Ricerche di mercato: quanto contano in un buon piano marketing

come e quando farle

Tiziana Troisi 08/03/2022 0

Sappiamo bene che il nuovo assetto del mondo del commercio ha cambiato il modo di concepire e di fare marketing. Se prima una campagna di marketing era impostata in modo molto più perentorio e quasi unilaterale dai grandi brand, oggi qualcosa è cambiato. Oggi prima di cercare di parlare di sé stessi e imporre la propria visione delle cose, i grandi brand cercano di conoscere i loro consumatori e potenziali tali.

Un brand davvero vincente deve interrogarsi su chi sia il suo pubblico, quali siano le sue abitudini, i suoi comportamenti e i suoi gusti.

Rispondere a queste domande non è mai semplice, ma azzeccare le risposte giuste è di fondamentale importanza: saranno proprio le risposte a quelle domande a decretare la riuscita della campagna. Come si può conoscere il proprio potenziale cliente?

Nel modo più semplice e metodico del mondo: attraverso i sondaggi di opinione e le ricerche di mercato. A primo impatto affidarsi ancora alla statistica può sembrare anacronistico, ma non è assolutamente cosi. È solo con le ricerche che si può migliorare. Ed è tenendo in considerazione tutti i differenti punti di vista che si riesce a fare centro.

Le ricerche di mercato sono quindi importantissime in ogni fase della realizzazione di un buon piano marketing. Attraverso questo tipo di indagini l’azienda può avere le idee più chiare su come realizzare e diffondere le campagne, i social giusti da utilizzare, i modi giusti di comunicare, e tanto altro ancora.

Ricerche di mercato: a cosa servono davvero

Se quello che abbiamo detto non ti ha ancora chiarito le idee sull’importanza della ricerca nel marketing, cercheremo di spiegarti i motivi per cui fare ricerche di mercato è importantissimo se si vuole fare una campagna di marketing che funzioni davvero.

Vediamo insieme quali sono i momenti in cui è importante avvalersi di una buona ricerca di mercato:

  • Per il targeting: immagina di dover lanciare un prodotto in un mercato che non conosci, come puoi capire chi hai davanti? Come sempre, con le ricerche di mercato. Con una semplice batteria di domande di tipo anagrafico, si può capire l’età media del tuo pubblico. Un sondaggio po' essere fatto in tanti modi, anche attraverso un form da riempire online. Indagare sul target è utile per capire come strutturare le campagne, il linguaggio giusto per catturare il pubblico e le giuste modalità di creazione e distribuzione.
  • Per studiare la concorrenza: con le giuste indagini, una ricerca di mercato fatta bene, può aiutare a capire meglio l’ambiente con cui si ha a che fare. Puoi capire se sul mercato ci sono aziende che vendono lo stesso tipo di prodotto e se e quanto sono amate dal pubblico. Una buona analisi dell’ambiente esterno può essere utile a capire quali siano i punti di mercato vuoti da poter riempire. Realizzare un prodotto che risponda ad un bisogno in modo nuovo è la chiave per vincere contro la concorrenza.

Fare ricerca di mercato non è uno strumento utile solo nei momenti iniziali della realizzazione di una campagna di marketing. È importante, invece, continuare a fare indagini anche durante la realizzazione della campagna stessa.

Analisi post vendita

Sono molte le aziende che realizzano dei piccoli focus group per capire quanto quella campagna stia funzionando o anche, più semplicemente, se riesce a suscitare le emozioni giuste e centrare l’obbiettivo.  Chiedere semplicemente al pubblico se gradisce il lavoro che hai fatto può essere una buona soluzione per valutare il sentiment che il pubblico nutre verso il tuo prodotto.

Fare questo tipo di sondaggi a lavori ancora in corso potrebbe essere utile per correggere il tiro e cambiare un po’ il modo di comunicare aziendale.

Ancora più importante, dal punto di vista del marketing, è rendersi conto di quale sia la reazione al proprio prodotto dopo l’utilizzo. La forza vera di un brand si misura, infatti, nella capacità assistere i propri clienti anche dopo l’acquisto.

