Cos’è il Cloud marketing

Scopriamo una nuova strategia

Tiziana Troisi 08/01/2021 0

Ormai tutte le aziende hanno adottato dei sistemi e dei servizi basati sul cloud. Ancora di più la crescente digitalizzazione dell’ultimo periodo sta portando il clouding a livelli importanti. Lo smart working necessita ovviamente di una condivisione dei dati e dei materiali, cosa che l’archiviazione digitale consente.

Non solo, il Cloud riesce a velocizzare tantissime attività e creare tantissime nuove opportunità di crescita e innovazione, soprattutto nell’ambito del marketing dove la raccolta dati è una risorsa davvero preziosa.

Marketing Cloud cos’è

Il Cloud marketing è una strategia basata su una piattaforma che mette a disposizione diversi strumenti, che hanno lo scopo di gestire in modo produttivo l’interazione fra il brand e i clienti potenziali o già acquisiti.

Questo nuovo strumento permette di implementare strategie di marketing automation. L’azienda potrà così mettersi in contatto con l’utente non solo tempestivamente ma anche utilizzando il canale che ritiene più appropriato:  SMS, email, social, ecc. e aumentare così l’acquisizione di clienti e vendite.

Non solo, grazie all’Intelligenza Artificiale si possono ottimizzare le campagne di marketing sfruttando il machine learning. Riusciremmo cosi a fare previsioni sui comportamenti dei clienti e personalizzare i messaggi pubblicitari.

C’è uno stretto rapporto tra l’evoluzione tecnologica e il marketing. Spesso nuovi strumenti digitali hanno influenzato le strategie di vendita. Pensiamo al proximity marketing e al Bluetooth. A maggior ragione oggi che le aziende elaborano ogni giorno una grande quantità di dati, il Cloud sta diventando lo strumento di connessione maggiore con i clienti. Ecco perché per promuovere un brand o creare fidelizzazione si fa spesso ricorso ai cloud.

Perché fare cloud marketing?

I motivi per cui fare cloud marketing sono diversi ed in parte li abbiamo già elencati. Intanto, installare una piattaforma CRM basata sulla tecnologia cloud è molto più semplice delle vecchie soluzioni sin cui adottate. Ogni attività promozionale, per esempio, può essere eseguita entro pochi minuti dall'avvio del sistema. Il Cloud, insomma, assicura una immediatezza che nel marketing contemporaneo è fondamentale.

Inoltre, questa soluzione è vantaggiosa economicamente. Molti provider prevedono una formula pay-per-use (subscription-based) e consentendo ai loro clienti di pagare solo per i servizi che utilizzano e le transazioni che effettuano. Il Cloud, inoltre, non prevede la manutenzione abbattendo così drasticamente i costi operativi.

Grazie al Cloud Computing, inoltre, viene drasticamente limitata la perdita di dati fisici. Si tratta infatti di un sistema assolutamente protetto, con i più alti standard di sicurezza Non solo, i provider tecnologici di cloud assicurano ai clienti marketing l’elaborazione efficace dei dati sensibili e un accesso immediato a queste informazioni in qualsiasi momento e ovunque si trovino.

Aggiungiamo a questi vantaggi il fatto di poter gestire i big data, personalizzare l'offerta (come già accennato) e la possibilità di incrementare il loyalty management coinvolgendo più canali per risultati di business migliori nel breve periodo.

CRM e Cloud marketing

Per CRM si intende il Customer relationship management. Attraverso piattaforme digitali di gestione del rapporto con il cliente l’azienda è in grado di acquisire, gestire, memorizzare e suddividere dati relativi ai loro clienti e alle vendite, chiuse o mancate.

Questo strumento importantissimo permette, quindi, di avere un diretto e continuativo rapporto con il consumatore. In questo modo è possibile analizzare in maniera più precisa il comportamento dell’utente e immaginarne i comportamenti.

A differenza del CRM, con il cloud marketing è possibile automatizzare alcune attività che vengono replicate nel tempo. Parliamo di seguire il comportamento di chi visita il sito web, creare mail e form dinamici, gestire campagne ed effettuare un’attività di reportistica.

Una non esclude l’altra, anzi il connubio tra Cloud Marketing e CRM è la condizione ideale per una ottimizzazione de i flussi aziendali. Non solo, ne uscirà rafforzato e potenziato anche il rapporto con il cliente, con il risultato che egli sarà maggiormente fidelizzato.

Si sentirà coccolato, ascoltato e assecondato nei suoi bisogni ma soprattutto sentirà di avere un rapporto diretto con il brand che coglierà anche le sue eventuali istanze.

