi sui nuovi follower, interazioni e click. L’analisi, e i risultati, saranno differenti a seconda dei social network coinvolti: Facebook, Instagram, Tik Tok oppure Linkedin?

4. E-mail: monitorare mail inviate, cliccate, aperte e così via ci fanno capire se questa strategia di email marketing sia valida oppure no. 

 

+1. Un’immagine vale più di mille parole

Molto spesso i report sono sovraccarichi di dati, statistiche e numeri, snellisci il tuo con l’aiuto grafico di qualche immagine ad hoc ma sceglile con cura ed attenzione. Saranno un utile strumento che ti aiuterà a fare leva su alcuni punti: utilizza tabelle o grafici a barre per illustrare i dati della tua campagna marketing!

 

Se con la lettura di questo articolo hai trovato tutto ciò che ti serviva per stilare un efficace report marketing ma hai ancora qualche perplessità legata a qualche concetto chiave non esitare a scrivercelo nei commenti! Intanto, però, non perderti i prossimi articoli su marketing e non solo!

 

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