Valutare la costumer satisfaction attraverso la ricerca  di mercato post vendita può sembrare inutile, ma è un momento fondamentale del marketing journey che permette di capire al meglio punti di forza e soprattutto i punti di debolezza di un brand.

Come hai potuto capire, fare ricerche è importantissimo per chi vuole essere vincente. E tu, hai mai fatto una vera ricerca di mercato? Raccontacelo!

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Gabriella Avallone 11/09/2020

Quali saranno le innovazioni tecnologiche del 2021?

Tra le tecnologie più interessanti non possiamo non citare la realtà aumentata. Si tratta dell’intelligenza artificiale generata dalla voce di dispositivi intelligenti, come quelli domestici ma non solo. Avremo a che fare anche con una rete molto più veloce come quella 5G, basata su un cloud che aiuterà ad agevolare sempre più i processi informatici all’interno delle aziende.

 

La Realtà Aumentata:

 

Negli anni sono state numerose le ricerche in campo di realtà virtuale che riuscisse ad offrire una visione a 360° completamente realistica e totalmente immersiva. Si pensi ad esempio al mondo dei videogiochi, come sarebbe giocare avendo a disposizione una visuale che va oltre lo schermo televisivo, che finalmente farà vivere l’avventura in prima persona. Ma oltre al mondo dell’intrattenimento accademico si pensi anche al campo pubblicitario e delle innovazioni che porterà quest’invenzione nel campo del branding e del marketing.

Dai numerosi esperimenti che sono stati avviati in questo campo, finalmente ora inizia a concretizzarsi qualcosa nelle AR (realtà aumentate) e su VR (realtà virtuali).

 

Ora grazie alla Realtà Aumentata, molti brand hanno consentito ai clienti di visualizzare in anteprima i prodotti prima dell’acquisto online, come ad esempio ha fatto il colosso IKEA per quanto riguarda il “testare” i mobili nelle proprie case prima ancora di comprarli. Questa è una linea guida che ha gettato le basi per molte aziende dotate di e-commerce per garantire una migliore custumer experience.

 

Intelligenza artificiale:

 

L’intelligenza artificiale è già diffusa, talmente tanto che molti di noi la usano costantemente senza nemmeno rendersene conto. Si parla ad esempio di quella utilizzata nelle industrie, che hanno implementato il fatturato e registrato crescite notevoli in campo produttivo. Più nel quotidiano del riconoscimento facciale, che ognuno adopera con il proprio smartphone o le chatbot anche su Facebook Messanger.

Una stima del Gartner dimostra che circa l’80% delle tecnologie emergenti coinvolgerà l’intelligenza artificiale entro il prossimo anno. L’intelligenza artificiale coinvolgerà inoltre l’apprendimento automatico e la scienza dei dati per le strategie future.

 

Uno degli aspetti più accattivanti dell’intelligenze artificiali sono inoltre le riduzioni dei costi. Ma oltre ai costi c’è il comfort, si pensi ad un frigorifero intelligente, ad una casa ingegnata con un sistema di domotica, alle automobili connesse tra di loro in tempo reale per informare sul traffico durante un viaggio, insomma questo 2021 ci riserverà belle sorprese!

 

Assistenti vocali:

 

Gli altoparlanti intelligenti e gli assistenti vocali sono stati migliorati nel corso del tempo e ora rappresentano un grande esempio nel campo dell’intelligenza artificiale. Hanno spopolato nel campo dei media e dei dispositivi elettronici che utilizziamo ogni giorno.

Talmente migliorati nel corso degli anni che si stima che oltre il 99% delle domande tra gli assistenti vocali di Amazon, Google ed Apple sono state capite senza alcun problema. Naturalmente è stato registrato che il più intelligente di tutti è Google.

 

Se credi di non averne fatto un uso così frequente pensa a Siri sul tuo Iphone o all’assistente Amazon Alexa.

 

Qual è per te l’innovazione tecnologica di cui non riusciresti a fare a meno tra quelle elencate? Se hai pensato a qualcos’altro condividilo con noi nei commenti!