Cloud marketing cosa può fare la tecnologia?

L’AI, il machine learning e il cloud computing sono l’esempio tangibile di come le evoluzioni tecnologiche abbiano cambiato il volto del marketing.

Non solo ne hanno ampliato le opportunità ma l’hanno reso anche più “umano”, offrendo la possibilità di avvicinarsi sempre più al cliente per coglierne quasi i “pensieri”.

Come non rimanere indietro? Aprendosi ai nuovi strumenti del digitale per avere l’opportunità irripetibile di vivere la rivoluzione del marketing contemporaneo. La figura del consulente è in questo caso di fondamentale importanza.

 

 

 

 

 

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Gabriella Avallone 23/11/2020

I vantaggi del Cloud Server in vista del Black Friday

Il Black Friday si avvicina e con esso anche tutta la voglia di fatturare quello che non ha rappresentato una fonte di guadagno in questi mesi di fermo a causa del Covid 19.

 

Spesso le aziende sottovalutano strumenti che possono rivelarsi fondamentali per alcuni specifici momenti dell’anno come per l’appunto il Black Friday.

 

Molti e-commerce hanno offerto l’opportunità di acquistare nei saldi per tutto il mese di novembre (Black Month). Ma ad ogni modo i marketer sanno bene che il vero picco di acquisti o di utenti connessi al sito e-commerce sarà proprio dalla mezzanotte del 27.

Proprio in previsione di ciò, vogliamo consigliarti la miglior strategia per non dover subire i cosiddetti “picchi di traffico”.

 

Si pensi a tutte le persone riversate nei negozi sotto il periodo natalizio e a quanto quest’anno sarà più complicato del solito recarsi in uno shop fisico rispetto agli altri anni. Questo vale a dire che quell’orda di persone che si riversavano prima in strada saranno tutte online, desiderose di acquistare in anticipo i regali di Natale sul web. Si rischierà pertanto di avere un traffico di circa tre volte superiore a quello solito.

 

Quindi quale sarà lo strumento che ti permetterà di gestire le impennate di domanda sul tuo sito e-commerce? La risposta è semplice, sarà un Cloud.

 

I retailer più avanzati stanno già ricorrendo a questo metodo. Si tratta di un sistema che permetterà di aggiungere più risorse di calcolo e di archiviazione man mano che il traffico sul sito web continua a salire per poi ridimensionarsi da solo una volta che la domanda diminuisce.

 

Quali sono i problemi a cui si va incontro senza un cloud

 

Nel momento in cui il traffico sul nostro sito e-commerce aumenta sempre più in vista dei saldi, Black Friday, festività natalizie o fuori tutto, ci sono due potenziali rischi a cui si va incontro:

-        Il primo è l’interruzione a causa del blocco del sito, questo può danneggiare la brand reputation anche in futuro.

-       Il secondo è avere un sito mobile unfriendly, siccome le vendite online che vengono effettuate da uno smartphone hanno già superato quelle via desktop è importante non sottovalutare questo aspetto. È stato studiato che la metà dei siti viene abbandonato quando richiede più di 3 secondi per il caricamento.

 

Se la campagna marketing dedicata al Black Friday dovesse riscuotere molto successo, sarebbe un vero danno per il tuo business se a fronte di picchi di traffico il tuo sito fosse lento nel caricamento di pagine e pagamenti. Per ridurre i tempi di attesa sui loro siti mobili e anche le app in vista del periodo di saldi è importate affidarsi a soluzioni Cloud.

 

Ecco di cosa si occupa un Cloud nello specifico:

-       Buona assistenza offerta dal provider, con una risposta immediata e prontezza verso gli imprevisti tecnici;

-       Accorcia i tempi di attesa sia sul sito;

-       Riduce le code anche nei negozi fisici (siccome in molti shop adottano soluzioni cloud-based che offrono la possibilità di pagare tramite carta in punti diversi del negozio);

-       Offre un monitoraggio continuo. Il cloud integra perfettamente fonti e dati come anche i record del programma fedeltà ed i motori che consigliano il nostro sito.

 

Dal punto di vista tecnico il Cloud Server è il migliore strumento di accompagnamento alla campagna marketing grazie a hardware enterprise e paramenti (RAM, Core, banda) completamente garantiti. È scalabile sia verticalmente, modulando risorse on demand che orizzontalmente, aggiungendo quindi altri cloud per creare infrastrutture complesse, più flessibili e più potenti. E tu lo sapevi?

