24 articoli nella categoria Novità dal web

Tiziana Troisi 15/10/2021 0

Plantlife: il giardinaggio a portata di tap

Quando sono nati i social, nessuno credeva nel loro potenziale: piano piano sono entrati a far parte delle nostre vite e hanno condizionato le nostre giornate. Molte persone nei social trovano una valvola di sfogo, un luogo non luogo dove rifugiarsi quando la realtà non è facile.

Il punto forte dei social è da ricercare sicuramente nel loro fortissimo potenziale aggregativo: all’interno di ogni piattaforma si creano sempre delle piccole nicchie di pubblico che si aggregano intorno ad uno specifico interesse.

Ti faccio subito un esempio più chiaro, per farti capire meglio di cosa stiamo parlando: prendiamo per esempio instagram. Era nato come un social da dedicare principalmente allo scatto e alla pubblicazione di foto. Con la possibilità di fare stories parlate, tutto è cambiato: in quel piccolo microcosmo si parla ormai di ogni argomento possibile: si va dalla moda, ai temi social, ai film, ai libri , alle serie tv.

Tutti parlano di tutto e intorno a influencer e microinfluencer si formano piccole community che si scambiano opinioni, interessi, conoscenze. La chiave del successo di ogni social sembra risiedere quindi nella potenza delle relazioni che si creano attraverso di esso.

Trova un interesse comune a tanta gente, trova un gruppo di persone appassionate e curiose e avrai la chiave del successo. Proprio per questo motivo, con gli anni stanno nascendo social sempre più settoriali, dedicati a piccole nicchie di pubblico.

C’è quello dedicato alla scrittura, quello dedicato ai libri, quello dedicato alla musica.

PlantLife: dai trend alle piante

Proprio nell’ottica di rintracciare prontamente i bisogni di piccole nicchie di mercato è nato è nato Plant Life: il primo social network dedicato alle piante e al giardinaggio. Nato dall’idea di un’ex esperta di Marketing e comunicazione, l’app Plantlife è il posto perfetto per chi ama le piante.

Già soprannominato da chi lo abbia provato il Tik Tok, il social di Leslie Mullins non è semplicemente il solito aggregatore: gli stessi proprietari dell’app hanno dichiarato che questa è stata creata con l’intento di provare ad eliminare la tossicità dei social network dedicando del tempo al verde.

Come funziona

Come funziona PlantLife? In effetti chi lo ha definito il tik tok delle piante non aveva tutti i torni. Ad un primo utilizzo la user experience sembra essere piuttosto simile a quella del social dei trend.

Vediamo insieme più nel dettaglio:

  • Dopo la registrazione, si visualizzerà una barra di video a scorrimento, in cui gli utenti potranno navigare semplicemente facendo swipe: in questa home però non ci saranno canzoni e balletti ma foto di piante appunto.
  • Anche se l’app non riesce ancora a riconoscerle autonomamente, è possibile inserire all’interno di ogni foto i dettagli riguardo il tipo di pianta (nome, famiglia, etc)
  • Una volta inseriti nome e info sulla tua pianta, la app comincerà a fornirti consigli sulla cura che aiuteranno a sviluppare ancora meglio il pollice verde.
  • L’app permette ad ogni membro della community di crescere: a seconda del numero di interazioni e consigli dati, ogni membro può diventare guru e fare si che i suoi contenuti vengano visti da più utenti.

 

Piante alla portata di tutti

La vera rivoluzione di questa app non sta tanto nel tema a cui è dedicata, ma nella possibilità di poterla utilizzare partendo da ogni grado di conoscenza dell’ambiente green: possono cominciare ad utilizzarla anche quelli che di piante ne sanno ben poco.

Basta fare una foto ad una pianta e caricarla per potere entrare in un mondo green e pieno di consigli utili per cominciare a trattare meglio le piante ma anche a migliorare il giardino di casa. Per chi vuole passare ad una vita più green ma non sa esattamente da che parte cominciare, la piattaforma offre anche la possibilità di partecipare a workshop a tema piante e giardinaggio per diventare man mano più consapevoli.