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Gabriella Avallone 07/04/2021

I trend di mercato per un'azienda sostenibile

Essere sostenibili sta diventando un trend positivo per le aziende. Tra i tanti fattori che influenzano i cambiamenti dei consumi, sicuramente la pandemia da Covid è una di quelle, perché a portato a scoprire nuove esigenze. In particolar modo sono stati evidenziati trend destinati a modificare il mercato globale come:

 

-       La ricerca di prodotti salutari per il proprio benessere;

-       Empowerment collettivo, ovvero una richiesta di equità in termini di diritti, comunità e cultura;

-       Sostenibilità: sempre più persone hanno una maggiore consapevolezza dei danni recati all’ambiente, dagli spazi in cui vivono al posto di lavoro. Inoltre si cerca sempre di più una maggiore trasparenza dei marchi e dei processi di lavorazione e fruizione di alcune aziende e multinazionali.

 

Il processo di sostenibilità all’interno delle imprese è piuttosto impegnativo, questo percorso infatti una volta intrapreso andrà ad abbracciare ogni area della filiera produttiva. Dall’attenzione alle emissioni dannose per l’ambiente, alle scelte delle materie utilizzate, ai prodotti finali e macchinari fino ai trasporti.

 

La sostenibilità rappresenta il megatrend del momento. Anche se si pensa al settore del food o alla spesa quotidiana, che tende ad orientarsi verso una richiesta di prodotti sempre più freschi, magari a kilometro zero e biologici.

 

Vediamo quali sono gli aspetti fondamentali per diventare sostenibili:

 

Autenticità

Il percorso di sostenibilità e la comunicazione ad esso relativa, devono trovare reale riscontro nell’azienda. La sostenibilità si realizza con i fatti poi con una comunicazione. L’azienda deve puntare alla fruibilità dei messaggi del processo evolutivo destinati sia al target di riferimento che agli stakeholders e non a costruire qualcosa di artificioso attraverso pubblicità e sponsorizzate.

 

Pertanto altro aspetto fondamentale di questo processo è la trasparenza, la comunicazione della sostenibilità non può correre il rischio di perdere di credibilità ed autorevolezza. Un segreto è non nascondere gli aspetti dove si è ancora un po’ lacunosi e per i quali esiste un work in progress, se tutto avviene in modo trasparente, non vi saranno problemi. Non bisogna dimenticare che un business a impatto zero non esiste.

 

Informazioni

L’accesso alle informazioni è un aspetto che non va mai sottovalutato, in particolar modo i dati relativi alla comunicazione della sostenibilità aziendale devono poter essere dimostrabili e messi al servizio dei clienti, che in tal modo potranno sentirsi liberi di approfondire i temi relativi al processo aziendale. Ed anche in questo caso non bisogna aver paura di essere criticati, la sincerità ripaga sempre.

 

Continuità

La comunicazione della sostenibilità taglia trasversalmente tutta l’azienda e coinvolge molti parametri. Per essere credibile, l’azienda dovrà comunicare a tutti gli ambiti di rispettare gli standard di eccellenza imposti. Questo processo è sicuramente il più lungo e richiede un impegno costante, un monitoraggio quotidiano e la voglia incessante di innovazione.

 

Concretezza

I clienti ormai sono più attenti, inutile credere che un packaging di colore verde possa immediatamente far capire al consumatore che si stia trattando di un prodotto che rispetta l’ambiente. È necessario che l’azienda abbia un suo storico, si faccia conoscere, non solo attraverso la confezione o la pubblicità accattivante ma tramite numeri reali.

 

Questo si ricollega anche all’autorevolezza che l’azienda acquisisce nel tempo tramite una comunicazione mirata che punti a far conoscere i reali andamenti dei processi produttivi in modo chiaro e misurabile. Questa è la garanzia più importante che si può ottenere.

 

Coerenza

La coerenza dei messaggi pubblicitari è sicuramente un aspetto da non sottovalutare, oltre al punto di vista estetico, per comunicare il proprio impegno verso l’ambiente, bisogna pensare in modo non convenzionale, quindi ad esempio evitando l’uso di carta e plastica. Puntando piuttosto al riciclo, al rispetto delle materie prime e alla fiducia del consumatore.