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Paola Palmieri 16/09/2020

Marketing sociale: cos'è e come riesce ad influenzare un target

Oggi ti parliamo di Marketing sociale da non confondere con il social marketing. Chi ce ne ha parlato per la prima volta è stato Philip Kotler nel 1971 e lo definisce come “l’utilizzo dei principi e delle tecniche del marketing per influenzare un gruppo target ad accettare, rifiutare, modificare o abbandonare un comportamento in modo volontario, allo scopo di ottenere un vantaggio per i singoli, i gruppi o la società nel suo complesso”. 

A differenza del marketing tradizionale e commerciale, dunque, non cerca di spingere all’acquisto di qualcosa ma di proporre un cambiamento. Del marketing tradizionale, tuttavia, ne sfrutta principi e tecniche. Vediamo come.

Ambiti di intervento

Il marketing sociale suscita un interesse crescente, guardiamolo da vicino a partire dagli ambiti di intervento: 

  1. Promozione e tutela della salute: punta a promuovere stili di vita sani, prevenzione e riduzione di comportamenti definiti a rischio.
  2. Promozione di comportamenti sociali: punta alla tutela dell’ambiente, per esempio tramite la raccolta differenziata, consumi e mobilità sostenibili.

In sostanza il marketing sociale si propone, coerentemente con quanto indicato nella Carta di Ottawa, di consentire ai cittadini di acquisire abilità e competenze per scegliere liberamente e con i giusti strumenti ciò che è meglio per sé e per la propria salute. 

Obiettivi

Gli obiettivi che il marketing sociale si propone di raggiungere sono:

  1. Cambiamento cognitivo: favorire, attraverso una maggiore conoscenza del problema e delle sue possibili soluzioni, l’adozione di un determinato comportamento. Qualche esempio? Informare sugli effetti negativi dell'alcol sulla guida e così via.
  2. Cambiamento d’azione: indurre a compiere un’azione concreta, entro un periodo di tempo determinato, incentivando determinate scelte a scapito di altre. Quale esempio più attuale di una campagna di vaccinazione o screening?
  3. Cambiamento di comportamento: abbandonare o modificare stili di vita nocivi a favore di abitudini più salutari. Uno su tutti? Smettere di fumare.
  4. Cambiamento di valori: modificare opinioni radicate rispetto ad alcuni temi o situazioni come eliminare i pregiudizi di razza, di religione o di sesso e così via. 

Piano di marketing sociale

Vediamo ora come gli obiettivi si traducono in azioni, seguendo una vera e propria strategia: 4 le fasi principali.

1. Marketing analitico

Si raccolgono informazioni necessarie per sviluppare il Piano considerando la letteratura scientifica e il contesto (ambientale, socio-culturale, economico) in cui si intende agire.

2. Marketing strategico 

Obiettivi: scelta del comportamento o stile di vita su cui si intende favorire un cambiamento. 

Segmentazione: individua le diverse esigenze dei potenziali destinatari, suddivisi in segmenti con caratteristiche omogenee (variabili geografiche, demografiche, fisiche-sanitarie, comportamentali) e realizza un diverso “marketing mix” per ogni segmento.

Posizionamento: rende evidenti i vantaggi che si possono ottenere aderendo a quanto viene proposto rispetto alla concorrenza che non è tanto rappresentata da prodotti o soggetti, quanto da alcune idee e comportamenti che si vogliono modificare offrendo idee e comportamenti alternativi. 

3. Marketing operativo

Prodotto: comportamento che si intende favorire con i relativi benefici.

Prezzo: l’insieme dei costi economici e non solo (perdita di tempo, di energia, disagio, ecc.) che i destinatari devono sostenere per attuare il cambiamento richiesto.

Promozione: l’insieme delle attività di comunicazione (pubblicità, eventi, opuscoli) utili alla diffusione della conoscenza dei vantaggi e dei benefici derivanti dall’adozione del comportamento proposto.

Luogo: nei quali il prodotto – comportamento, idea o servizio – raggiunge i destinatari e viene offerto ad essi.

4. Valutazione

Le attività di valutazione sono necessarie durante tutte le fasi del piano (prima-durante-dopo) per valutarne l’efficienza, calcolo costi-benefici, e l’efficacia, raggiungimento degli obiettivi.

 

Se la lettura di quest’articolo ti ha appassionato ma vuoi approfondirne alcuni aspetti chiedicelo pure nei commenti. Non perderti i prossimi articoli sul mondo del marketing… e non solo!

 

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Valentina Viglione 10/08/2020

TOFU – MOFU – BOFU le tre fasi del Funnel

Si sente sempre più spesso parlare di SALES FUNNEL, ormai parte integrante di molte strategie di marketing.

