70 articoli nella categoria Inside marketing

Paola Palmieri 07/05/2021 0

Festa della Mamma: facciamo marketing insieme

Ogni occasione speciale porta con sé delle opportunità per il marketing da cogliere al volo. Questa domenica, in cui si festeggiano tutte le mamme del mondo, rappresenta un’occasione ghiotta per molti, e-commerce compresi! 

I numeri parlano chiaro: le vendite in occasione della Festa della Mamma raggiungono cifre da record e, anche se le mamme non chiedono nulla, un piccolo pensiero è sempre ben gradito. Sfrutta l’onda emozionale di questo momento e approfittane per puntare sui tuoi prodotti

Noi di marketing e non solo abbiamo raccolto per te qualche suggerimento. Leggiamoli insieme. 

1. Crea una sezione dedicata alla Festa della Mamma

Ciascun negozio fisico proporrà per le mamme alcuni regali pensati ad hoc: fa la stessa cosa per la tua vetrina online. L’ideale sarebbe quello di creare per tempo una sezione speciale dedicata a tutte le mamme. Rendi più snello il processo di scelta e sarà più semplice concludere l’acquisto.

2. Prepara una guida all’acquisto

Quali sono i regali più adatti ad una mamma? Pensa tu a proporre al cliente una lista per lo shopping, così farai loro risparmiare un bel po’ di tempo. Allora via con profumi, candele, accessori o abiti. La lista è davvero lunga punta su quel che tu hai da offrire: anche un bigliettino d’auguri per accompagnare un mazzo di fiori. 

3. Offri servizi aggiuntivi

Per invogliare all’acquisto ricordati di rendere speciale questo momento e far sentire unico il cliente. Diversi i servizi in più che puoi offrire: dalla consegna gratuita allo sconto ma, visto che anche l’occhio vuole la sua parte, anche una bella confezione regalo può fare la differenza: carta elegante, pratiche scatole, nastrini e fiocchetti a volontà.

4. Possibilità di consegna e resi gratuiti

Un fattore che senz’altro deporrà a tuo favore, invogliando all’acquisto online, è la possibilità di veder recapitato il regalo scelto fino a casa. Consegna entro la Festa della Mamma e non oltre con possibilità di reso: è tutto ciò che un cliente desidera!

5. Testa il sito

Prima di partire con offerte, guide e incentivi alla vendita fa un piccolo test al tuo sito. Ciò che proprio non ci vuole nel momento in cui c’è un traffico maggiore di utenti è il rischio che il sito vada in crash vanificando ogni sforzo. Non sottovalutare questo passaggio: acquista spazio in più e velocizza ogni operazione che possa portare a casa i frutti. Sei pronto alla prossima idea? 

6. Attenzione al cliente

Se ti aspetti grandi risultati, dovrai fare la tua parte e prestare grande attenzione ad ogni fase. Cerca allora di predisporre un team che si dedichi interamente, nei giorni prima e dopo questa festa, al cliente e che lo sappia indirizzare al meglio. Sentirsi coccolati invoglia all’acquisto, al contrario, non farlo danneggerà l’azienda.

7. Sms marketing

Un modo veloce e intelligente di comunicare al cliente le offerte che proponi è tramite un messaggino che arriva direttamente sul cellulare. Struttura bene il tuo messaggio o perderai un click

8. Promozioni e giochi a premi

Che ne dici di un gioco a premi? A tutti piace ricevere qualcosa gratis e allora studia bene come coinvolgere più persone possibile e convertire i click in acquisto.

9. E-mail marketing

Il modo ideale di informare i clienti che ci sono occasioni imperdibili sul sito è qualche settimana prima iniziare ad inoltrare mail informative. Predisporre una campagna del genere servirà a coinvolgere i clienti affezionati e qualche giorno prima a dar loro la sveglia giusta per avvertirli che il tempo sta per scadere! Corri ad acquistare e coinvolgili anche sui social. Come? Leggi il nostro ultimo consiglio. 

10. Usa la creatività!

Originali, divertenti e mai scontati! I social media sono ottimi alleati nel creare campagne coinvolgenti: realizza un concorso per l’occasione e invita i clienti a creare meme, a taggarsi e a condividere numerosi. 