 

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Gabriella Avallone 31/03/2022

Pubblicità in 3D questo è il presente!

La pubblicità è da sempre frutto di creatività e innovazione, oggi sorprende ancora di più grazie alle nuove tecnologie che la rendono niente di meno che 3D.

 

Si pensava a questo genere di cose come futuristiche ma è ora di darsi una svegliata perché viviamo già nel futuro! E probabilmente questa è la strada che seguirà l’advertising.

Un chiaro esempio ci arriva dalla città di Tokyo, in Giappone, da Time Square a New York, da Piccadilly Circus a Londra.

Pubblicità in 3D nel mondo

Un tripudio di luci, suoni e colori che si fondono in un’esperienza visiva totalmente immersiva e sorprendente. Uno strumento così attrattivo non poteva finire che in mani migliori, quelle dei creativi che stanno affascinando i passanti ed il web con le loro pubblicità in 3D.

 

Per la precisione è a Cross Shinjuku Vision, uno degli spazi pubblicitari più discussi che si trova all’esterno della Shinjuku a Tokyo, una delle stazioni più grandi del mondo. Infatti è proprio qui che per la prima volta in 3D pare sia apparso un enorme gatto, che sembrava interagire con i passanti, oltre che dormire e fare le fusa nei difficili giorni di pandemia.

 

Brand che hanno scelto la pubblicità in 3D

 

Lo schermo pubblicitario con il gigantesco gatto è stato realizzato da MicroAd Digital Signage e Yunika Vision su commissione di Cross Space, l’azienda proprietaria dell’edificio. Quello che hanno avuto modo di ammirare i passanti e centinaia di persone in web è in realtà, un test: il debutto ufficiale della campagna pubblicitaria avverrà il 12 luglio.

 

 

Si trattava di un’immagine 3d in qualità 4K su di uno schermo di 154,7 metri quadrati con una tecnologia di schermo curvo e LED che consente di rendere ciò che viene rappresentato come estremamente realistico.

Le immagini hanno fatto ben presto il giro del web ma non è stata di certo l’unica volta che sia apparso qualcosa di realistico: Infatti è possibile ricordare già uno spot Coca Cola che ha rivoluzionato il mondo delle ADV nella piazza di Times Square su di uno schermo che misurava 20.7 x 12.8 metri e composto da 1.760 led e garantivano un’alta risoluzione; O ancora Ray-Bay che rappresentava i famosi occhiali tra varie emoji. Per non dimenticare L’Ocean Outdoor, specialista del 3D a Piccadilly Circus dove apparivano diversi brand tra cui Poker Star, Deliveroo, Netflix, Vodafone e altri ancora.

 

 

L’anamorfismo, era un effetto di illusione ottica per cui un’immagine veniva proiettata sul piano in maniera distorta, rendendo il soggetto riconoscibile solo se osservato da un particolare punto di vista, in questo caso la piazza. In questo modo si dava l’illusione dell’effetto 3D ai passanti.

 

Tra le più recenti e ben realizzate invece vediamo la Nike pronta a festeggiare gli otto anni del Nike Air Max Day, il 26 marzo e in occasione del 35esimo anniversario di Nike Japan con un incredibile cartellone pubblicitario fuori la stessa stazione di Shinjuku dove si vedevano diversi modelli di Air Max uscire da un’enorme scatola che volteggiava in aria. Non ci sono parole per descrivere l’effetto che si prova guardando quelle immagini, le sneakers dei migliori modelli in formato 3D.

 

 

Per quanto riguarda la scelta della location, pare non sia un caso, difatti è stata scelta in quanto vi transitano davanti ogni giorno oltre 200.000 persone e difatti per manifestazioni spesso utilizzano tutto lo spazio sovrastante dell’edificio per ospitare eventi, come ad esempio è accaduto proprio in occasione dello stesso Air Max Day.

 

Portiamo pazienza che presto anche tra le nostre strade troveremo pubblicità, spot e chissà cos’altro in formato 3D. Secondo voi quale sarà la prima pubblicità che vedremo in 3D in Italia?

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