Come in tutte le app, anche in questa ci sono degli spazi pubblicitari: a differenza di tante app, questa rimane in tema anche quando si tratta di pubblicità: tra gli ad appaiono infatti solo riferimenti ad attività legate al giardinaggio e alla floricultura

Insomma, quest’app sembra il perfetto compromesso per chi non riesce a stare lontano dai social ma vuole utilizzarli per uno scopo preciso.

Quanto è bello portare un po’ di natura in tasca?

Per altri consigli su come utilizzare i social responsabilmente, segui il blog!

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Gabriella Avallone 14/07/2021 0

È in arrivo il Web Marketing Festival

Ormai è già partito il conto alla rovescia per il tanto atteso Web Marketing Festival, il più grande Festival sull’innovazione Digitale e Sociale. Ebbene sì questa sarà la 9° edizione del Web Marketing Festival, anche detto Wmf che si terrà come ogni anno in questo periodo dell’anno al Palacongressi di Rimini. Si terrà dal 15 al 17 luglio e sarà dedicato all’ecosistema dell’innovazione e dell’imprenditoria sia italiana che internazionale.

                                                                   

Tra le novità di quest’anno ci sarà la tanto attesa finale della Startup Competition, che avrà luogo giovedì 16, quando si svolgerà lo “ScaleUp For Future”, l’evento che porterà sul Mainstage ben sei Scaleup provenienti da tutto il mondo.

 

Il sito ufficiale segna già la scarsità di posti disponibili ma quest’anno, come anche per lo scorso, per le ragioni che tutti conosciamo, sarà possibile prendervi parte anche online.

Tra gli eventi come sempre il World Startup Fest, i “fuori Festival” anche in spiaggia, il rinomato Scalup for Future, concerti live, workshop, mainstage, espositori e tanta formazione.

 

Vediamo quali saranno i temi del WMF del 2021:

 

-       Robotica, AI, VR & AR;

-       Aerospace & Big Data;

-       Startup & Scaleup;

-       HR & Smart Working;

-       Sostenibilità e Climate Change;

-       Esports & Gaming;

-       Filantropia e ONP;

-       Adventising Industry;

-       EduTech, FinTech

 

Tra i programmi trattati:

 

strategie digitali, dai social media, alle adv, Seo, Web design, Email e messaggistica, cybersecurity, intelligenza artificiale e la realtà aumentata e virtuale, il mondo delll’influencer marketing, dei content creators, il social impact, i big data e molto altro ancora.

 

Ad ospitare tutto questo ben 60 sale formative in programma con diversi speaker e ospiti da tutto il mondo. Saranno in totale più di 100 eventi tra formazione, intrattenimento, show, arte, cultura, business e networking. Saranno presenti oltre 600 tra speaker e ospiti tra cui Alessandro Borghi e Diletta Leotta, i The Jackal e I Sansoni così come i QueenMania, Roy Paci e Aretuska che si esibiranno live in concerto.

 

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Gabriella Avallone 14/06/2021 0

Le Fake News che hanno fatto la storia

L’informazione ha un ruolo importantissimo, ora più che mai. Tramite internet siamo liberi di leggere e seguire le pagine che riteniamo valide ma spesso capita di incappare in qualche notizia falsa.

 

Dopo il periodo che abbiamo passato, vorremo certamente saperne di più, essere informati su tutto da ciò che accade nel mondo, conoscere a fondo persino ogni singolo dettaglio del prodotto che intendiamo acquistare.

 

Detto questo indubbiamente nessuno di noi vuole cadere in un blog di fake news.

Tra i gossip dei personaggi più celebri fino ai drop di sneakers limited edition a prezzi stracciati, bisogna fare attenzione ed osservare sempre la fonte del messaggio.