Che ne dici di prendere in prestito qualche idea per aiutare il tuo business? La festa è vicina: facci sapere nei commenti come hai impostato la tua strategia e non lasciarti scappare altri consigli di marketing e non solo nei prossimi appuntamenti. 

 

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Paola Palmieri 30/04/2021 0

Analisi della concorrenza: cos’è, come farla e perché serve

Cos’è l’analisi della concorrenza

Nel settore del marketing l’analisi della concorrenza non è altro che l’osservazione di scelte e strategie delle imprese dei competitor in un ben definito segmento di mercato. Ora, questa analisi si rivela davvero preziosa per poter migliorare la tua strategia aziendale. Perché?

Perché se attuata correttamente permette di evitare di inciampare in alcuni tra i più comuni errori o, meglio, di poterti ispirare alle best practice dei concorrenti.

Spesso si tende a non sviluppare un’adeguata analisi della concorrenza e questo essenzialmente per due ragioni:

  1. o per risparmiare denaro
  2. o, peggio ancora, sottovalutando il potere che ha.

Se ti stai chiedendo come farla, prosegui pure nella lettura: ti sveleremo ogni segreto.

Come fare l’analisi della concorrenza in 3 step

Per fare un’adeguata analisi della concorrenza è bene rivolgersi a dei professionisti del settore, in questo caso, a delle vere e proprie agenzie che si occupano di questo. Iniziamo insieme con l’individuare i tre passaggi fondamentali da compiere:

  1. determinare il segmento di mercato in cui si opera e il tipo di prodotto o servizio che si propone;
  2. sulla base del passaggio precedente, selezionare quali possono essere i principali competitor in azione;
  3. individuare quali sono le strategie portate avanti dai competitor, mettendo in evidenza punti di debolezza e punti di forza.

Tutto parte dall’individuare i tuoi competitor che è molto più semplice di quanto tu possa credere: o fai ricerche in rete, inserendo luogo e tipologia di impresa, o quattro passi a piedi nella zona in cui operi per scovare e studiare i tuoi eventuali competitor. 

I vantaggi

Il vantaggio principale di ricorrere all’analisi della concorrenza è quello di entrare in possesso di alcuni dati e informazioni utili ad aggredire il mercato. Non tralasciare elemento alcuno – bilancio, saldo, soci – e procedi scrupolosamente nella raccolta dei dati che poi trasferirai in tabelle che saranno il tuo punto di riferimento. 

Vediamo insieme, una volta raccolte più informazioni possibili, come procedere all’analisi della concorrenza vera e propria riordinando ed elaborando tutti i dati. Pronto a scoprirlo?

L'elaborazione dati

Il metodo migliore è quello di creare tabelle, grafici o fogli di calcolo che possano aiutarti a capire meglio la situazione delle imprese concorrenti e le differenze che ci sono con la tua. Solitamente si punta a mettere in evidenza i prodotti venduti, il fatturato, il tasso di rischio, il ROI (ritorno sugli investimenti) e così via. 

In concreto, per confrontare il tuo business con quelle di altre aziende dovrai considerare i ricavi e rapportarli a:

• stesso orizzonte temporale

stessa valuta

fattori strutturali.

I dati oggettivi sono un importante elemento da cui partire per la propria indagine ma ad essi possiamo affiancare anche considerazioni personali, ossia dati soggettivi preziosi per strutturare una strategia ad hoc. 

Al termine dell’analisi è doveroso fermarsi a riflettere su dove è più opportuno intervenire per migliorare il business e colmare gap esistenti: procedi per obiettivi. Per essere più competitivo che ne dici di affidarti al modello di Porter? Ne hai già sentito parlare?

Analizza la tua azienda con il modello delle 5 forze competitive

Con questo modello, detto anche analisi della concorrenza allargata, puoi individuare le forze che, con la loro azione, erodono la redditività a lungo termine delle imprese. Individuarle il prima possibile permette all’impresa di fronteggiarle adeguatamente.

Gli attori di tali forze sono:

Concorrenti diretti

Potenziali concorrenti

Fornitori

Clienti

Produttori di beni sostitutivi che pur producendo prodotti diversi possono intercettare e soddisfare i bisogni dei clienti. 