Con il termine Funnel (imbuto), associato al modello A.I.D.A. ( Attention – Interest – Desire - Action) nato nei primi del ‘900, viene indicato il percorso che fanno gli utenti per arrivare ad acquistare un prodotto o un servizio offerto.  

Immaginiamo, quindi, proprio un imbuto, dove la parte superiore, più ampia, riceve il pubblico a cui ci rivolgiamo, potenzialmente interessato a ciò che offriamo , mano a mano che scendiamo  verso la parte più stretta, il pubblico subisce una selezione contenendo utenti mediamente interessati, fino ad arrivare alla parte finale del Funnel dove si troverà un pubblico interessato e più propenso alla conversione.

Questi diversi step fanno parte delle tre fasi di cui si compone un Funnel, ma vediamo nel dettaglio cosa sono e a cosa servono:

1.       TOFU (TOP OF FUNNEL)

È, appunto, il top dell’imbuto, la fase iniziale del Funnel.

Il pubblico a cui ci rivolgiamo non ci conosce, il cosiddetto “pubblico freddo”, a questo punto comincia l’operazione di “Awarenesovvero far conoscere il Brand, incuriosire, stimolare interesse, rispondere ad un bisogno, un desiderio. E’ il momento di fare informazione, non vendita, in modo da consapevolizzare l’utente dell’esistenza di un prodotto o servizio.

 

2.       MOFU (MIDDLE OF FUNNEL)

Dopo aver informato ed incuriosito il potenziale cliente, bisognerà “nutrirlo” con il “lead nurturing” è il momento di educare e rassicurare l’utente, mediamente interessato al prodotto o servizio, mostrando contenuti che dimostrino quanto ciò che offriamo  sia un’ opzione valida per soddisfare quel bisogno.

Ed è in questa fase che va usato il “magnete” cioè un’esca per cercare di acquisire il lead attraverso un video, un e-book, un documento PDF o qualsiasi cosa che ci permetta di ottenere i dati del cliente.

 

2.       BOFU (BOTTOM OF FUNNEL)

Qui il cliente ci conosce, ha capito cosa offriamo ed ha bisogno proprio di quello.

Ora è il momento di invogliarlo esplicitamente all’acquisto con un’offerta speciale, uno sconto dedicato o una promozione imperdibile.

 

Naturalmente il processo può essere più o meno lungo, ciò dipende molto dalla tipologia di business.

Infatti, se il prodotto offerto  è un prodotto a basso costo, quindi con un processo di acquisto breve, si può parlare di fast Funnel, dove il lead viene acquisito nella fase iniziale, cioè il “magnete” viene offerto nella fase TOFU.

Al contrario, se il processo di acquisto è lungo, sarà necessaria la combinazione di diversi strumenti, tipo le Facebook ADS, Google ADS, mail marketing e tanto altro. In questi casi è bene avvalersi di tool esistenti che pianificano le operazioni di un Funnel, automatizzando i processi.

PERCHE’ CREARE UN FUNNEL?

Purtroppo non tutti coloro che visitano il nostro sito, o che ricevono una mail, o che vedono il nostro annuncio, acquistano subito il prodotto o servizio proposto, o forse lo faranno in un secondo momento. Quindi sarà necessario accompagnare il visitatore fino all’acquisto.

MA QUALI SONO I PRIMI PASSI PER CREARE UN FUNNEL?

- E’ fondamentale individuare la propria UVP (UNIQUE VALUE PROPOSITION) cioè cosa rende ciò che offriamo unico sul mercato? Qual è quel valore aggiunto sul quale possiamo puntare? Come lo possiamo raccontare?

- Conoscere le Buyer personas, quindi studiare il target a cui ci rivolgiamo, facendo anche test su vari tipi di pubblico.

- Conoscere quali sono i costi e i margini di guadagno di ciò che offriamo, per capire quanto investire nelle varie fasi, per cercare di ridurre al minimo il rischio di perdita del capitale investito.

Si parla di Funnel anche post-vendita: per far si che, chi ha già acquistato dovrà continuare a farlo, bisognerà “fidelizzare” il cliente, questa fase viene chiamata “loyalty”.

Il cliente andrà curato con mail periodiche, promozioni dedicate ed informazione. E’ la fase in cui il cliente verifica se il prodotto o servizio soddisfa le proprie aspettative tanto da riacquistare volontariamente in futuro, da lasciare delle recensioni positive contribuendo alla reputation del nostro brand, aiutandoci così nell’acquisizione di nuovi clienti.

Spero che questo articolo ti sia utile a fare chiarezza su questo argomento. Se hai un tema in particolare che desideri approfondire, lasciaci un commento.

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