 

Non siamo di certo gli unici ad essere a rischio fake news. Ebbene si, è una pratica che purtroppo trovava il suo spazio anche all’epoca. Vediamo quali sono state le Fake News che circolavano anche senza l’ausilio dei social.

 

Le fake news che hanno fatto la storia

 

La finta morte di Napoleone:

Facendo un passo indietro, più precisamente al 1814, una sconvolgente notizia arrivò a Londra: Napoleone è morto, ucciso dai cosacchi. Messa in scena da un gruppo di “furbi” per guadagnare sui titoli di vendita governativi, siccome anche in mancanza di conferme ufficiali, la notizia diede un gran scossone alla Borsa.

 

La colpa ricadde anche su un politico e finanziare del tempo Sir Thomas Cochrane, il quale pur dichiarandosi innocente alla truffa fu condannato con l’aiuto di oppositori politici che approfittarono dell’accaduto per liberarsene.

 

La bufala della Luna:

Andando avanti nel tempo, ovvero nel 1835, iniziarono a circolare articoli che descrivevano senza tralasciare alcun dettaglio il paesaggio della Luna. Un posto paradisiaco ed incontaminato, popolato da animali di ogni specie, compresi unicorni e uomini alati.

 

A testimoniare il tutto il dott. Andrew Grant, un astronomo noto per essere l’assistente di John Herschel, figlio dell’illustre William Herschel che scoprì Urano. La sua firma era leggibile sotto le pagine del New York Sun, dove venivano narrate le sue incredibili scoperte attraverso un potente telescopio.

Peccato che solo anni dopo la gente si convinse del fatto che John Herschel fosse totalmente all’oscuro di questa vicenda e che chiaramente si trattasse di una bufala passata alla storia come “La grande Bufala della Luna” condotta da Richard Adams Locke, reporter che avrebbe cercato in questo modo di aumentare la tiratura del giornale presso cui lavorava.

 

Da questa vicenda si è capito poi che Andrew Grant non è mai esistito ma ad ogni modo grazie a questa vicenda, sono state rinvenute illustrazioni e storie fantastiche ad opera degli artisti del tempo.

 

Fake news a scopo politico:

Girava voce del piano segreto degli ebrei di “impossessarsi di tutte le ricchezze del mondo”, un piano smascherato nel 1921 attraverso un’inchiesta del Times. Il testo comparve per la priva volta nel 1903 sul “Centurie nere” da un gruppo della destra ultranazionalista vicina alla polizia segreta russa.

Lo scritto è stato spacciato come il verbale di una riunione tra i capi dell’ebraismo che si impegnavo a stilare il piano di dominio mondiale diviso in 24 protocolli. Il testo era intitolato “ I Savi di Sionrappresenta una delle più antiche opere di letteratura complottista.

 

Diffuso probabilmente ad opera della polizia segreta zarista, che forse prese spunto da un antico scritto contro Napoleone III, il tutto rivisto in chiave antisemita.

 

Una fake news basata sull’inganno che diede un grande aiuto alla propaganda fascista per diffondere l’idea antisemita riuscendo quindi persino a sovvertire i valori di una società.

 

Fake News Involontaria:

È il 30 ottobre 1938 negli stati uniti e tramite una trasmissione radiofonica “Mercury the Air” della CBS si raccontano sceneggiati tratti da celebri romanzi. Quella volta toccò al romanzo di fantascienza War of the Worlds di Hebert George Wells che venne simulato da Orson Wells in un notiziario speciale in modo così realistico che gli altri programmi del palinsesto si interruppero per divulgare aggiornamenti sull’atterraggio di astronavi aliene a Grovers Mill in New Jersey.

 

Il popolo statunitense andò nel panico ma questa fake news portò un grande ritorno pubblicitario al romanzo e Wells, a tal punto che gli venne offerto un contratto per la realizzazione di tre film sul grande schermo di Hollywood.