L’analisi della concorrenza è fondamentale per migliorare la tua strategia: qual è la tua esperienza personale? Scrivicelo pure nei commenti e non perderti i prossimi appuntamenti con il marketing e non solo. 

 

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Paola Palmieri 23/04/2021 0

Social selling: tutto quello che devi sapere

Di sicuro ne avrai sentito parlare e ti sarai imbattuto in discussioni che vedono protagonista il Social selling. Ma esattamente di cosa stiamo parlando? Cosa è e, soprattutto, cosa non è il Social selling. Qual è la differenza con il social marketing? Scopri tutto quel che c’è da sapere su questo mondo nel corso del nostro articolo. Inizia pure la lettura con la sua definizione.

Cos’è il Social selling

Se cerchiamo Social selling in rete diversi i risultati che ci verranno forniti ma facciamo ordine. Wikipedia suggerisce si tratti del modo in cui un’azienda utilizza i social media e quindi la rete di relazioni messa in piedi dal gruppo aziendale o da un professionista singolo per raggiungere gli obiettivi prefissati

Linkedin, Twitter e Facebook sono alcuni degli strumenti a disposizione per raggiungere e convincere i potenziali clienti. Ma facciamo attenzione, il Social selling non è solo un tentativo di vendita ma è molto di più. A chiarirci le idee ci può aiutare tutto quello che Social selling non è. Vediamolo nel dettaglio.

Cosa non è il Social selling

Negli ultimi anni è certo che gli utenti iscritti alle diverse piattaforme social siano cresciuti in modo esponenziale così come sono cresciuti anche gli investimenti pubblicitari. Ma Social selling non è una vendita push sui social a caccia di clienti ma piuttosto un modo per tessere relazioni durature e convincenti. Potremmo più opportunamente avvicinare con una tecnica “pull” piuttosto.

Quindi dimentica per un momento le vendite outbound o le fastidiose spam da cestinare e costruisci la tua strategia come brand facendo emergere i tuoi punti di forza, approfondendo, proponendo argomenti interessanti ai tuoi clienti, rispondendo a domande e tessendo la tua relazione di fiducia, solo così accorcerai la distanza tra azienda e consumatore. 

Differenza con il social marketing

Il Social selling, dunque, è orientato più alla vendita professionale che al marketing. Questo perché il selling ha come obiettivo quello di fidelizzare il potenziale cliente mantenendo una diretta relazione con essi, anche dopo che si è concluso il processo di vendita

Le fasi principali del Social selling

Perché il Social selling funzioni è bene prestare attenzione ad alcuni passaggi fondamentali:

1. Conoscere il bene/servizio offerto: perché chi acquista oggi è bene informato su ciò che vuole e ciò che esattamente non vuole.

2. Conoscere il target a cui ci si rivolge.

3. Scegliere la piattaforma ideale: in base al prodotto e in base al pubblico.

4. Proporre contenuti utili

Perché non sperimentarlo anche tu? Scopri come. 

5 passi per iniziare

1. Crea un brand online: mantenendo un profilo chiaro ed esaustivo che metta in evidenza le tue competenze.

2. Fai ricerche: fare Social selling non deve limitarsi a cercare clienti sui social ma a conoscere ed approfondire l’ambito in cui si orienteranno le interazioni con i prospect (che si spera porteranno alla vendita).

3. Iscriviti a gruppi e prendi parte a discussioni online: ti aiuterà a cogliere diverse opportunità. 

4. Sviluppa relazioni: aumentando il rapporto di fiducia creerai terreno fertile per la vendita.

5. Usa gli strumenti giusti: sfrutta le piattaforme ideali a lanciare il tuo business così che i social ti aiutino a monitorare la situazione. 

Il Social selling - con i suoi pro e i suoi contro - rappresenta l’occasione perfetta per il tuo business B2B. Diventa un abile social seller cominciando a mettere in pratica tutti i consigli che ti abbiamo fornito fino ad ora. Non trascurare alcun elemento e lavora in linea con le logiche del funnel di vendita solo così potrai raggiungere i tuoi obiettivi: bene e in fretta. Trova, connetti e coltiva le relazioni giuste! 