 

Fake news in campagna elettorale:

Tra le bufala più recenti, quella che mise in discussione il luogo di nascita di Barack Obama. “Obama non è nato negli Stati Uniti” uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale di Trump che presumeva che Obama fosse nato in Kenia e naturalmente questo avrebbe ostacolato la sua posizione legittima di presidente degli Stati Uniti.

 

Illazioni che offrirono un buon dibattito anche sui social, dove non tardarono a girare campagne virali riguardanti la fake news.

 

A quanto pare le fake news nascono dalla necessità di distorcere la realtà per un proprio tornaconto, che sia per pubblicità, politica o anche solo per intrattenimento. Tra quelle all’ordine del giorno potrei citarne alcune riguardanti il Covid-19, come le persone che credono sia stato creato in laboratorio oppure che ci sia qualche collegamento tra il 5G ed i vaccini o qualche altra strana idea complottista ma immagino che di quelle avete già le bacheche piene.

 

Abbiamo visto quanto può essere rischioso dar adito a Fake News, quindi non caschiamoci ancora!

 

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Paola Palmieri 15/05/2021 0

La favola di Biancaneve: una strategia al bacio

Alzi la mano chi in questi ultimi giorni non si è imbattuto in qualche immagine che ritraeva la protagonista di una delle favole più dolci che ci siano. Biancaneve, nata dalla penna dei fratelli Grimm e resa celebre dal cartoon della Disney, è tornata in auge per una polemica venuta fuori dalla penna di due giornaliste della carta stampata: il San Francisco Gate. Ti sei chiesto quale e soprattutto contro chi puntavano il dito le due donne? 

Ma contro il principe azzurro! Reo – a detta loro - di aver baciato senza consenso la sua dolce principessa che, caduta in un sonno profondo, non poteva decidere se accettare o meno il bacio di vero amore. Il tam tam sui social non si è fatto attendere così come i diversi meme che sono spuntati come funghi e con essi una polemica infinita che ha chiesto alla Disney addirittura di rivedere l’happy ending della fiaba. Questi i fatti ma siamo sicuri che sia andata proprio così? Vediamoli più da vicino. 

Disneyland: la ripresa dopo 400 giorni

Siamo in California, precisamente ad Anaheim, e tutto nasce da una visita al parco a tema della Disneyland che, dopo più di un anno di chiusura forzata causa covid, ha presentato alla stampa uno spettacolo tutto nuovo e cioè alcune giostre del tutto rinnovate. Al centro della polemica, però, ne finisce una in particolare quella che con nuovi effetti, luci e suoni all’avanguardia ed un’atmosfera sognante riproduce il celebre bacio dato a Biancaneve dal principe. 

Un trenino accompagna i visitatori attraverso i luoghi di questa fiaba e mentre i 7 nani fanno capolino tra i turisti per il saluto finale, a dimostrare che il bene vince sempre sul male ecco che appare lui, il Principe azzurro, che si accinge a baciare sulle labbra la dolce Biancaneve. E se lei non volesse? Si interroga la stampa. Suggerendo alla Disney di rivedere la fiaba. 

Ma proviamo insieme ad analizzare la situazione con uno sguardo attento e critico e da tutta una nuova prospettiva: quella del marketing.

Biancaneve: una fiaba da acchiappaclic

Si tratta infatti di un’audace mossa messa in atto per richiamare l’attenzione sull’evento. Nessuna levata di scudi dunque. Parliamo di un piccolo quotidiano che ha lanciato un titolo sensazionalistico per attirare l’attenzione su di sé e ci è riuscito molto bene. La notizia a suoni di like è rimbalzata su diversi quotidiani online (anche più prestigiosi e non solo americani) e la storia così ha fatto il giro del mondo. 