Se hai trovato interessante le informazioni che ti abbiamo fornito nel corso dell’articolo e ti va di approfondire altri ambiti o aspetti legati al marketing e non solo non esitare a scrivercelo nei commenti ma, soprattutto, non perderti i nostri prossimi appuntamenti. Ti aspettiamo!  

 

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Paola Palmieri 16/04/2021 0

Guida al Phygital marketing

La pandemia in quest’ultimo anno ha sconvolto e cambiato profondamente le nostre vite, anche e soprattutto sul fronte digitale. Abbiamo scoperto, infatti, che possiamo fare tutto online: dalle riunioni in ufficio a quelle di famiglia, ad acquisti di ogni genere passando per aperitivi e molto altro ancora. Ma manca qualcosa: la presenza fisica che con il phygital si prova a colmare. Come? Scoprilo con noi nel corso dell’articolo.

Cos’è il Phygital marketing

Partiamo dalla sua definizione e da com’è nato. In origine c’era il marketing multicanale poi divenuto omnicanale - con la possibilità di avere una grande ed unica customer experience su più dispositivi - in ultimo il Phygital marketing. Il bisogno di tornare ad una dimensione più umana è stato il motore che ha portato alla sua nascita: Physical (fisico) + digital (e) si uniscono e prende vita un’esperienza tutta nuova in cui il digitale è a supporto del reale

Se, soprattutto in questi mesi, ti sei chiesto qual è il modo migliore di fare acquisti: online o in negozio, la risposta è tutti e due! Stando ad alcune indagini è emerso che 2 clienti su 10 ancora preferiscono effettuare acquisti di persona. La presenza conta, ecco perché impostare una buona strategia di Phygital marketing diventa fondamentale. L’importante è mettere sempre al centro il cliente e le sue esigenze. Scopriamo insieme come fare. 

Come costruire una perfetta customer experience con il Phygital marketing

Sia a breve che a lungo termine gli obiettivi del Phygital marketing si devono concentrare sul costruire un’esperienza di acquisto unica che abbia tre caratteristiche chiave: immediatezza, interazione e immersione. Questo consente all’azienda di creare un legame con l’utente che genera fiducia e migliora l’esperienza di acquisto. Come farlo concretamente?

Con una campagna di promozione che preveda, ad esempio, coupon online da spendere in negozi fisici o più a lungo termine, portare il digital nella realtà con l’organizzazione di eventi, fiere o incontri vari.

Phygital marketing: i vantaggi e gli svantaggi

Uno dei principali vantaggi di ricorrere al Phygital marketing sta nell’unire due tipi di esperienze diverse - online e offline - e dare libertà di scelta al cliente. Offrire nuovi modi per poter fruire di un servizio rappresenta un valore aggiunto e il futuro.

Se guardiamo all’esperienza in generale non ci sono grandi svantaggi da enunciare. L’unico inconveniente è legato al fattore tempo. Per strutturare al meglio una campagna di Phygital marketing e regolare le tue attività c’è bisogno di tutto il tempo necessario per farlo e talvolta dell’aiuto di una figura competente. 

Come integrare il Phygital marketing nel tuo business

Se sei una piccola o media impresa e vuoi investire nel Phygital marketing devi essere molto bravo a livello comunicativo e a usare la tecnologia giusta per offrire ai clienti la migliore esperienza d’acquisto. Per farlo hai a tua disposizione diversi strumenti utili:

• I social media: Facebook, Instagram, Twitter e altre piattaforme offrono delle vetrine digitali in cui vendere i prodotti e avere una buona visibilità. 

Google my Business: offre strumenti per promuovere la tua attività su Google aggiungendo indirizzo, orari, telefono e altre informazioni utili lasciando ai clienti la possibilità di aggiungere recensioni. 

Negozi pop-up o temporary store. 

Alcuni esempi

Per copiare qualche idea e incrementare il tuo fatturato, dai uno sguardo a grosse aziende che soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra hanno fatto del Phygital marketing il loro punto di forza. Qualche esempio? Nike e Amazon Go con le loro app e negozi fisici pronti ad invogliare all’acquisto!