Si tratta di un caso da manuale di click bait e qui scende in campo il marketing. Vediamo di cosa si tratta nello specifico e di quanto abili siano state le giornaliste di SFGate. Definizione vuole che il click bait parta proprio da un titolo esagerato e una notizia-non notizia il cui scopo è attirare più persone possibili, indurle al clic e quindi portare a casa un traffico maggiore e con esso un interessante rendimento pubblicitario. E qui di clic ce ne sono stati davvero tanti. Il web si è acceso e, sull’onda emozionale, ha condiviso a più non posso la notizia e su tutti i social network, nessuno escluso. 

E tu su quale social hai visto palesarsi l’immagine iconica del finale della fiaba di Biancaneve? Sei stato anche tu tra quelli a condividerlo con i tuoi amici e a scherzarci su? Se ti va condividi quest’articolo darai una nuova versione dei fatti. Ma soprattutto continua a seguire il nostro blog e non perderti i prossimi appuntamenti di marketing e non solo. Tante le novità!

 

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Gabriella Avallone 12/05/2021 0

La campagna marketing per Hotel che ha conquistato il web

Un’idea semplice ma originale, non dispendiosa ma ben presto diventata virale, questo è il marketing che funziona! Ecco quando si parla di marketing efficace, che in questo caso ha saputo dare pieno risalto alla struttura dell’Hotel Enzo.

 

La campagna marketing che ha conquistato il web

 

La campagna marketing è stata pensata per la riapertura dell’albergo in questione, ad opera della Gest Group che ha voluto sperimentare un’originale strategia per uno degli Hotel del suo stesso gruppo, posizionato nell’area centrale del comune di Porto Recanati.

 

Da un giorno all’altro sui balconi dell’Hotel Enzo sono apparsi tanti orsi di peluche. Dal primo fino all’ultimo piano dell’albergo un’invasione di orsi che sembravano salutare i passanti. Proprio a simboleggiare che dopo un così il lungo letargo a causa delle chiusure imposte per via del Covid 19, l’albergo si è risvegliato ed è aperto al pubblico.

 

 

Una gran bella promozione per l’albergo che comunica di offrire ben 23 camere, con colazione, area wellness con sauna e palestra. Naturalmente ad accogliere i clienti non solo lo staff questa volta ma anche gli orsacchiotti!

 

Marketing per la riapertura degli Hotel

 

Una strategia riuscita in vista dello scenario di ripartenza del Turismo Nazionale. “Un’iniziativa di comunicazione dal tono ironico – affermano i marketers di Gest Group – che è parsa l’ideale per simboleggiare le riaperture delle attività ricettive e del mercato nazionale”. Scelta non casuale dell’Hotel Enzo, perché tra i tanti della catena era quello più centrale, posizionato in un’area strategica.

 

La campagna ha previsto anche l’aiuto dei canali social ed uffici stampa ma in particolar modo è grazie agli stessi passanti curiosi se le immagini sono diventate virali.

Posti nelle più strampalate posizioni, i simpatici peluche hanno saputo conquistare i passanti che hanno prontamente immortalato lo scenario insolito. Video e foto hanno naturalmente fatto il giro del web e ben presto hanno conquistato tutti.

 

 

L’istallazione di tanti orsacchiotti sui balconi dell’albergo ha suscitato subito interesse e curiosità da cittadini ed organi di comunicazione, visibilità che ha portato buoni risultati anche a livello economico, come afferma la CEO di Gest Group, Eugenia Gallo.

 

Una mossa che ha segnato proprio la ripartenza da un anno di fermo, proprio come dice lo stesso slogan della campagna: “L’inverno è finito e gli orsi si sono svegliati dal letargo”.

 

L’Hotel Enzo ha dimostrato di aver sfruttato al meglio il tempo passato in lockdown, risvegliandosi con una simpatica iniziativa ed al contempo una grande strategia di marketing per attirare l’attenzione e sperare così in una struttura piena e messa in sicurezza per l’arrivo dei turisti.

 

E tu cosa ne pensi di questa iniziativa?

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