Se hai trovato interessante la lettura di quest’articolo e hai compreso le opportunità che il Phygital marketing offre, non perderti altre notizie sul mondo del marketing e non solo. Ti aspettiamo!

 

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Paola Palmieri 12/04/2021 0

Brand awareness: cos’è e perché è importante

Prosegue il nostro viaggio nel mondo del marketing e non solo dedicato a chi vuole imporsi in questo settore o semplicemente vuole conoscerlo più da vicino. Proviamo insieme ad indagare un altro argomento importante ma spesso sottovalutato. Hai già sentito parlare di awareness? E il termine brand awareness - preso in prestito dagli inglesi - come può aiutare il tuo business? Proviamo a rispondere a queste e altre domande nel corso dell’articolo e a chiarirti un po’ le idee, passo dopo passo. Iniziamo dalla sua definizione

Cos’è la brand awareness

Come è facile intuire il termine brand awareness ha a che fare con una marca: letteralmente “consapevolezza di un marchio”. La brand awareness sta a indicare il livello di notorietà raggiunto dal tuo brand presso un pubblico e per te diventa fondamentale lavorarci su per aumentare il numero di potenziali clienti e di conseguenza il fatturato. Questo è ancor più vero quando si parla di web marketing: rafforzare la tua presenza online diventa un obiettivo primario, non farlo un errore gravissimo. 

Per spiegarlo meglio ci torna utile la piramide di Aaker: ne hai già sentito parlare? Vediamo insieme di cosa si tratta e come può aiutarci. 

La piramide di Aaker

David Aaker ha pensato ad uno schema molto semplice per poter capire dove è il tuo business e dove lo vuoi portare. La piramide di Aaker detta anche piramide della notorietà di marca è un procedimento impiegato per raccogliere e classificare i dati di ricordo, legati a un marchio, rilevati tramite alcune indagini e ricerche di mercato. 

La piramide è suddivisa idealmente in quattro livelli sulla base del grado di memorizzazione della marca da parte del consumatore. Si parte dal livello più basso in cui l’intervistato non cita la marca fino ad arrivare in vetta dove la marca è nota, passando per livelli intermedi di brand recognition in cui l’intervistato riconosce la marca solo se sollecitato e di brand recall in cui l’intervistato riferisce la marca in modo spontaneo.

Se per la tua azienda vuoi individuare il punto esatto all’interno della piramide di Aaker hai degli strumenti a tua disposizione. Vediamo quali.

Come misurare la brand awareness

Gli strumenti migliori per misurare la notorietà di un brand sono:

1. Google Analytics: ti indica il numero di visite, traffico, conversioni, ecc.

2. Insights di Facebook: con indicazioni precise sul traffico web della tua pagina.

Differenza tra brand awareness e brand reputation

Cerchiamo a questo punto di mettere in evidenza la differenza tra due concetti:

brand awareness: livello di conoscenza del marchio

brand reputation: livello di considerazione che il marchio ha da parte del pubblico e che puoi migliorare con alcuni interventi fino a diventare sinonimo di qualità, una garanzia insomma.

Come migliorare la brand awareness

Per migliorare la brand awareness della tua azienda scende in campo il marketing: realizza delle campagne  ad hoc per far emergere il tuo brand. Se hai bisogno di qualche consiglio utile noi ti suggeriamo un lavoro molto attento e preciso legato alla SEO:

1. individua la keyword nel tuo ambito: contenuti di qualità legati alla parola chiave aumenteranno la visibilità del tuo brand.

2. segui un calendario editoriale stabilendo con precisione il quando e il come offrire i contenuti giusti ai tuoi utenti: consigli, interviste e guide.

Noterai come nel giro di qualche tempo la conoscenza del tuo brand tenderà a crescere e ti aiuterà ad aumentare il fatturato. Ecco perché la brand awareness non va mai sottovalutata e c’è chi ingaggia blogger e influencer proprio per aumentare la sua visibilità. 

A te viene in mente qualche esempio pratico? Scrivicelo nei commenti e se hai altre curiosità legate al marketing, non esitare a farcelo sapere. Ti aspettiamo al prossimo appuntamento!

 

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